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Il metodo Falcone

Credeva nell'approccio laico all'inchiesta

di Gianfranco D'Anna - Il metodo Falcone era Falcone stesso, la sua profonda cultura giuridica, il modo allora del tutto inedito e rivoluzionario di modernizzare e di rendere il ruolo del giudice istruttore coerente con i principi costituzionali.

Ecco in estrema sintesi in cosa consisteva il metodo Falcone: nell’approccio laico all’inchiesta, nella rigorosa ricerca dei riscontri probatori e nella valutazione complessiva del contesto criminale dei fatti verificati dalle indagini.

Scaturisce da tutto questo il primo grande processo che delinea l’insieme dei delitti e dei profitti della mafia degli anni ’80.
Un inedito maxi processo a cosa nostra con 474 fra padrini e gregari delle cosche imputati, 221 dei quali dietro le sbarre, 59 a piede libero e 194 latitanti.

Un processo passato alla storia e conclusosi con condanne a 19 ergastoli e 2.665 anni di reclusione.
Un metodo che traspare dalle risposte all'intervista a me rilasciata per il Tg1 quando ero inviato della Rai siciliana all’indomani dell’agguato mafioso nel quale a Palermo il 29 agosto del 1991 venne assassinato l’impreditore Libero Grassi.

Ascolta l'intervista su Zero Zero News

 


Autore: Gianfranco D'Anna

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