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Le passeggiate che ammorbano il mondo

E a vincere fu ancora una volta Melania

Ora che ci troviamo alla vigilia delle presidenziali converrà fare un passo indietro: di 4 anni. Il primo viaggio di Trump all'estero fu in Arabia, una prima tappa conclusa (stando alla stampa) con un grande successo: la vendita al re di Riad armi per 110 miliardi di dollari. I giornali americani (e italiani) precedevano la visita con anticipazioni: avrebbe teso la mano all'Arabia. Una mano armata, evidentemente.

Prima domanda: per quali guerre servivano?
Seconda domanda: che cosa progettava l'Arabia?
Terza domanda: ha più avuto successo lui o la moglie Melania che in una terra dove le donne non potevano nemmeno guidare, si mostrava con i suoi lunghi capelli al vento?

Sulla quarta domanda (che mondo vuole Trump?) possiamo invece già darci una risposta: un mondo pieno di aggressività e arroganza.

Che lo si guardi da destra o da sinistra, da occidente ad oriente, non può che essere un mostro quel paese che avendo la ricchezza per vivere felice, non traduce la sua ricchezza in libertà e felicità, ma in armamenti e ricchezze riservate ai ricchi.

E di certo nessuno può omettere di constatare l'evidenza: l'Arabia (grande cliente anche delle armi italiane, non dimentichiamolo!) usa proprio le brutte cose del nostro tempo: denaro, petrolio, armi. Un mix esplosivo. E nella tappa in Vaticano Papa Francesco col volto scuro - come andasse a un funerale - ha avuto modo di farglielo capire.

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