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Mario Draghi, la sua leadership in Europa cresce

Valori costituzionali e salvaguardia del Paese nel piano del premier

di Gianfranco D'Anna - Il motore del recovery plan si può considerare già avviato. Ed è un piano  che come diceva uno storico slogan pubblicitario, ha ben più di una tigre nel motore.

Ci sono i valori costituzionali e della salvaguardia del Paese nel recovery plan presentato da Mario Draghi al traguardo dell’approvazione del Parlamento. La passione civile traspare dalla voce pacata e dalle parole senza enfasi e retorica del Premier:

“...nel piano nazionale di ripresa che complessivamente prevede risorse per 248 miliardi non vi sono solo numeri e scadenze, ma la vita stessa degli italiani, c’é l’Italia di domani, l’Italia dei giovani e delle famiglie, dei cittadini e delle imprese che nessuna tabella potranno mai compiutamente rappresentare”.

Le riforme e il senso di responsabilità saranno essenziali, per Draghi, per non sprecare le enormi opportunità offerte dal recovery plan e per concretizzare una visione del futuro all’altezza del Paese. Il Recovery Plan è a misura dell'impegno civile di Draghi...

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''Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta''
Mario Draghi  è certamente la carta giusta per ridare credibilità internazionale all'Italia

14 febbraio 2021 - Economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico italiano, Mario Draghi  è certamente la carta giusta per ridare credibilità internazionale all'Italia.

Anche all’inizio del suo mandato alla BCE, Draghi si trovò a fronteggiare un’emergenza gravissima. La crisi finanziaria del 2008. Oggi è la pandemia.

Era al timone della BCE mentre l'Europa affrontava la crisi del debito sovrano europeo. La sua frase del 2012 ''Whatever it takes'' indicò che la BCE sarebbe stata pronta a fare tutto il necessario a preservare l'euro.

Il suo percorso è fin dai primi passi nella eccellenza. Studi all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e specializzazione al Massachusetts Institute of Technology. Quindi docente universitario e in pochi anni alto funzionario del Ministero del tesoro. Dopo un breve passaggio in Goldman Sachs, nel 2005 viene nominato Governatore della Banca d'Italia, prendendo il posto di Antonio Fazio.

Subito entra nel gotha finanziario come membro del Financial Stability Forum (Financial Stability Board dal 2009) e del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale della Banca centrale europea nonché membro del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali. E in breve arriva a capo della BCE incarico che ha ricoperto per 9 anni.

E' nato nel 1947 a Roma da una famiglia benestante. Il padre era un dirigente della Banca d’Italia, la madre una farmacista. Orfano di entrambi i genitori da quando aveva 15 anni, si laureò in Economia nel 1970 all’Università La Sapienza di Roma avendo come relatore Federico Caffè, uno dei più importanti e influenti economisti italiani della seconda metà del Novecento.

Dopo la fine del suo mandato, il 31 ottobre del 2019, Draghi ha in gran parte evitato la scena pubblica. Nell’ultimo anno, però, i giornali e la politica hanno iniziato a considerarlo come un candidato perenne a praticamente ogni carica di alta responsabilità dello stato italiano. Lo si dà per prossimo Presidente della Repubblica, ma intanto deve governare da primo Ministro.


Autore: Gianfranco D'Anna

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