Viaggi & Reportages

Salonicco, tutta da vivere

Nella città di Alessandro il Macedone

di Corona Perer - Meglio dedicare due giornate a questa città mercantile fin dalla nascita, dove c'è il secondo porto ellenico. Salonicco è oggi una metropoli di oltre un milione di abitanti. Sede universitaria, è la seconda per importanza della Grecia, dopo Atene, è la tipica città dove i giovani (la città conta una media di 150.000 studenti all'anno), fanno relazione nelle taverne e bistrò del centro affollate fino a tarda sera.

Da visitare a Salonicco la città alta con le mura che un tempo arrivavano fino al mare. In prossimità del porto resta una delle torri che facevano da porta della cinta muraria. La città presenta diverse tracce della dominazione ottomana ma anche della presenza di una forte comunità ebraica giunta qui dopo la cacciata di Isabella di castiglia dalla Spagna. Sono soprattutto sefarditi gli ebrei di Salonicco. L'architettura bizantina e paleocristiana si ammira nelle chiese e nella celebre Rotunda patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Una delle attrattive? La cucina. Si mangia bene e con poco a Salonicco, bastano anche 10 euro nelle taverne del centro, in prossimità del Porto. In ognuna c'è la musica e in ognuna regna sovrano il sirtaki.

Le pietanze tipiche con carne e melanzane,i souvlaki, le insalate e i tipici assaggi di verdura fritta da accompagnare con la birra tipica, la mitos ( ne scorre a fiumi nelle serate di Thessaloniki) costituiscono il tipico mezè di assaggini. La città è ideale anche per un weekend, e a portata di mano con i voli che la Ellinair, compagnia russa che finora operava unicamente sui Balcani ed ha attivato da Milano e da Verona dei voli diretti e low-coast con tratte sui 100 euro circa.

Una gita consigiliata: alle Terme di Loutra Lagada, a una trentina di chilometri dalla metropoli, per un tuffo vero e proprio nella storia. Conosciute e frequentate prima dell'anno 1000, le sue acque escono a 37 gradi in due vasche molto antiche, una del 900 d.c. e l'altra del 1400 d.c., sono curative per le malattie reumatiche. L'entrata (6 euro) separata per uomini e donne, garantisce una pausa di assoluto relax.

E rientrando a Salonicco a sera una bella passeggiata sul lungomare dove si incontra lo spirito dei tessalonicesi: tutti in strada nel tempo libero, nelle taverne del porto o nei locali dell'elegante piazza che si affaccia sul mare a poca distanza dalla Torre Bianca (ultimo baluardo della cinta muraria) e a pochi metri dal monumento ad Alessandro il Grande.
Lo si vede a cavallo, forte, vincente. E certo lo era, benchè non fosse dotato di un fisico particolarmente avvenente o venga raffigurato nudo (trattamento riservato nell'antichità classica agli dei).

Gli storici lo hanno descritto basso, tozzo e robusto, cappelli rossicci e ricci che tingeva di biondo ricorrendo ai fiori dello zafferano e profumava con  incenso e mirra. Alessandro il Grande non portava la barba (ne aveva poca) e aveva gli occhi di colore diverso: uno azzurro e l'altro scuro. Nasce a Pella nel 356 a.C e muore a Babilonia nel 323 ovvero a 33 anni. In  soli dodici anni aveva conquistato tutto: i suoi domini andavano dall'Asia Minore all'Egitto, India inclusa.

Gli storici concordano sul fatto che ebbe dalla sua una congiuntura storica favorevole (la debolezza dell'Impero persiano) ma era indiscutibilmente un intelligente stratega. Era coraggioso e carismatico, i suoi soldati lo adoravano: li spronava in battaglia, ma combatteva con loro. Aveva soprattutto capito l'importanza fondamentale della propaganda: lo rendeva forte tra i suoi e temuto tra i nemici. E così costruì una macchina mediatica: al suo seguito in battaglia aveva sempre personale incaricato di scrivere diari giornalieri (Callistene tra questi). Rendicontava al popolo le sue gesta, dava grande importanza ai gesti simbolici.

Che poi discendesse da Eracle ed Achille era solo un dettaglio.
(2016)
 

 


Autore: Corona Perer

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)