
Il suicidio medicalmente assistito tutela il malato?
La posizione del Centro di Tutela dei Diritti del Malato
Il suicidio medicalmente assistito tutela il malato?La posizione del Centro di Tutela dei Diritti del Malato è netta e si fonda sulla tutela della persona, sulla protezione dei più fragili e sulla piena conformità ai principi stabiliti dalla giurisprudenza italiana e che si basa su un principio fondate: la tutela della persona prima di ogni scelta sul fine vita. Questo tema rappresenta una delle questioni più complesse del dibattito contemporaneo, in cui si intrecciano dimensioni etiche, cliniche e giuridiche.
''Il suicidio medicalmente assistito può essere considerato solo entro condizioni rigorose, come delineato dalla Corte costituzionale e dalle successive pronunce della Cassazione e del Consiglio di Stato.
Affermiamo che: non esiste autodeterminazione autentica senza cure palliative accessibili e tempestive; non esiste libertà di scelta se la persona è fragile, sola o priva di sostegno psicologico e sociale; non esiste percorso sul fine vita senza garanzie contro pressioni familiari, economiche o istituzionali; non esiste decisione valida senza una verifica indipendente da parte del Servizio Sanitario Nazionale''.
Il direttore del Centro di Tutela dei Diritti del Malato, Stefano Mascheroni, afferma in una nota che occorre muovere nel solco tracciato dalle principali pronunce giurisprudenziali:
''La nostra posizione non promuove né ostacola la pratica in sé: afferma che qualsiasi decisione sul fine vita deve essere l’ultima tappa di un percorso di cura completo, protetto e verificato, mai una scorciatoia alla mancanza di assistenza'' afferma. ''Serve coerenza con la giurisprudenza italiana ad esempio la Corte costituzionale, con sentenza 242/2019, ha stabilito che l’aiuto al suicidio può essere non punibile solo in presenza di condizioni molto stringenti, tra cui sofferenze intollerabili, capacità decisionale integra e verifica del SSN''.
Mascheroni, ricorda poi altri fatti: la Cassazione penale ha ribadito che la non punibilità è eccezionale e richiede garanzie rigorose, valutazioni indipendenti e tutela dei soggetti vulnerabili; il Consiglio di Stato (2022–2024): ha chiarito che le strutture sanitarie devono assicurare percorsi multidisciplinari, trasparenti e documentati, oltre a garantire cure palliative e presa in carico globale.
''La nostra posizione è pienamente coerente con questi principi: la tutela della persona, la protezione dei fragili e la verifica sanitaria sono condizioni imprescindibili. Dignità, autodeterminazione e accompagnamento sono i diritti da garantire. Ogni persona ha diritto a essere ascoltata, informata e accompagnata nelle scelte che riguardano la propria salute. L’autodeterminazione non è un atto formale: richiede relazione, sostegno psicologico, valutazioni cliniche indipendenti e un sistema sanitario che non lasci soli. La dignità si concretizza nella qualità dell’assistenza, nella presenza di professionisti competenti e nella possibilità di non essere abbandonati nella sofferenza''.
Quanto alla protezione dei fragili e prevenzione delle pressioni indebite, il Centro di Tutela dei Diritti del Malato opera quotidianamente accanto a persone che vivono vulnerabilità fisiche, sociali o familiari. ''Per questo riteniamo imprescindibile che qualsiasi percorso relativo al suicidio medicalmente assistito sia circondato da garanzie solide: valutazioni mediche indipendenti; supporto psicologico continuativo; verifica dell’assenza di pressioni economiche, familiari o istituzionali; * accesso reale alle cure palliative e al sollievo dal dolore. La libertà è autentica solo quando non è condizionata dalla mancanza di alternative''.
Ne consegue che prima di affrontare il tema del suicidio medicalmente assistito, è necessario garantire a tutti: cure palliative tempestive e capillari; sostegno alle famiglie; continuità assistenziale; presa in carico multidisciplinare; accesso equo ai servizi socio‑sanitari.
In definitiva la sofferenza non può essere affrontata solo con strumenti giuridici. Richiede un sistema sanitario che accompagni, protegga e non lasci soli.
''Ogni scelta sul fine vita deve essere libera, informata, protetta e inserita in un sistema sanitario che garantisca davvero dignità, cura e accompagnamento. Il nostro impegno quotidiano rimane quello di essere accanto ai cittadini, affinché nessuno debba affrontare da solo le decisioni più difficili''.
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