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Dopo Vaia, la neve: altri schianti

Alto Adige: raccolto tutto il legname, prolungata l'apertura dei depositi

Alcuni alberi rimasti in piedi dopo Vaia sono caduti in questo ultimo mese a causa delle forti nevicate. A danno si è così aggiunto altro danno.

All'epoca la tempesta Vaia, erano stati colpiti 2.100 proprietari di boschi in 86 Comuni. L'area danneggiata ammontava a un totale di 5.918 ettari, pari all'1,7% dell'intera superficie forestale dell'Alto Adige. Per garantire un accesso sicuro alle aree interessate dalle raffiche di vento per la rimozione è stato necessario riparare le strade forestali e costruire strade rurali e diverse teleferiche.

La quantità di legno danneggiato attualmente conservata in Alto Adige è infatti molto grande, perché un anno dopo Vaia, ossia nel novembre 2019, le foreste dell'Alto Adige sono state colpite da un altro episodio di maltempo con piogge forti e vento. A livello provinciale è stato stimato un altro milione di metri cubi di legname abbattuto a causa della neve. Di questi, alla fine del 2020 erano già stati lavorati 600.000 metri cubi. Lo scorso novembre si è verificato un altro evento meteo estremo con danni a causa della neve per un totale di circa altri 500.000 metri cubi di legname. Tuttavia, una stima più precisa sarà possibile solo nella primavera del 2021. I danni economici che ne sono derivati per i proprietari dei boschi sono enormi. La Provincia ha tentato di sostenere i danni con sussidi. Fino al 30 novembre 2020 sono pervenute 1.855 domande, per un totale di 15,4 milioni di euro di aiuti erogati.

Sul fronte della raccolta gli oltre 1,6 milioni di metri cubi di legname schiantato dalla tempesta Vaia (su una superficie di 6.000 ettari) sono già stati asportati. "Con grande professionalità e buona collaborazione, quasi tutta la massa di legno schiantato è stata lavorata - spiega l'assessore provinciale Arnold Schuler - ma una piccola quantità di legname rimarrà nei boschi: si tratta di zone inaccessibili da dove il materiale non può essere asportato in modo economico né sicuro".  L'impegno è stato enorme per la lavorazione e la rimozione del legname.

 

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Vaia: arrivano i rimborsi
Recuperati 1,9 milioni metri cubi di legname

5 dicembre 2020 - Vaia fu una tragedia che ha segnato in modo indelebile l'ambiente montano. I danni provocati nella notte tra il 28 e il 29  ottobre 2018 per colpa delle raffiche di vento a 130 km/h , si pagano anche oggi. Molti territori non sono più quelli di prima e non lo torneranno mai. Danni ai quali solo in parte potrà porre rimedio l'uomo, per parte delle aree colpite sarà la natura a fare il suo corso.

Gli interventi di rimozione e recupero di alberi e tronchi abbattuti dalla tempesta Vaia sono ancora in corso. A 2 anni dalla tempesta Vaia circa la metà degli alberi schiantati dal vento la sera del 29 ottobre 2018 sono ancora a terra, nonostante un enorme sforzo di 600 ditte su 800 cantieri  si stima che sarà necessario un altro anno di lavoro.

Ma non basterà: su circa 2000 ettari  sarà impossibile intervenire o perché sarà troppo pericoloso o perché troppo costoso. Gran parte degli alberi abbattuti erano pini e abeti e  in minima percentuale cirmoli e larici.

Arrivano intanto i rimborsi fino al 50% dei costi sostenuti dai soggetti incaricati di svolgere il servizio di esbosco anche sulle proprietà private colpite dagli eventi atmosferici dell’ottobre 2018 grazie al fondo del valore di 1,29 milioni di euro predisposto dal Governo nazionale.

Le domande di contributo potranno essere presentate dal prossimo 15 gennaio fino al 30 settembre 2021. Gli interventi ammessi a contributo dalla Provincia Autonoma di Trento devono essere stati eseguiti in conseguenza degli schianti causati dalla tempesta di pioggia e vento, oltre che per gli abbattimenti di piante colpite da fitopatologie direttamente riconducibili a Vaia e riferiti alle aree forestali che si trovano all’interno delle zone individuate nel Piano d’azione per la gestione degli interventi di esbosco e ricostruzione dei boschi danneggiati dagli eventi eccezionali del 27-30 ottobre di due anni fa.

Quanto ai recuperi su 4 milioni di metri cubi di legname finiti al suolo ne sono stati recuperati 1,9 milioni pari a circa il 48%. Nelle valli di Fiemme e Fassa una delle aree più colpite è stato recuperato il 53% del legname.  Ma non dimentichiamo che Vaia ha colpito anche l'alto Friuli con lo Zoncolan e Sappada, e l'alto Veneto con molte aree dolomitiche devastate dalla furia della tempesta.

Le ferite che il territorio ha subito sono ancora in parte visibili, ma il sistema di Protezione civile, con i vigili del fuoco permanenti e volontari, il corpo forestale provinciale, i Bacini montani, le amministrazioni locali, le associazioni di volontariato e la popolazione in prima persona hanno saputo rialzare la testa.

Per sostenere il settore delle imprese boschive, sono state introdotte in Trentino misure che incoraggiano l'utilizzazione e l'esbosco di materiale legnoso colpito da calamità naturali, in particolare schiantato dalla tempesta Vaia, o attaccato dal bostrico:  un premio di 5 euro per metro cubo netto di legname esboscato dal 1 luglio 2020 e fino al 31 ottobre 2020, con un limite massimo pari a 50.000 euro annui per impresa.

Si tratta della prima volta che vengono finanziate direttamente le imprese per le utilizzazioni boschive effettuate, e la disciplina è da considerare temporanea, in quanto legata alla situazione di crisi provocata dalla pandemia ed in precedenza da Vaia, il tutto aggravato dalla crisi del mercato del legno.

È stata intanto intensificata la rete di monitoraggio dei parassiti nei boschi, soprattutto in riferimento al bostrico. Il progetto è seguito dall’Istituto di entomologia dell’Università di Padova.

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