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Minacce di morte a Papa Francesco, apostolo del servizio

Una busta con tre proiettili dalla Francia intercettata nel milanese

9 agosto 2021 - Una busta con tre proiettili calibro 9, proveniente dalla Francia è stata intercettata dalle poste di Milano. Era indirizzata al Papa.

Indagini in corso.

(Fonte: ANSA)

 

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Il viaggio in Iraq, la terra di Abramo, il più complesso e difficile del suo pontificato

6 marzo 2021 - Nonostante i pericoli e la pandemia, il Papa è partito:"non possiamo deludere due volte questo popolo" aveva detto. Il riferimento è al viaggio che avrebbe dovuto fare Giovanni Paolo II nel 1999. Accogliendo quindi l’invito della Repubblica d’Iraq e della Chiesa cattolica locale, Papa Francesco compie il suo viaggio apostolico in Iraq dal 5 all’8 marzo 2021, visitando Baghdad, la piana di Ur, legata alla memoria di Abramo, la città di Erbil, così come Mosul e Qaraqosh nella piana di Ninive.

L’Iraq è la terra di Abramo, che parte da UR città dei Caldei. L'Iraq odierno appare normale dalle prime immagini tv relative alla visita del Papa, ma sta uscendo con fatica da quasi quattro decenni di guerra. Nel 2021 ricorre il triste anniversario della Prima Guerra del Golfo che ha lasciato tracce terribili e ancora evidenti in tutto il paese.

“La visita di Papa Francesco nella Piana di Ninive, luogo in cui Daesh si è macchiato di orribili crimini contro l’umanità, è importantissima. Si tratta di una scelta particolarmente coraggiosa, non solo per stare accanto alle comunità cristiane, che qui hanno un radicamento storico, ma per lanciare uno straordinario messaggio di speranza, fratellanza e dialogo inter-comunitario ed inter-religioso. Sarà di incoraggiamento non solo per l’Iraq, ma tutto il Medio Oriente” commentano da  ''Un Ponte Per'' (UPP), organizzazione italiana presente in Iraq da 30 anni, ed in particolare nella Piana di Ninive, con programmi di costruzione della pace e coesione sociale attivi in ognuna delle aree che il Santo Padre visiterà.

“E' particolarmente importante che Papa Francesco abbia scelto di visitare proprio quelle terre che hanno pagato il prezzo più alto dell’occupazione di Daesh, con le persecuzioni inflitte alle comunità cristiane ed ezide, radicate da millenni in quel territorio”, sottolinea UPP ch nell’area della Piana di Ninive lavora per la coesione sociale e la costruzione della pace, tramite cui l’organizzazione supporta la riconciliazione e il dialogo tra comunità etnico-religiose irachene. UPP lavorava  nell’area già prima dell’arrivo di Daesh.

Papa Francesco sarà a Qaraqosh domenica 7 marzo e nella Chiesa dell’Immacolata Concezione celebrerà la messa. Il viaggio era stato annunciato ad inizio dicembre 2020 dal direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Un viaggio così complesso (e pericoloso), che il il patriarca di Babilonia dei Caldei, cardinale Louis Raphaël Sako, ha composto una preghiera speciale per tutte le messe domenicali, a partire dal 17 gennaio con una invocazione a Maria Vergine, alla cui cura materna viene affidata la visita del Pontefice. E tutti sperano che vada tutto bene.

 

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La Pasqua più amara che si ricordi

(aprile 2020) - La Pasqua 2020 è stata la più amara che si ricordi e - per certi versi - anche la più vivificante. Abbiamo visto un Papa triste e sofferente, costretto dalle distanze, solo ma anche un faro autentico in una solitudine che lo ha reso ancora più vicino alle sofferenze di questi giorni. Tanti i segni che resteranno nella nostra mente: una via Crucis solitaria, celebrazioni essenziali, prive di popolo e ugualmente solenni, una settimana santa forzatamente televisiva e in streaming, cose che non avremmo mai immaginato di dover fare. Nella Domenica delle Palme all'inizio della Settimana Santa il Papa ha pronunciato un'omelia importante ed essenziale nel messaggio, tutto incentrato sul servizio.

"Il dramma che stiamo attraversando in questo tempo ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve" ha detto il pontefice.

 

Papa Francesco ha elogiato i veri eroi del nostro tempo e li ha indicati ai giovani. "...Guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri. Sentitevi chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete! Perché la vita è un dono che si riceve donandosi. E perché la gioia più grande è dire sì all’amore, senza se e senza ma. Come ha fatto Gesù per noi"

Un pensiero scaturito dalla riflessione sul servo sofferente di fronte al più grande dei paradossi: il giovedì è il servo che lava i piedi ai discepoli, nel venerdì è sofferente e vittorioso. Dare la vita per gli altri: è quanto hanno fatto 100 medici e molti infermieri che in questa emergenza si sono spesi e non hanno guardato alla fatica  con la pazienza e l’obbedienza del servo, esclusivamente in forza di una chiamata.

''Siamo nati per essere amati e per amare, ha ricordato il papa che agganciandosi alla passione ha poi ricordato: se è all'amore che tutti aspiriamo, la cosa più dolorosa è venire traditi''. Da qui l'invito a guardarci dentro: quante falsità, ipocrisie, doppiezze, tradimenti o promesse non mantenute...
Anche Gesù sulla croce si sente abbandonato ed è abbandonato per ipocrisia. Quando ci sentiamo con le spalle al muro, quando ci troviamo in un vicolo cieco, senza luce e via di uscita, quando sembra che perfino Dio non risponda, però non siamo soli, ci ricorda il Pontefice

"Oggi, nel dramma della pandemia, di fronte a tante certezze che si sgretolano, di fronte a tante aspettative tradite, nel senso di abbandono che ci stringe il cuore, c'è un invito al coraggio ad aprire il cuore al suo amore".

Facciamo  nostre le parole di un papa anche lui servo, anche lui sofferente: "....cerchiamo di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso. Non pensiamo solo a quello che ci manca, pensiamo al bene che possiamo fare''.

Il Papa sa bene che è difficile: ''...Certo, amare, pregare, perdonare, prendersi cura degli altri, in famiglia come nella società, può costare. Può sembrare una via crucis. Ma la via del servizio è la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita". Ma la Pasqua è rinascita e rinascere a nuova vita è sempre possibile.

(cperer)

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