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Vaia: portato a termine l'80% del lavoro di esbosco

Circa 1.250.000 metri cubi di legname abbattuto dalla tempesta

Una strage: 1,5 milioni di metri cubi di legname si è schiantato su 5.918 ettari di territorio, pari all’1,7% della superfice boschiva totale dell’Alto Adige. Vaia fu una tragedia: la gran parte degli alberi abbattuti erano pini e abeti e solo in minima percentuale cirmoli e larici. I danni provocati nella notte tra il 29 e il 30 ottobre 2018 per colpa delle raffiche di vento a 130 km/h , si pagano anche oggi.

Per tutta l'estate 2019 i sentieri sono stati fragili e molti sono ancora oggi, e ad un anno dal disastro, inaccessibili. Ma ora ad un anno e mezzo da quella tragica notte arriva anche una buona notizia: è stato  portato a termine l‘80% del lavoro di esbosco.

I danni hanno interessato 2.100 proprietari di bosco in 86 comuni dell’Alto Adige, che nei mesi scorsi sono riusciti a completare in modo ottimale l’80% dei lavori di esbosco con la lavorazione delle piante abbattute e il loro sgombero tramite trasporto su camion. “La riuscita si deve alla grande professionalità e buona sinergia messe in campo”, sottolinea l’assessore provinciale competente Arnold Schuler.

Ora resta ancora un 20% di interventi complessi, dove la sicurezza del lavoro ha assoluta priorità. Presso la Scuola forestale Latemar sono stati tenuti 27 corsi di preparazione per garantire competenze nell’esecuzione della lavorazione del legname da schianto, che è una delle attività lavorative maggiormente pericolose nel bosco.

Per favorire l’esecuzione degli interventi dei boscaioli sono state predisposte strade forestali e strade rurali. In tutto si parla di 124 progetti realizzati in 70 comuni con un investimento di 3,5 milioni di euro. A fine febbraio 2020, il 94% di questi progetti erano già stati portati a termine. Per trasportare il legname da schianto sono state realizzate anche molteplici teleferiche. Ne sono state dichiarate 909 e registrate giornalmente sul GeoBrowser tra gli ostacoli di volo. Di questi impianti, 869 sono potuti già smantellare.

Per mantenere e ripristinare la stabilità del suolo e la sua fertilità i vivai del Servizio forestale provinciale hanno reagito con prontezza al fine di ottenere le piantine per sostituire gli alberi abbattuti dal vento e favorire la rivitalizzazione dei boschi.

A fine febbraio 2020 un terzo dei 161 progetti avviati in 41 comuni per il ripristino della funzione protettiva dei boschi erano stati conclusi. 7,4 i milioni di euro investiti.

Su superfici sperimentali sul lungo periodo esperti della Libera Università di Bolzano in accordo con i proprietari di boschi andranno a confrontare in collaborazione con la ripartizione Foreste come le superfici boschive danneggiate dalla tempesta Vaia reagiranno alle precipitazioni. È stata ulteriormente intensificata, inoltre, la rete di monitoraggio dei parassiti nei boschi, soprattutto in riferimento al bostrico. Il progetto è seguito dall’Istituto di entomologia dell’Università di Padova.

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