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Doveva succedere: è successo

Il turismo sostenibile dice no alla grandi navi a venezia

L'incidente avvenuto la mattina del 2 giugno nel canale della Giudecca, a Venezia ha riportato in primo piano il problema delle grandi navi in laguna. La nave da crociera Msc Opera che ha investito un battello fluviale con 130 turisti a bordo (cinque i feriti, non gravi) è la plastica rappresentazione di quel turismo folle che non considera i delicati equilibri di un ecosistea storico e ambientale come quello veneziano.

Nei social numerosi video mostrano il terrore delle persone sulla banchina e la nave, con la sua sirena sinistra e sempre più minacciosa, che travolge il battello e si ferma a pochi metri dalle persone in preda al panico.

Recentemente S.a.L.E. Docks, spazio indipendente per l’arte contemporanea che da sempre vede nelle pratiche artistiche uno strumento di analisi e intervento nella città aveva promosso “Maree di gente! Venezia e Barcellona due città patrimoniali a rischio” per indagare la storia dello sviluppo del modello turistico nelle città suddette e ne raccoglie le varie esperienze di lotta collettiva comune.

La voce narrante era quella dei collettivi, dei comitati, e delle associazioni che, lottando attivamente in difesa dell’ambiente e dei beni comuni, vedono nel modello di sviluppo turistico predominate una minaccia alla sopravvivenza delle due città patrimoniali.

Attraverso foto, manifesti, materiale audiovisivo, installazioni interattive ed altri strumenti, cittadini e turisti sono stati chiamati a riflettere su come i propri comportamenti e le proprie azioni quotidiane possono incidere sui processi di deterioramento culturale e urbano, la perdita del diritto alla casa, l’impatto delle crociere e delle masse turistiche, la trasformazione delle attività commerciali e la perdita di alcune tradizioni locali.

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