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Vaia: 12 milioni per la rimozione del legname

Ecco tutti i dati sulla ''strage'' compiuta dalla tempesta di fine ottobre

Una strage: 1,5 milioni di metri cubi di legname è schiantato su 5.918 ettari di territorio, pari all’1,7% della superfice boschiva totale dell’Alto Adige. Questo il bilancio aggiornato dei danni provocati dalla tempesta Vaia che, nella notte tra il 29 e il 30 ottobre, ha colpito la Provincia di Bolzano con raffiche di vento che hanno raggiunto anche i 130 km/h.

I 2.100 proprietari dei boschi, distribuiti sugli 86 comuni colpiti dalla tempesta, hanno già provveduto a raccogliere e sgomberare ben 800.000 metri cubi di legname, pari a oltre la metà del totale. Ciò anche grazie alle 463 teleferiche temporanee realizzate sul territorio, 300 delle quali nel frattempo sono state smontate. La più lunga, in Val d’Ultimo, misurava 1.000 metri, mentre la lunghezza media è di 385 metri. Per svolgere i lavori in massima sicurezza, la scuola forestale Latemar ha tenuto tra gennaio e maggio 20 corsi di formazione ai quali hanno partecipato 112 persone.

Circa 12 milioni di euro verranno finanziati per metà dallo Stato italiano e dall'Unione Europea per i prorietari dei boschi che, sino ad ora, hanno dovuto sostenere le spese a cusa del maltempo di fine ottobre che ha provocato in Alto Adige la caduta di 1,5 milioni di metri cubi di legname, oltre la metà dei quali (800.000 metri cubi) è già stata sgomberata.

Da lunedì 29 luglio, infatti, le stazioni forestali di riferimento sul territorio, stanno raccogliendo le domande di contributo per i lavori di rimozione del legname. A disposizione vi sono circa 12 milioni di euro, alla luce delle oltre 2mila domande previste,

Possono presentare domanda di contributo sia i proprietari dei boschi che hanno già concluso i lavori di rimozione del legname, sia quelli che sono ancora impegnati nelle operazioni. L'ammontare varia dai 9 euro ai 15 euro al metro cubo di legname a seconda delle tecnica e delle attrezzature impiegate.

Il Report della Ripartizione foreste della Provincia di Bolzano segnala che i due terzi degli alberi schiantati sono concentrati nelle stazioni forestali di Nova Ponente, Nova Levante, Fontanefredde e San Vigilio di Marebbe: mediamente i danni totali (1,5 milioni di metri cubi) equivalgono a 2 anni di “ripresa” (massa legnosa prelevabile annualmente dal bosco nell’ambito di una gestione sostenibile) per i boschi dell’Alto Adige, ma in alcune zone, come ad esempio quella del Latemar, questa quota arriva addirittura a 16 anni di ripresa.

Tra le misure già avviate in questi mesi, il Report cita i 3,5 milioni di euro messi a disposizione per il ripristino delle strade forestali (124 progetti in 70 comuni) e i 7,4 milioni di euro per i 158 progetti di risanamento del bosco suddivisi in 41 comuni e 8 Ispettorati forestali.

I vivai forestali in primavera hanno distribuito sui terreni ben 9,5 kg. di semi di abete rosso e 17,5 kg. di semi di larice. Rispetto alla produzione normale di nuovi alberi, la Ripartizione foreste stima che siano necessari altre 150.000-200.000 piante, tanto che per il periodo 2020-2025 è prevista la posa di 1.017.800 alberi.

Prosegue, infine, il monitoraggio del bostrico, un parassita molto pericoloso che colpisce alberi malati, morti o abbattuti, i cui aghi diventano prima giallognoli e poi rossiccio-marroncini, per cadere quindi nel giro di alcune settimane. La Ripartizione Foreste, grazie al supporto scientifico dell’Istituto di entomologia dell’Università di Padova, ha deciso di infittire il rilevamento mirato di questo insetto grazie ad una rete di 100 trappole con ferormoni che vengono svuotate a intervalli di tempo regolari.

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