57 Biennale di Venezia
Arte, Cultura & Spettacoli

Biennale: Viva Arte Viva

86 nazioni negli storici Padiglioni tra Giardini e Arsenale

«L'arte di oggi, di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa dell'umanità, in un momento in cui l'umanesimo è messo in pericolo. Essa è il luogo per eccellenza della riflessione, dell'espressione individuale e della libertà, così come degli interrogativi fondamentali. L'arte è l'ultimo baluardo, un giardino da coltivare al di là delle mode e degli interessi specifici e rappresenta anche un'alternativa all'individualismo e all'indifferenza.» E' da questo punto di vista che la curatrice Christine Macel  spiega il concept di  Viva Arte Viva.

«La Biennale si deve qualificare come luogo che ha come metodo, e quasi come ragion d'essere, il libero dialogo tra gli artisti e tra questi e il pubblico» afferma il Presidente della Biennale Paolo Baratta «perchè ci offrono con i loro mondi una dilatazione della nostra prospettiva e dello spazio della nostra esistenza».

La 57. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, annovera 86 partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 3 i paesi presenti per la prima volta: Antigua e Barbuda, Kiribati, Nigeria. Sono 23 gli Eventi Collaterali proposti da enti e istituzioni internazionali, in concomitanza di questa  57^  Esposizione che offre un percorso espositivo  intorno a nove capitoli tematici.

Sono120  gli artisti partecipanti  provenienti da 51 paesi; di questi 103 sono presenti per la prima volta nella Mostra Internazionale. Propongono  un racconto, spesso discorsivo e talvolta paradossale, sulle complessità del mondo, e in questo senso Macel parla di neoumanesimo.

«Viva Arte Viva è un'esclamazione, un'espressione della passione per l'arte e per la figura dell'artista. Viva Arte Viva è una Biennale con gli artisti, degli artisti e per gli artisti»

«Una Mostra ispirata all'umanesimo - prosegue la curatrice Christine Macel - Un umanesimo non focalizzato su un ideale artistico da inseguire, né tanto meno caratterizzato dalla celebrazione dell'uomo come essere capace di dominare su quanto lo circonda; semmai un umanesimo che celebra la capacità dell'uomo, attraverso l'arte, di non essere dominato dalle forze che governano quanto accade nel mondo, forze che se lasciate sole possono grandemente condizionare in senso riduttivo la dimensione umana. È un umanesimo nel quale l'atto artistico è a un tempo atto di resistenza, di liberazione e di generosità».


Autore: Anna Lorenzetti

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