Viaggi & Reportages

Törggelen: vino nuovo e fascino... antico

Val d'Isarco il rito dell'autunno che precede l'Avvento

In autunno la Val d'Isarco offre emozioni che riscaldano il cuore: è il tempo dei colori e le vigne ricamano le colline di tonalità nuove, i boschi offrono lo spettacolo di un foliage nostrano che non ha nulla da invidiare a quello statunitense, le temperature ancora miti consentono passeggiate rilassanti tra vigneti e castagneti secolari. E poi ci sono le osterie contadine che offrono i frutti della stagione: il vino nuovo e le castagne, anzitutto.

E' il periodo dei Törggelen, rito antico e contadino che si perde nella notte dei tempi. Qualcosa che oggi il turista può conoscere nei masi, i “Buschenschank”, le osterie che nei dintorni di Bressanone (Varna, Novacella, Naz-Sciaves, Velturno, Chiusa, Villandro, Barbiano, Laion), offrono questa usanza.

Il nome deriva – dicono - dal torchio, l’arnese per spremere le uve e produrre il vino. Il rito contadino dell'assaggio del vino nuovo è accompagnato dalla merenda tipica con speck, lo “Schüttelbrot” (il pane duro altoatesino), i canederli, la salsiccia contadina con crauti, la zuppa d’orzo e naturalmente le castagne, che da queste parti vengono chiamate “Keschtn” e sono accompagate dal “Süßen”, il succo d’uva dolce (non ancora fermentato) che poi si tramuta nel “Nuien”, il vino nuovo appena fermentato: il novello dell'Alto Adige.

Il Grisserhof di Paul Huber (in vicolo Gries a Varna) è il tipico maso che offre il Törggelen originale. Antichissima la proprietà, già attestata fino dall'anno 1000 come proprietà del vicino convento agostiniano dei frati di Novacella che si trova proprio alla sue spalle, separato da una collinetta tutta coltivata a vigneto. Poi i monaci donarono la tenuta al Principe Vescovo di Bressanone che si alimentava con le carni e le verdure prodotte in questo maso, grazie alla "decima" tradizione antichissima che è proseguita fino a una quarantina di anni fa.

Paul Huber ricorda che da piccolino accompagnava lo zio a portare il dovuto al Vescovo: beni in natura e il canone d'affitto. Poi finalmente nel 2005 la Diocesi decise di vendere e i fattori poterono acquistare la tenuta che oggi è una maso ricercatissimo, punta di diamante della catena del Gallo Rosso che proprio quest'anno l'ha decretato come "Maso del Gusto 2017". L' agriturismo è un bene architettonico tutelato che è stato sapientemente restaurato ricavando anche un suggestivo appartamento nel fienile per i turisti.

Qui abbiamo assaggiato  i "Blatten" con crauti, piatto della casa: fritelle di patate accompagnate con la tipica salsiccia e un carrè di maiale lesso - assolutamente superiore - su un letto di crauti. E' il piatto tipico che arriva dopo i ravioli ripieni di spinaci e il canederlo al formaggio. In questa locanda, come in molti altri masi del territorio che partecipano alle Eisacktaler Kastanienwochen (le settimane culinarie dedicate alla castagna), si ha la garanzia di mangiare prodotti a km. "zero" e bio: carni tenerissime e verdure dal sapore antico. "Noi le trasformiamo nelle ricette che mia nonna ha tramandato a mia madre che lavora ancora oggi in cucina" afferma Paul Huber.

“Törggelen” e  “Settimane delle castagne”  sono due proposte specifiche del territorio. Il Törggelen si fa ogni anno da inizio ottobre fino a fine novembre (> info qui).  Le settimane delle Castagne della Valle Isarco iniziano invece a metà ottobre e finiscono la prima settimana di novembre (> info qui) nelle locande e gasthof del brissinese.

Il menù a base di castagne è accompagnato dalla Keschtn Bier, una intrigante Birra di castagna, che viene prodotta a Chiusa dalla Braukeller Gassl.  I suoi ingredienti? Acqua, malto, luppolo, lievito e farina di castagna. Naturale, semplice, dal colore dorato, rotonda e corposa: in un menù gourmet alla castagna sostituisce egregiamente il vino, anzi completa la degustazione.

Noi l'abbiamo degustata alla Gasthof Haller, nella prima collina di Bressanone, da dove si gode una vista meravigliosa sulla città del Principe Vescovo. Lo chef Simon Pichler e la sorella Teresa Pichler che invece è sommelier diplomata, sono la terza generazione di una famiglia che ha fatto delle ricette della nonna il "must" della casa.

Qui la degustazione va dai ravioli al ripieno di castagne, accompagnati da una spuma delicatissima di ricotta affumicata, fino al risotto di castagne. Anche il tenerissimo guanciale di maiale viene servito con un purè di patate e castagne e la pasticceria della casa, offre la mousse di castagna con il tortino in cui il frutto autunnale esprime il meglio di sè specie se accompagnato con il Moscato Rosa Waldgries (menù base dai 30 euro, bevande incluse).
Da provare!

 

foto: O. Galletti
Info: valleisarco.com
per saperne di più: Gasthof Haller


Autore: Corona Perer

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)