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Trento, l'Università che verrà

Nuovo rettore è Flavio Deflorian. Nato a Cavalese nel 1964, è un ingegnere

Il nuovo rettore dell’Università di Trento è Flavio Deflorian. Lo ha eletto una maggioranza assoluta di 491,3 su 664,91 voti pesati. I votanti sono stati 1653 (pari al 60,3%).La durata istituzionale dell’incarico a rettore è di sei anni. Il concorrente, il professor Massimiliano Sala, ha invece ottenuto 105,2 voti pesati. Per la prima volta nella storia dell’Ateneo di Trento il voto è stato espresso con modalità telematica.

Nato a Cavalese nel 1964, dopo la maturità scientifica al Liceo Galilei di Trento, si laurea in Ingegneria dei Materiali all’Università di Trento e consegue il Dottorato di ricerca in Ingegneria dei Materiali all’Università di Bologna. Ottiene poi il Master in Advanced Materials Technology alla University of Surrey di Guildford (U.K.). Nel 1995 inizia la sua carriera nell’Ateneo trentino, dapprima come tecnico di laboratorio e ricercatore, poi dal 2004 come professore associato e infine dal 2015 come ordinario al Dipartimento di Ingegneria Industriale dove attualmente insegna Scienza e tecnologia dei materiali.
Durante la sua carriera accademica ha tenuto corsi nelle facoltà e nei dipartimenti di Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia e per vari dottorati di ricerca.
È stato visiting professor nelle università di Teheran (Iran), Mons (Belgio), alla Queensland University di Brisbane (Australia), alla UNAM di Città del Messico (Messico) e alla Makerere University di Kampala (Uganda).
Dal 2006 è responsabile del laboratorio di Rivestimenti e Anticorrosione Industriale del Dipartimento di Ingegneria Industriale (prima Dipartimento di Ingegneria di materiali e Tecnologie Industriali).
Le pubblicazioni scientifiche sono oltre 200 fra articoli di ricerca su riviste e capitoli di libro internazionali, ai quali vanno aggiunte le comunicazioni a convegni. Ha curato la pubblicazione di cinque numeri speciali di rivista come Guest Editor e tre libri.
Le sue attività di ricerca riguardano in particolare: i rivestimenti organici protettivi; la corrosione e protezione di materiali avanzati o per applicazioni speciali; l’Ingegneria delle superfici; le tecniche elettrochimiche avanzate per la caratterizzazione di nuovi materiali.
Tra i vari incarichi istituzionali, è stato componente del Consiglio di Amministrazione e del Senato accademico e dal 2015 è stato prorettore vicario dell’Università di Trento.

Una curiosità: si tratta del primo rettore “alumno” della storia dell’Ateneo trentino. Flavio Deflorian infatti si è laureato in Ingegneria dei Materiali (con il massimo dei voti e la lode), nel febbraio 1989 proprio all’Università di Trento, ateneo che guiderà dal primo aprile per sei anni.

23.2.2021

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Due candidati, due visioni: Sala e Deflorian si presentano

18 febbraio 2021 - L'Università che verrà, quella dei prossimi 6 anni, è stata delineata oggi dai due candidati al rettorato, prof. Flavio Deflorian e prof. Massimiliano Sala che hanno presentato ai media la loro visione e il loro programma.

Il voto è ormai imminente e per la prima volta nella storia dell’Ateneo di Trento sarà espresso con modalità telematica. La prima votazione è stata fissata per martedì 23 febbraio (9/17.30), mentre eventuali seconda e terza votazione e ballottaggio sono in calendario rispettivamente per le giornate del 24, 25 e 26 febbraio. L'elettorato attivo spetta a personale docente, ricercatore, tecnico-amministrativo e rappresentanza studentesca, con pesi e percentuali diverse.

Nell'incontro con la stampa si è parlato di partnership locali e internazionali, didattica e ricerca, edilizia, budget e avanzi di gestione, ma anche collegialità delle decisioni e della neonata scuola di Medicina.  Collegati via Zoom con giornalisti e giornaliste dalla Sala Stucchi di Palazzo Sardagna, i due candidati al Rettorato hanno presentato la loro idea di Ateneo e il loro programma con una bravissima Alessandra Saletti a fare da moderatrice.

Flavio Deflorian immagina investimenti per la ricerca e per l'edilizia utile a potenziare la didattica  e per fare dell'Ateneo una realtà più forte e interconnessa. Professore ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali al Dipartimento di Ingegneria industriale, ha insistito su  crescita delle attività di ricerca e sul rafforzamento della rete di relazioni e collaborazioni a livello internazionale, ma anche regionale e locale. «L’Università di Trento da sola non può competere nel mondo globalizzato in cui viviamo, ma in partnership con altri può giocare un ruolo di primo piano». ''Euregio o Triveneto?'' gli è stato chiesto. «Bolzano e Innsbruck - ha risposto - L’urgente sviluppo edilizio, la volontà di avere più forti interazioni con il sistema della ricerca trentina e con le istituzioni locali, ci spingono a forti sinergie con tutto il territorio» .

Sulla scuola di medicina le posizioni sono apparse distanti. Per Sala è mancata collegialità e condivisione e la fretta decisionale ha fatto nascere dubbi sulla una sostenibilità economica, sulla quale si è però detto sereno. "Un referendum andrebbe a sanare la ferita sulla perdita di collegialità" ha detto. "Del tutto inutile, perderemmo credibilità" ha ribattuto Deflorian che è stato categorico al riguardo. "L'Università si è assunta impegni che intende onorare".

Dal confronto è emersa anche l'esigenza di mettere mano alla burocrazia della macchina amministrativa (Sala), e sono state fugate  le perplessità emerse dal mondo accademico ("...l'assemblea di ateneo dello scorso anno accademico non si è potuta tenere causa pandemia" ha precisato Deflorian), ma si è anche parlato di autonomia e di rapporti con la Pat, e della non opportunità di mettere mano alla governance dell'Opera Universitaria.

Nel post pandemia Deflorian definisce  il progetto di  mensa al CTE strategico, per quanto riguarda lo Studentato ha ribadito che queste sono competenze proprie di Opera Universitaria dalla cui governance l'Università non può essere estromessa.

Ha invece insistito sulla ricerca di una maggiore collegialità e trasparenza Massimiliano Sala, professore ordinario di Algebra al Dipartimento di Matematica. A suo dire sarebbe mancata nel percorso che ha portato alla Scuola di Medicina.

Sala guarda sia a Nord che a Sud per i contatti extra-moenia, e quindi sia Euregio che Triveneto e indica nello studentato una priorità (''...l'ateneo non può chiamarsi fuori''), e nel  programma di edilizia che vada a potenziare aule e laboratori vede anche l'occasione per riunire centri di ricerca come il Cimec, oggi disperso su più sedi. «Mi piacerebbe anche vedere la nostra comunità intervenire ancora di più nella società e nel dibattito pubblico, fornendo stimoli e proponendo temi, in una testimonianza di impegno civico».

18.2.2021 (cperer )

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