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Treviso, il giardino di Venezia

Itinerari d'autunno

Il Leone è sereno a Treviso: il suo Vangelo infatti è sempre aperto, segno della dominazione in pace della Serenissima. Il legame Treviso-Venezia  (oggi quasi un unico sistema metropolitano), è del resto fortissimo. Basta passeggiare nelle strette calli che si dipartono dal cuore pulsante di Piazza dei Signori per rendersene conto. 

La storia urbanistica di Treviso è quella di una città nata sull’acqua. E così, come a Venezia, si passeggia tra pontili e canali: da nord entra il Botteniga che si biforca in varie rogge (il Cagnano, il canale dei Buranelli, la Pescheria) per confluire nel Sile sul lato meridionale della cinta muraria.

Come Venezia, Treviso aveva un suo antico porto: i fiumi erano le autostrade del tempo. Tanto che Dante nel IX Canto del Paradiso identifica così la città: “Dove Sile e Cagnan s’accompagna”. I due fiumi, Sile e Cagnan, s'insinuano infatti tra le vie, sembrano darsi la mano, donando un fascino unico al centro storico.

Treviso, appellata anche come giardino di Venezia e “Marca Gioiosa et Amorosa”, è città bella ed elegante. Lungo i canali il turista che non abbia ancora visto Venezia, la pregusta. Scorci caratteristici - verso San Parisio - sono il Portico dei Buranelli, le bancarelle della frutta (dove è  possibile acquistare  il radicchio rosso tardivo o quando è il momento gli asparagi di Cimadolmo e Badoere), e l'Isola della Pescheria con i banchi del pesce  posta proprio nella biforcazione dei canali.

Questa è anche la città delle antiche botteghe e delle osterie dove si fail rito del cicchetto, l'aperitivo o lo spuntino verso sera (la scusa c'è sempre) accompagnato da degustazioni a base dei prodotti tipici: un crostino di baccalà mantecato o una gustosa polpetta e un calice di Prosecco. L'impressione è che in questa città chi la abita non abbia perso il gusto del tempo speso in relazioni e quindi speso bene. Lo struscio è accasione di incontro, mostrare e vedersi.

L'urbanista dell'epoca racchiude la città entro mura rinascimentali che formano un quadrilatero, e al centro pone Piazza dei Signori da dove si dipartono piccole calli e case che si affacciano sulle acque e oggi si sono adattate a osteria 'vista-fiume'. Nel Palazzo dei Trecento, antica sede del Maggior Consiglio, si riunivano i potenti. L'antica Signoria, luogo di potere, è oggi il salotto cittadino: vi si affacciano il Palazzo del Podestà con facciata secentesca e la Torre Civica che risale al XIII secolo. L'elegante Loggia Dei Cavalieri, è il centro culturale, storico e sociale dei trevigiani.

La chiamiamo Piazza dei Signori, oggi, ma un tempo era Piazza Maggiore, chiamata anche delle Catene o della Berlina perché in questo punto chi infrangeva la legge veniva punito e umiliato pubblicamente  (messo cioè alla "berlina").  

Monumento notevole è il Duomo che contiene, all'interno della Cappella Mal chiostro, gli affreschi del Pordenone e la pala con l'Annunciazione del Tiziano. Per gli amanti dell'arte la Casa dei Carraresi è sede di prestigiose mostre internazionali. Altri tesori artistici sono racchiusi nel polo museale di Santa Caterina dei Servi di Maria, tra cui il ciclo delle storie di Sant'Orsola di Tommaso da Modena, e alcune opere di G. Bellini, Lotto, Tiziano, J. Bassano. Merita una visita anche la chiesa domenicana di San Nicolò, con la celebre sala del Capitolo affrescata da Tommaso da Modena.

Molte le osterie e i ristoranti tipici, ma per partire alla scoperta di Treviso si può scegliere anche una sistemazione al di fuori della cintura urbana ma ottimamente collegata con il centro. Il  BHR Treviso Hotel della catena Best Western si trova a Quinto di Treviso, ma è vicinissimo all'aeroporto e punto di fermata degli autobus per Treviso. Ottima la dotazione alberghiera, bella la Gioja Lounge Bar tutta in onice retroilluminato, inserita all’interno della grande hall. Malgrado questo sia un grande hotel, la Lounge è una raffinata caffetteria e una stuzzicante cicchetteria dove gustare un pranzo leggero.

Ottima la cucina di DiVino Osteria Trevigiana che ha un carattere tradizionale e piatti con i sapori della tradizione trevigiana. Grazie al forte legame al territorio con la scelta attenta delle materie prime e dalla preparazione dei piatti dello chef Riccardo Aliceto il  ristorante è presidio Slow Food e qui la condotta di Treviso organizza eventi e degustazioni. Inoltre il ristorante ha ottenuto la certificazione AIC, e prepara piatti gluten free secondo i protocolli imposti dall’Associazione Italiana Celiachia. Particolare attenzione viene riservata a vegetariani, vegani, e a chi ha problemi di intolleranze alimentari come quella al lattosio o al glutine.

E' dunque il posto giusto per assaggiare ottime ricette a  base di Radicchio rosso di Treviso e Radicchio Variegato di Castelfranco IGP, asparago bianco di Cimadolmo IGP (Indicazione Geografica Protetta), formaggio Casatella DOP (denominazione di origine protetta) e vini DOC e DOCG, tra cui il famosissimo Prosecco o piatti tipici come  risi e bisi (riso con i piselli) e la “sopa coada” la  zuppa di piccioni.

Treviso, l'unica città italiana scelta per chiudere le celebrazioni che in tutto il mondo hanno ricordato i 100 anni dalla morte di Rodin, presto ospiterà una nuova mostra dedicata a Tiziano e Van Dyck.

BHR Treviso Hotel non mancherà di progettare i suoi pacchetti speciali (129 euro a camera, incluso un soggiorno di 1 notte per due persone con prima colazione a buffet, accesso al Centro Wellness, ingresso alla mostra, trasporto incluso verso il centro di Treviso, aperitivo di benvenuto. (info e prenotazioni tel  0422 3730 - info@bassohotels.it – www.bhrtrevisohotel.it)


Autore: Corona Perer

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