Scienza, Ambiente & Salute

Un anno fa Vaia

Quantificati almeno 12 milioni per la rimozione del legname

Una strage: 1,5 milioni di metri cubi di legname è schiantato su 5.918 ettari di territorio, pari all’1,7% della superfice boschiva totale dell’Alto Adige. I danni provocati dalla tempesta Vaia che, nella notte tra il 29 e il 30 ottobre 2018 si scatenò  con raffiche di vento che hanno raggiunto anche i 130 km/h si pagano anche oggi.

Per tutta l'estate 2019 i sentieri sono stati fragili e molti sono ancora oggi, ad un anno dal disastro, inaccessibili.

Mediamente i danni totali (1,5 milioni di metri cubi) equivalgono a 2 anni di  prelievo di massa legnosa  annuale quando si fa una gestione sostenibile del bosco, ma in alcune zone, come ad esempio quella del Latemar,  che come si fosse abbattuto il legno che si preleva in 16 anni e che in gergo si chiama "ripresa''.

I 2.100 proprietari dei boschi, distribuiti sugli 86 comuni colpiti dalla tempesta, hanno già provveduto a raccogliere e sgomberare ben 800.000 metri cubi di legname, pari a oltre la metà del totale. Ciò anche grazie alle 463 teleferiche temporanee realizzate sul territorio, 300 delle quali nel frattempo sono state smontate. La più lunga, in Val d’Ultimo, misurava 1.000 metri, mentre la lunghezza media è di 385 metri. Per svolgere i lavori in massima sicurezza, la scuola forestale Latemar ha tenuto tra gennaio e maggio 20 corsi di formazione ai quali hanno partecipato 112 persone.

I vivai forestali in primavera hanno distribuito sui terreni ben 9,5 kg. di semi di abete rosso e 17,5 kg. di semi di larice. Rispetto alla produzione normale di nuovi alberi, la Ripartizione foreste stima che siano necessari altre 150.000-200.000 piante, tanto che per il periodo 2020-2025 è prevista la posa di 1.017.800 alberi.

Circa 12 milioni di euro sono stati previsti per metà dallo Stato italiano e dall'Unione Europea per i prorietari dei boschi che, sino ad ora, hanno dovuto sostenere le spese a cusa del maltempo di fine ottobre che ha provocato in Alto Adige la caduta di 1,5 milioni di metri cubi di legname, oltre la metà dei quali (800.000 metri cubi) è già stata sgomberata.

Tra le misure già avviate in questi mesi in Alto Adige, il Report cita i 3,5 milioni di euro messi a disposizione per il ripristino delle strade forestali (124 progetti in 70 comuni) e i 7,4 milioni di euro per i 158 progetti di risanamento del bosco suddivisi in 41 comuni e 8 Ispettorati forestali.

Prosegue, infine, il monitoraggio del bostrico, un parassita molto pericoloso che colpisce alberi malati, morti o abbattuti, i cui aghi diventano prima giallognoli e poi rossiccio-marroncini, per cadere quindi nel giro di alcune settimane. La Ripartizione Foreste, grazie al supporto scientifico dell’Istituto di entomologia dell’Università di Padova, ha deciso di infittire il rilevamento mirato di questo insetto grazie ad una rete di 100 trappole con ferormoni che vengono svuotate a intervalli di tempo regolari.

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