Arte, Cultura & Spettacoli

Vasco Rossi, successo storico

Forte come un leone, vero come chi sa denunciare le proprie fragilità

In 220.000: tutti insieme, legati dalla sua musica. Il concerto evento di Vasco Rossi, dimostra (lo ha detto anche lui stesso alla fine della sua straordinaria esibizione) che si può stare insieme abbattendo la paura. E che vi fosse qualche preoccupazione alla vigilia lo sanno bene i promotori: il concerto per i 40 anni di carriera tenuto al parco Ferrari, che per tutti oggi è Modena Park, si è svolto tra imponenti misure di sicurezza. Ma ha dimostrato che se si lavora bene, se si vietano gli alcolici, se si lavora meticolosamente senza lasciare nulla al caso, il risultato della sicurezza c'è. 

Questo straordinario evento ha radunato le sue migliori canzoni e - attraverso loro - 40 anni di vita italiana. Lui non ha perso la sincerità e la semplicità del Vasco degli esordi.

Augusto Bleggi, giornalista ed inviato speciale Rai, oggi in pensione, ha regalato qualche tempo fa questa testimonianza sul Vasco Rossi degli esordi.

"Nel primo anno da direttore di Radio Dolomiti (1977) il mio compito principale era di conferire alla radio una minima struttura giornalistica. Nell'attesa mi sobbarcavo, più volte alla settimana, il viaggio da Trento a Margone sia per le mie incursioni al microfono, sia per discutere con l'editore (Angelo De Tisi) impegni e programmi. E il primo registratore semiprofessionale per le interviste lo acquistammo, io e De Tisi, usato ed in comproprietà, per l'allora significativa cifra di 100mila lire.

In una di queste escursioni pomeridiane a Margone, mi accadde che, appena entrato nell'abitazione di De Tisi, notai in un angolo, seduto sul divanetto, un tipo alquanto strano avvolto, se la memoria non tradisce, in una giacca a vento rossa con bordi blu, età compresa- -occhio e croce- fra i 25 ed i 30 anni. "Piacere Rossi Vasco" mi disse alzandosi e stringendomi energicamente la mano.

"Hai già conosciuto il mio amico Rossi, vedo" mi disse De Tisi. "Sai è di Zocca, sull'Appennino modenese, anche lui ha una radio libera, fa il DJ, ma in verità fa un po' di tutto". De Tisi aveva conosciuto questo Rossi quando, un anno e mezzo prima, s'era messo in testa di aprire una radio. Alcuni radioamatori avevano riferito che a Zocca c'era un tale che adattava i radiotrasmettitori militari alle frequenze FM.

Angelo lo andò a trovare ma Rossi, nonostante la buona volontà, non riuscì a trovare il trasmettitore da taroccare. In compenso un mese dopo arrivò a Margone con l'antenna (pure quella indispensabile per trasmettere)c he subito montò sul tetto di casa De Tisi. Fu un'amicizia breve quella con il Rossi Vasco che, di tanto in tanto, si faceva vedere.

Quella volta, mi par di ricordare, era venuto a Radio Dolomiti portando un pacco di dischi. Lui aveva Punto Radio, emittente già allora importante ed inserita nei circuiti discografici. Per dieci minuti mi parlò del suo lavoro, dee-jay si ma pronto a dialogare con gli ascoltatori su temi filosofici, sulla vita, sui problemi di ogni giorno insomma. "Sai - mi disse - Radio Dolomiti si riceve a volte anche a Zocca il mio paese. L'antenna che ho installato spara dritto in pianura, così vi sento!

Augusto Bleggi racconta che fu l'ultima volta che lo vide perchè due anni dopo, nel 1979, era già in televisione. Fisicamente era messo peggio di quella volta a Radio Dolomiti ma ora si chiamava Vasco Rossi; per qualcuno era solo Vasco, per altri Blasco: da subito una star e cantava Albachiara.

"Il Rossi Vasco diventato poi Blasco è stato uno dei grandi personaggi - fra i tanti - che mi ha poi regalato la professione. Una volta intrapresa a tempo pieno la professione giornalistica incontrai i vip dello spettacolo, dello sport, della politica ma anche delle scienze che diventarono una costante delle mie giornate. Così, oggi, ripensando ai miei 40 anni di giornalismo e certo non limitando il bilancio agli incontri vip, non posso dire altro che sono stato molto fortunato".

www.giornalesentire.it - luglio 2017

 


Autore: Corona Perer

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