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Trentodoc Festival di Trento, bollicine di montagna in festa

Un successo la prima edizione: coinvolte almeno 4000 persone nelle cantine e in città

Va in archivio la prima edizione dedicata alle bollicine di montagna, una eccellenza ormai internazionale. Per scoprirle e celebrarle, è nato il primo Trentodoc Festival (7-8-9 ottobre).

Il sistema Trentino è fatto di 64 case spumantistiche del territorio. E' un settore importante per l'economia del territorio e nazionale: Trentodoc vuol dire 12 milioni di bottiglie, per un fatturato che nel 2021 ha raggiunto i 150 milioni di euro. Le bollicine di montagna hanno avuto un’accelerazione rispetto al 2020 del 40% e rispetto al 2019 del 23%.

Il brand sul mercato si è rafforzato anche grazie al lavoro dell’Istituto Trento Doc e di Trentino Marketing. Le sfide sono legate al contrasto delle fitopatie (per la flavescenza dorata è stato adottato un apposito Piano in collaborazione con il Consorzio vini del Trentino), l’adattamento ai cambiamenti climatici e alla gestione dell’acqua.

“È stata una prima edizione riuscita, per una manifestazione che ha reso protagoniste le case spumantistiche di tutto il Trentino. Tantissimi appassionati e non solo sono venuti a scoprire i luoghi in cui nasce questa eccellenza inimitabile. Quattromila persone, per dare un’idea, che hanno fatto tappa agli eventi nelle cantine e negli eventi in città. È stata una tre giorni che ha unito le dimensioni dell’accoglienza, della bellezza e dell’eleganza a quella magia che il Trentino sa regalare in tutto il suo territorio. Con la sua orografia particolare che in ogni distretto dà vita ad un prodotto unico e irripetibile” afferma soddisfatta l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli.

Il Festival è stato anche l’occasione per dialogare con gli imprenditori e fare il punto sulle tante questioni aperte, oltre che per ribadire l’importanza di innovare e scommettere su prodotti capaci di rendere l’esperienza in Trentino ancora più distintiva e autentica guardando al mercato internazionale

Il vino è anche una storia di generazioni in vigna. Tra gli ospiti del festival Vittorio Frescobaldi, attuale export manager di Cru et Domaines de France e futura guida di una delle nobili realtà vinicole più famose d’Italia, Riccardo Pasqua, ceo di Pasqua Vigneti e Cantine, Carlo Moser di Cantina Moser e Daniele Endrici, quinta generazione di Cantine Endrizzi.

 

Vittorio Frescobaldi, è l'ultima generazione di una delle realtà vinicole più blasonate d’Italia, oggi è l’export manager di Cru et Domaines de France, realtà che fa parte del gruppo Les Grands Chais de France, proprietaria di oltre 70 Domaines francesi e di numerose altre cantine nel mondo, per un fatturato globale di 1,2 miliardi di euro. Il passaggio generazionale in famiglia non è ancora avvenuto per Vittorio, ma sicuramente è all’orizzonte: «Qualche volta dico a mio padre che bisogna che ci mettiamo in discussione su quello che facciamo. Se avessi iniziato a lavorare per Frescobaldi senza fare esperienza all’estero, avrei una visione più ristretta di questo mondo e delle sue potenzialità.  Oggi Frescobaldi ha aperto un ufficio anche a Bordeaux e quindi immagino che il mio passaggio generazionale partirà da lì: voglio portare nuovi modelli distributivi».

Daniele Endrici, quinta generazione di Cantine Endrizzi assieme alla sorella Lisa. «Stiamo ricercando l’altezza, abbiamo appena acquistato 10 ettari a Brentonico, a 700 metri di altitudine. Vent’anni fa abbiamo messo un piccolo piede in Toscana, con 20 ettari di proprietà in Maremma, per un totale di una settantina di ettari circa globali. Siamo in un momento di espansione, anche se l’incertezza economica del momento non fa bene a nessuno, e il nostro obiettivo sarà quello di cercare nuovi mercati, che per noi saranno Stati Uniti e Asia visto che fino a ora siamo sempre stati concentrati sull’Italia e il nord Europa».

Carlo Moser, titolare insieme al cugino Matteo di Cantina Moser, è la seconda generazione dell’azienda fondata dal padre di Carlo, Francesco, campione del ciclismo mondiale. «Mio padre Francesco – ha raccontato - ha fondato la nostra azienda nel 1979, e nel 2005 c’è stato l’ingresso di mia sorella e mio cugino mentre io sono arrivato nel 2011. Siamo nati in un paese di 500 abitanti in valle di Cembra, dove si respira viticoltura ovunque, soprattutto focalizzata sul Mueller Thurgau e lo Chardonnay. Siamo stati molto fortunati a ereditare le redini di questa Cantina, e noi nuova generazione abbiamo cercato di spenderci in tutto e per tutto per migliorare, riuscendo ad affermare il prodotto indipendentemente dal nome. La crescita del Trentodoc sarà legata sempre di più alla qualità».

Riccardo Pasqua ceo di Pasqua Vigneti e Cantine, brand fortissimo all’estero oltre che in Italia, ha raccontato come «la cosa più difficile del nostro passaggio generazionale è stata sicuramente trovare il posto giusto per ciascun componente della famiglia, affinché ognuno potesse esprimere al meglio. La cosa più bella di questa fase è stata ed è tuttora la spinta di creatività ed energia estremamente produttiva che si porta dietro. L’azienda a fine anni Duemila non andava benissimo e nel 2009, durante la crisi finanziaria, ho deciso di andare negli Stati Uniti per provare a riscrivere la nostra storia oltreoceano. È così che siamo riusciti ad aprire il mercato in 47 su 50 Stati americani, innescando quella crescita che a sua volta ha generato le risorse utili per il cambio generazionale. Le persone sono il primo asset di un’impresa: oggi una trentina di persone, dislocate in tre continenti e per il 53% donne, è il nostro tesoro prezioso che ogni giorno stimola a nuovi progetti e nuove idee.

Oltre ai “wine talks”,  le tre giornate stanno offrendo cooking-show in location prestigiose, come quella di ieri sabato 8 ottobre nella Loggia del Romanino del Castello del Buonconsiglio dove due chef ormai famosi come il trentino Alessandro Gilmozzi e il milanese Pietro Leeman hanno parlato di cucina sensoriale, di ricerca, di sapori antichi, di tradizioni e hanno poi preparato in diretta due sfiziosi e bellissimi piatti gourmet. Il tutto ovviamente accompagnato da una ricchissima selezione di Trentodoc !

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IL PROGRAMMA del FESTIVAL TRENTODOC

27.9.2022 - Tre giorni di appuntamenti il 7-8-9 ottobre 2022 nei luoghi dell’arte e in cantina, dove il mosto diventa qualità. Fino a domenica il Festival valorizzerà la città di Trento e le 64 case spumantistiche che fanno riferimento all’Istituto Trento Doc: 12 milioni di bottiglie, per un fatturato che nel 2021 ha raggiunto i 150 milioni di euro. Le bollicine di montagna hanno avuto un’accelerazione rispetto al 2020 del 40% e rispetto al 2019 del 23%.

In programma degustazioni guidate oltre a “wine talks”, “cooking tales” e “sparkling stories” e “Trentodoc in Cantina”per conoscere le bollicine di montagna là dove nascono grazie a decine di case spumantistiche associate all’Istituto che accoglieranno gli ospiti durante le tre giornate, mattino, pomeriggio e sera, con esperienze nei vigneti, cooking tales, laboratori didattici, degustazioni guidate, aperitivi, cene a tema e serate dj set.

Tanti gli ospiti attesi,  Malika Ayane ed Enrico Bertolino tra questi, per festeggiare questa eccellenza enologica con il primo Trentodoc Festival, organizzato dall’Istituto Trento Doc e da Trentino Marketing in collaborazione con il Corriere della Sera.

Trentodoc è un metodo classico sempre più apprezzato, sia tra i palati più raffinati sia tra il grande pubblico: meritava un festival tutto suo.

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