Arte, Cultura & Spettacoli

Museion presenta le 'unlearning categories'

a cura di Simone Mair e Lisa Mazza di BAU

C'è mecenatismo anche nelle istituzioni pubbliche. La mostra ''unlearning categories'' è un'iniziativa della Ripartizione Cultura tedesca in cooperazione con Museion. Presenta oltre sessanta lavori di cinquanta artisti e artiste acquistate dalla Provincia come sostegno alla cultura.

“L’acquisto di opere d’arte è una delle misure con cui la Provincia sostiene la scena artistica del territorio. Per raggiungere un ampio spettro di artisti e artiste e garantire la trasparenza, nel 2017 abbiamo riformulato le linee guida sugli acquisti e reso pubblica la procedura. Ma cosa sarebbero le opere d’arte senza il pubblico? Per noi era particolarmente importante che le opere acquistate non fossero esposte solo negli uffici provinciali, ma che venissero presentate ad un ampio pubblico in un contesto museale” sottolinea l’assessore Philipp Achammer.

Unlearning categories è la prima mostra sulle opere d’arte acquistate dalla Provincia tra il 2012 e il 2018. Per l’occasione, oltre sessanta lavori tra dipinti, disegni, fotografie e installazioni, lasciano il loro ambiente abituale, gli uffici in cui sono solitamente esposti, tra persone, piante, sassi, cartoline di vacanze con cui sono familiari, per “trascorrere” 59 giorni a Museion.

La mostra invita ad abbandonare le categorie conosciute ed esplorare, come in una suggestiva passeggiata nel bosco, nuove narrazioni del paesaggio, punti di vista e connessioni inaspettate tra gli esseri umani e non umani che lo abitano e le opere d’arte.

“Il sapere e le categorie accumulati, come essere umano, pianta, animale, hanno radici profonde dentro di noi. Ma spesso i concetti non funzionano più, è necessario dis-apprendere forme interiorizzate della descrizione del mondo, e ripensare in modo nuovo metodi di costruzione critica della realtà.” spiegano le curatrici Simone Mair e Lisa Mazza di BAU.

Prendendo ispirazione da pensatrici contemporanee come Donna Haraway e Anna Tsing, la mostra invita ad abbandonare conoscenze e categorie preesistenti e riscoprire la complessità del nostro essere al mondo nella simbiosi tra umani e non umani. La narrativa curatoriale penetra nel sottosuolo e utilizza come metafora per le opere d’arte l'invisibile sistema della micorriza, in cui funghi e piante convivono in simbiosi. In questo senso, il percorso di mostra è concepito come una suggestiva esplorazione nel bosco e si articola in otto momenti: esseri misti, materia, collettività, linee, porosità, interstizi, sedimenti, assemblaggi. Tutte le opere sono accomunate dalla tensione verso il presente, nel tentativo di capirlo, commentarlo, rendere visibile l’invisibile, mostrare collegamenti o metterli in discussione.

L’invito ai visitatori e visitatrici è quello di percorrere la mostra “Con l’attenzione e lentezza di chi cerca funghi, con sguardo curioso e vigile, per incontrare l’ignoto e riscoprire il consueto e far sorgere, nell’esplorazione delle opere d’arte, nuovi spazi di pensiero” così le curatrici di BAU.

Il concetto della mostra si rispecchia anche nel design dell’allestimento pensato da insalata mista studio, attraverso la scelta di colori ispirati alla tintura vegetale e motivi organici ed evocativi per la segnaletica. Insieme alla mostra verrà pubblicato il secondo volume del catalogo delle opere “Arbeiten. Lavori in corso” edito dalla Ripartizione Cultura tedesca della Provincia di Bolzano, in cui sono pubblicati tutti gli acquisti di opere d’arte del periodo dal 2012 al 2018. Il catalogo è parte integrante della mostra.

Il percorso espositivo si snoda tra il secondo e il terzo piano di Museion ed è strutturato come un’esplorazione immaginaria di un paesaggio. Nello spazio iniziale, humus, il pubblico può accomodarsi per avvicinarsi ai progetti, alle pubblicazioni e ai libri d’artista sulle posizioni artistiche presentate in mostra. L’esplorazione delle opere inizia con “esseri misti”.

Qui, come il paesaggio e il terreno boschivo zuppo di pioggia, anche il corpo e i suoi confini sono territorio d’indagine nelle opere d’arte di Annemarie Laner, Matthias Schönweger, Michael Fliri, Sven Sachsalber, Peter Senoner, Barbara Gamper, Josef Rainer, Julia Bornefeld, Sylvia Barbolini e Linda Jasmin Mayer. La natura attiva della materia, sia essa fluida, formativa, connotata politicamente o dall’attrazione di opposti, viene incontro ai visitatori nelle opere di Franz Messner, Aron Demetz, Tomas Eller, Jörg Hofer e Leander Schwazer.

Le linee con le opere di Esther Stocker, Arnold Holzknecht e Martina Steckholzer danno forma a intrecci di relazioni, creano una localizzazione del singolo in un reticolo più grande, dalle forme organiche alle forme geometriche astratte. Artiste e artisti come Hannes Egger, Christian Niccoli, Ingrid Hora e Franz Pichler trattano forme diverse della collettività, che nasce sempre nella condivisione con un altro da sé.

Ciò emerge nelle opere di Petra Polli, Kathrin Partelli, Hans Knapp, Cornelia Lochmann, Christian Martinelli e Krüger & Pardeller che rivelano una permeabilità tra modi di concepire il paesaggio.

Nello spazio degli interstizi gli artisti e l’artista Maria Walcher, Siggi Hofer e Heinz Mader creano spazi intermedi, mettono in discussione un sapere legittimato istituzionalmente e in tal modo in parte lo dissolvono. Nei lavori di Claudia Barcheri, Martin Kargruber, Erich Kofler Fuchsberg, Berty Skuber, Albert Mellauner, Benjamin Tomasi e Karin Welponer l’incontro di umano e non umano si deposita invece in paesaggi interiori ed esteriori, in modo simile ai sedimenti nel terreno del bosco.

Il momento finale della mostra, assemblaggi, presenta le opere di Sonia Leimer, Irene Hopfgartner, Karl Unterfrauner, Christian Reisigl, Martin Pohl, Letizia Werth, Elmar Peintner, Walter Niedermayr, Philipp Messner, Gino Alberti, Elisabeth Hölzl, Gabriela Oberkofler e Nicolò Degiorgis che si collocano tra naturale e artificiale. Esse sfumano i confini tra ciò che è cresciuto e ciò che è costruito, rivelano la fragilità di un equilibrio e acuiscono la percezione con la loro dimensione ed ampiezza.
 

unlearning categories
a cura di BAU
Durata mostra 27.06–23.08.2020
Apertura al pubblico 26.06.2020, ore 16-22

La mostra è un'iniziativa della Ripartizione Cultura tedesca in cooperazione con Museion.

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