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Castel Pergine esempio di cittadinanza attiva

La tutela del bene comune come base per un turismo sostenibile

Se lo sono comprato. Da quando i cittadini hanno saputo che a Pergine Valsugana il castello medioevale, che domina il paese dalla sommità del Colle Tegazzo, era stato messo in vendita dalla famiglia proprietaria svizzera, la spinta è stata forte: fare tutti insieme qualcosa. Ma non era così scontato riuscirci.

Che dovesse restare una proprietà comune, governata da un’idea di tutela e di gestione del bene come “casa” aperta alla cultura, occasione di lavoro per un modello di turismo sostenibile, era però chiaro a tutti.

E così un gruppo di perginesi, costituito in “comitato di scopo” ad aprile 2017, ha organizzato moltissime iniziative per coinvolgere la popolazione locale, i turisti, i cittadini sensibili al tema del patrimonio storico-artistico e ad un innovativo progetto di cittadinanza attiva e responsabile, finalizzato all’acquisizione popolare del castello di Pergine.

Ha quindi lanciato una campagna di sottoscrizione fondi, promosso iniziative di sensibilizzazione verso istituzioni, enti, associazioni e sviluppato il tema del “destino” del castello. L' acquisto comunitario era l'obiettivo finale. Le fasi successive, dalla sottoscrizione del preliminare di acquisto agli incontri operativi hanno visto il Comitato passare il testimone alla Fondazione CastelPergine onlus, che, diventando proprietaria del bene, se ne è presa cura e ne promuoverà la tutela e una valorizzazione innovativa, coinvolgente, a basso impatto ambientale e alto valore umano. Dunque, obiettivo raggiunto.

La rilevanza del Castello di Pergine sotto l’aspetto architettonico, artistico e culturale è il percolato di secoli di storia. Sedimento di secoli di storia, impianto  maestoso e imponente sia nel profilo esteriore sia per la quantità e qualità degli ambienti che contiene, questo edificio è stato protagonista della geografia e del paesaggio dell’Alta Valsugana. Anticamente e fino al XIX secolo il castello fu emblema del dominio politico-amministrativo che imponeva aggravi alla popolazione vessandola in ogni modo; negli anni antecedenti la prima guerra mondiale fu il simbolo del pangermanesimo militante nel Perginese, poi della “redenzione” e della politica della “nuova Italia mussoliniana”; in età moderna è stato esposto a vari progetti e alterne vicende finché diventò “un problema” risolto dagli amministratori nel 1956 con una vendita decisa con il consenso referendario della popolazione.

La tipologia architettonica del castello è quella della fortezza medioevale, articolata nella cerchia concentrica delle mura esterne ed interne, che racchiudono ampie zone di parco e dalle strutture di carattere difensivo e residenziale che assecondano l’andamento piano-altimetrico del colle.

Facilmente raggiungibile e in posizione privilegiata per la vicinanza alla città di Trento, dai suoi spalti si gode una vista completa del Perginese e lo sguardo volge verso un vasto orizzonte, che spazia dalla Valle del Fersina ai laghi, dal Calisio al Gruppo del Brenta.

Da lì ha continuato ad esercitare il suo fascino verso un turismo qualificato da molti paesi d’Europa. Un  luogo vissuto, amato, frequentato. Nell’antica struttura ha trovato posto in anni recenti un raffinato hotel e un ristorante di prima classe, nei suoi spazi esterni mostre con artisti di spessore.

Ora che è rinato grazie all'azionariato popolare resta quel che è sempre stato: un bene storico tra i più importanti del Trentino, ma anche l'emblema di un’iniziativa di cittadinanza responsabile, che lo difenderà come centro di conoscenza e cultura, contenitore di eventi e modello di turismo sostenibile.  

...Chapeau ai perginesi !

 


Autore: Corona Perer

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