Arte, Cultura & Spettacoli

Vittorio Sgarbi, ecco il mio Mart

Il presidente spiega alla stampa la sua visione

Prima uscita per Vittorio Sgarbi, in veste di presidente del Mart di Rovereto. Oggi ha dapprima incontrato le autorità provinciali e comunali quindi la stampa alla quale in circa due ore di colloquio ha delineato idee e programmi di massima.

Affiancato dagli altri due membri del CdA (Silvio Cattani e Dalia Macii) e dal direttore Gianfranco Maraniello ha detto di assumere l'incarico con spirito di responsabilità, consapevole del territorio e dell’identità del Mart, museo che deve essere promosso come eccellenza nazionale. Investire sulla comunicazione è quindi la sua prima priorità e questo è positivo anche per riacquistare il pubblico perso in questi anni (-4% nel 2018).

“Il valore dello Stato non è nel fatto che possieda dei beni, ma che ne abbia coscienza e che permetta ai cittadini di goderne” ha detto Sgarbi che pensa ad un museo gratuito per le collezioni permanenti in quanto patrimonio pubblico. “Il museo deve essere la casa dei cittadini, una casa aperta sempre, come avviene a Londra e in molti altri luoghi del mondo dove al museo si va come al ristorante” ha aggiunto.

Quindi si pagheranno semmai le mostre temporanee che hanno costi di gestione, trasporto, organizzazione e promozione. Importante invece captare i turisti che soggiornano negli alberghi. Quanto alle mostre già si è detto e scritto di una possibile mostra su “Antonio Canova e il moderno” visto che Sgarbi presiede anche la Fondazione Canova di Possagno, ma anche di una mostra sull’arte degenerata degli artisti invisi dal nazismo come Picasso, Kandinskij, Braque, Chagall. Nei suoi piani una grande mostra sulla storia della fotografia o monografiche su artisti italiani e stranieri. Ai  trentini Vallorz (che Sgarbi apprezzava molto), Moggioli e Bonazza vorrebbe dare spazio fisso a Palazzo delle Albere a Trento. Nuovi impulsi anche per la Casa d'Arte Futurista Depero, seconda sede del Mart ma sempre rimasta in secondo piano sia durante la gestione Collu che quella attuale.

Al termine dell’incontro, Sgarbi ha visitato gli spazi adiacenti il Mart per informarsi sul progetto urbanistico recentemente condiviso con Università, Comune e Provincia. L’idea di una nuova viabilità pedonale e di rinnovate ipotesi di fruizione cittadina ha convinto il nuovo Presidente: Sgarbi si è dichiarato entusiasta che l’accesso al Museo possa avvenire tramite i giardini Bossi Fedrigotti.

Come noto Sgarbi non percepirà compenso per la carica ricoperta. La notizia era stata data con enfasi dai giornali, ma non è affatto una novità: già Franco Bernabè e la sua vice Isabella Bossi Fedrigotti avevano rinunciato al compenso che veniva devoluto nel caso di Bernabè all'acquisto di opere per la collezione e nel caso di Isabella Bossi Fedrigotti a fnanziare una borsa di studio con la quale mandare uno studente di arte a un’accademia straniera.

Detto questo, buon lavoro Presidente.

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