Viaggi & Reportages

Made in Australia - Sette mesi in uno sguardo

di Elisa Mezzanzanica

Abbiamo cambiato casa, ora non abitiamo piú nel cuore pulsante di Melbourne, e grazie a questa piccola novitá finalmente riesco ad andare a piedi al lavoro. Sará stato il freddo o la mancanza di caffeina, ma il mio riflesso in una vetrina mi ha ha fatto cominciare a pensare.

Fra poco celebreremo sette mesi che viviamo in Australia. Non é facile descrivere questi sette mesi in poche parole, anzi é impossibile. Sono stati mesi carichi di tensioni, di gioie, di emozioni mai provate e di fatica. Ma sono contenta, sono veramente contenta perché mi hanno dato di piú questi mesi di tutto quello che potesse darmi il non intraprendere questa esperienza.

Siamo partiti con una valigia che pesava 54kg, ma  posso assicurare che ora la mia valigia pesa ancora di piú: la mia valigia si é riempita di esperienze e di emozioni. Ho imparato sulla mia pelle che senza un’amica a venirti incontro nel momento del bisogno non avrei avuto una casa, che senza provare la solutidine di una stanza vuota non avrei mai ritrovato l’importanza della presenza dei miei genitori li accanto a me. Senza una persona sempre sorridente e fiduciosa al mio fianco non avrei mai avuto il coraggio di affrontare tutto.

Cosa ho imparato in questo viaggio fino ad ora? Che da sola non sarei andata lontano. Che da sola sarei ancora al punto di partenza se non indietro. Ma invece ho avuto qualcuno accanto, qualcuno che ha avuto il coraggio di prendermi per mano e di dirmi: dai, ti accompagno io, andiamo. Qualcuno da lontano in Italia, qualcuno qui vicino accanto a me a vivere questa esperienza, qualcuno di appena conosciuto.

Finalmente fra pochi giorni rivedró i miei genitori, e non potete immaginare la voglia di corrergli incontro e iniziare a raccontagli tutto, raccontargli le cose che mi sono accadute che gli ho giá raccontato miliardi di volte con miliardi di messaggi e raccontargliene di nuove, con nuovi episodi dimenticati, con nuovi sentimenti nascosti.

Voglio correr loro incontro per ringraziarli, vorrei correre incontro a Dimitri ogni sera che lo vedo per ringraziarlo, vorrei correre incontro a Sofia ogni volta che la vedo camminare verso di me con dodicimila piatti in mano tenuti come per magia mentre si destreggia fra i clienti, perché senza di loro, senza ogni singolo loro sguardo e incoraggiamento, senza ogni singolo momento vissuto insieme questa esperienza non avrebbe avuto lo stesso sapore. Perché senza di loro questa esperienza non avrebbe avuto lo stesso significato.

Non penserete mica di abbandonarmi, qui mi mancano ancora tantissimi mesi da vivere!

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