Attualità, Persone & Idee

Politica è partecipazione

A lezione da Platone

"Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da inferiori". Lo disse Platone.

Ma che caratteristiche dovrebbe avere un buon politico? Lo si deduce da come il filosofo descrive il buon governo, che si esercita essenzialmente nell'arte della misura. In sostanza chi governa deve raccordare interessi diversi con la stessa capcità del buon tessitore. Il suo strumento sarà proprio l'aver ''giusta misura''.

Per certi versi il buon politico non avrebbe nemmeno bisogno di leggi perché consigliato dall’arte della misura. Proprio questo lo metterà al riparo dal diventare un tiranno, anche se per Platone il governatore-tipo è il monarca.

Fu quasi una ossessione per Platone ragionare attorno al miglior modello per il governo delle città, il che rinviava alle perfette virtù del politico chiamato a costuire la città ideale. Nei suoi ultimi due discorsi, il Politico e soprattutto le Leggi, è la “città seconda'' il modello che più si avvicina alla città perfetta. Platone aveva ifatti capito che quanto descritto nella Repubblica era utopia, non realizzabile.

La soluzione arriverà quindi individuando il buon governo nella coesistenza di tre componenti: monarchia, aristocrazia e  democrazia. Insieme possono produrre un buon-governo, perchè il monarca unisce, si circonda di un Senato (gli aristocratici) e risponde al popolo (la democrazia). La quale deve partecipare.

Altrimenti è il popolo stesso a firmare la sua stessa condanna: essere governato da chi non merita.

 

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)