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Papa Francesco apostolo del servizio

La Pasqua più amara che si ricordi

La Pasqua 2020 è stata la più amara che si ricordi e per certi verisi anche la più vivificante. Abbiamo visto un Papa triste e sofferente, costretto dalle distanze, solo ma anche un faro autentico in una solitudine che lo ha reso ancora più vicino alle sofferenze di questi giorni. Tanti i segni che resteranno nella nostra mente: una via Crucis solitaria, celebrazioni essenziali, prive di popolo e ugualmente solenni, una settimana santa forzatamente televisiva e in streaming, cose che non avremmo mai immaginato di dover fare. Nella Domenica delle Palme all'inizio della Settimana Santa il Papa ha pronunciato un'omelia importante ed essenziale nel messaggio, tutto incentrato sul servizio.

"Il dramma che stiamo attraversando in questo tempo ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve" ha detto.

Papa Francesco ha elogiato i veri eroi del nostro tempo e li ha indicati ai giovani. "...Guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri. Sentitevi chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete! Perché la vita è un dono che si riceve donandosi. E perché la gioia più grande è dire sì all’amore, senza se e senza ma. Come ha fatto Gesù per noi"

Un pensiero scaturito dalla riflessione sul servo sofferente di fronte al più grande dei paradossi: il giovedì è il servo che lava i piedi ai discepoli, nel venerdì è sofferente e vittorioso. Dare la vita per gli altri: è quanto hanno fatto 100 medici e molti infermieri che in questa emergenza si sono spesi e non hanno guardato alla fatica  con la pazienza e l’obbedienza del servo, esclusivamente in forza di una chiamata.

''Siamo nati per essere amati e per amare, ha ricordato il papa che agganciandosi alla passione ha poi ricordato: se è all'amore che tutti aspiriamo, la cosa più dolorosa è venire traditi''. Da qui l'invito a guardarci dentro: quante falsità, ipocrisie, doppiezze, tradimenti o promesse non mantenute...
Anche Gesù sulla croce si sente abbandonato ed è abbandonato per ipocrisia. Quando ci sentiamo con le spalle al muro, quando ci troviamo in un vicolo cieco, senza luce e via di uscita, quando sembra che perfino Dio non risponda, però non siamo soli, ci ricorda il Pontefice

"Oggi, nel dramma della pandemia, di fronte a tante certezze che si sgretolano, di fronte a tante aspettative tradite, nel senso di abbandono che ci stringe il cuore, c'è un invito al coraggio ad aprire il cuore al suo amore".

Facciamo  nostre le parole di un papa anche lui servo, anche lui sofferente: "....cerchiamo di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso. Non pensiamo solo a quello che ci manca, pensiamo al bene che possiamo fare''.

Il Papa sa bene che è difficile: ''...Certo, amare, pregare, perdonare, prendersi cura degli altri, in famiglia come nella società, può costare. Può sembrare una via crucis. Ma la via del servizio è la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita". Ma la Pasqua è rinascita e rinascere a nuova vita è sempre possibile.


Autore: Corona Perer

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