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Vanda Piffer, donna...in giallo

La rivincita del thrilling: esce il quarto episodio

E sono quattro: Grazia Corte, nata in Trentino-Alto Adige,  avvocato che ha lavorato anche come sceneggiatrice radiofonica, animatrice, fotografa e gallerista, ha creato un personaggio che piace ai lettori. La scrittrice è ormai al quarto dei suoi gialli venati di umorismo, che hanno per protagonista la vulcanica e spudorata Vanda Piffer. Il successo è stato tanto inatteso quanto sostanzioso. Così, dopo l'esordio con “La beauty farm fatale” è uscito nelle librerie “Vanda Piffer e i delitti di Natale” e "Misfatti al Cucchiaio". Ora sta per uscire "Vanda Piffer e il giardino devastato" edizioni Disegnograve (con la nuova collana Segnogiallo).

Il nuovo episodio colpisce nel cuore Vanda Piffer, che fa la detective per passione. L'altra sua passione è il giardino, di cui si occupa in modo molto approssimativo, quando non è presa da indagini su crimini e delitti. Avvocato dal singolare talento investigativo, con studio a Bucholz, in Alto Adige, Vanda si è però finalmente decisa: ha lasciato il magnifico chalet di St.Nicholaus (dove si annoiava) e ha acquistato casa in città. Nel frattempo una lunga catena di devastazione e di morte vede coinvolti alcuni notabili della zona e un misterioso progetto in terra veneta, arriva a lambire il luogo delle sperimentazioni botaniche di Vanda: il suo sorprendente giardino. Sembra impossibile, ma qualcuno lo ha preso di mira. Forse le indagini dell’avvocato su una serie di paurosi delitti in terra tirolese danno fastidio a qualcuno? Il tutto prende corpo nella prosa fresca e scoppiettante di Grazia Corte, sempre prodiga di sorprese e imprevisti in un contesto (quello del Tirolo meridionale) che alterna città a colline coltivate, tra meli e vigneti.

Ecco l'intervista realizzata all'autrice.

Anche questo giallo resta nel Tirolo meridionale. Perché ambientare un giallo in Alto Adige?
E’ una terra di confine, densa di tradizioni consolidate, ma anche di continui mutamenti, dove convivono ambienti culturali circoscritti, mescolati alla modernità e all’innovazione. Insomma, il luogo ideale per degli intrecci noir.

La serie ha degli spunti autobiografici?
Spero di no, dato il caratteraccio della protagonista! Anche la professione legale, che accomuna me e il mio personaggio, oggi attraversa un periodo di grande mutazione, potremmo definirla una nemesi storica, forse in parte anche meritata.

Una parte costante e divertente del libro è quella relativa al rapporto tra la protagonista e il suo giardino…
Quel giardino è un vero disastro. Vanda conosce ogni specie botanica, ma solo a livello teorico. Le manca l’attenzione vera per le piante: d’altronde, a lei interessa solo investigare. Il giovane ispettore Thomas Berger si   scoccia per le continue intromissioni della Piffer, ma poi si avvale dei suoi indubbi risultati investigativi.

La vena umoristica si fa sentire, nel suo libro, senza però prendere il sopravvento sul carattere “giallo” della vicenda. E’ una scelta?
Il mio obiettivo è di far sorridere, di divertire come io stessa mi sono divertita a scriverlo. E di far riflettere: l’ironia è un’arma potente, la sola che potrebbe salvarci.

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