Arte, Cultura & Spettacoli

Realismo Magico, dal Mart a Palazzo Reale

Co-curatrice Gabriella Belli con Valerio Terraroli

Prosegue a Palazzo Reale di Milano Realismo Magico. Inaugurata il 19 ottobre 2021 sarà visitabile fino al 27 febbraio 2022, a cura di Gabriella Belli e Valerio Terraroli che l'avevano allestita in anteprima al Mart di Rovereto tra l'inverno 2017 e la primavera del 2018 come primo step di un proframma che ha poi portato la mostra all’Ateneum Art Museum di Helsinki e al Museum Folkwang di Essen.

Le vicende del Realismo Magico in Italia sono narrate attraverso una selezione di capolavori pittorici provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.

Coniata dal critico Franz Roh in un celebre saggio dedicato alla pittura contemporanea (1925), la definizione Realismo Magico descrive una stagione artistica internazionale che ha conosciuto la sua fase più creativa e originale tra gli anni Venti e gli anni Trenta del Novecento. Si tratta di un periodo successivo alle vicende delle Avanguardie storiche, segnato dal recupero della tradizione pittorica e scultorea.

Questa volta la mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale, la mostra punta a compiere una precisa ricostruzione filologica e storiografica del fenomeno del Realismo Magico - a far scoprire al visitatore più di ottanta capolavori di questa complessa e affascinante corrente artistica. La mostra è dedicata a Elena Marco, giornalista colta e appassionata, collezionista sapiente e lungimirante, che ha condiviso il progetto espositivo e lo ha sempre sostenuto. L'allestimento è curato dallo Studio Bellini.

Il percorso cronologico-filologico ruota intorno a capolavori italiani di questa specifica temperie, a loro volta messi in relazione con alcune opere della Neue Sachlickheit, la cosiddetta “Nuova oggettività” tedesca, che per primo Emilio Bertonati promosse e fece conoscere alla cultura italiana agli inizi degli anni Sessanta attraverso la Galleria del Levante, nelle sedi di Milano e di Monaco di Baviera. I confronti arrivano anche ai caratteri del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti, dai quali il Realismo Magico si distingue, ma con il quale condivide alcune personalità artistiche come Achille Funi, Mario Sironi, Ubaldo Oppi.

La definizione Realismo Magico riguarda un momento dell'arte italiana circoscritto, nella fase più creativa ed originale, in circa quindici anni, tra il 1920 e il 1935, rappresentando in sostanza il clima del ritorno al mestiere della pittura e una specifica declinazione di una temperie “neoclassica”, che ha tangenze con il gusto déco nella sua specificità italiana, ma anche di un ricercato “arcaismo quattrocentesco” e di ambigue atmosfere metafisico/realistiche. Allo stesso tempo a questo segmento dell'arte italiana si legano termini specifici quali realismo, magia, metafisica, spettrale, obiettivo, vero, naturale, surreale.

In mostra vengono esposte le opere originalissime di Felice Casorati, come il Ritratto di Silvana Cenni del 1922, così come le prime invenzioni metafisiche di Giorgio de Chirico come L’autoritratto e L’ottobrata del 1924, ma anche le proposte di Carlo Carrà, con Le figlie di Loth del 1919, e Gino Severini con i suoi Giocatori di carte; tutti propongono un originale e tutto italiano “ritorno all'ordine”.

Il manipolo dei “realisti magici” si incrocia con i destini di “Novecento”, il gruppo milanese creato da Margherita Sarfatti, ma soprattutto con esperienze tedesche e austriache.

La mostra ha tra gli altri obiettivi, anche quello di documentare questa sostanziale relazione con la cultura artistica tedesca degli anni Venti e primi anni Trenta.

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La scelta di Gabriella Belli

Lascia il Comitato scientifico del Mart

(20 febbraio 2020) - Con nove mesi di anticipo dalla scadenza del mandato ha deciso di lasciare il comitato scientifico del Mart: scusa ufficiale permettere il nuovo corso in vista della imminente decadenza del direttore Maraniello. Ma i bene informarti dicono che la programmazione del museo che procede a suon di boutade del presidentissimo Sgarbi sia la vera ragione.

Il Mart è indissolubilmente legato alla sua figura e al suo lavoro: lo ha progettato "musealmente" sedendo a fianco di Mario Botta (che lo ha invece edificato), e poi l'ha  guidato per oltre 20 anni. A Rovereto ci era già tornata da curatrice con la mostra “Realismo Magico” che dopo il primo allestimento al Mart e il secondo all' Ateneum Art Museum, Helsinki, era infine approdata al Folkwang Museum, di Essen.
Gabriella Belli, direttrice dei Musei Cvici di Venezia, era poi stata nominata nel Comitato scientifico del Mart  accanto a Carlo Sisi e Francesco Casetti.

Ora lo lascia per la seconda volta.
Che peccato.

 

20 febbraio 2021

 

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