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Quando la vigna ricama il territorio

Val di Cembra: nel registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici

Nel Trentino orientale a pochi chilometri da Trento, la mano dell'uomo è stata costante, ma benefica. Ha coltivato, ma non ha distrutto, anzi ha ricamato. E' la Valle Di Cembra.

Nell'autunno dello scorso anno la candidatura dei vigneti terrazzati della Val di Cembra all'iscrizione nel “Registro nazionale dei paesaggi rurali storici”, avanzata dal Comitato Viticoltura in val di Cembra-Vivace , è stata accolta con decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. L'iscrizione ha rappresentato un importante riconoscimento per uno dei paesaggi rurali più rappresentativi del Trentino.

Percorsa dal torrente Avisio, che nasce in Marmolada, e spazzolata dall'aria fresca che scende dalla Val di Fassa e dalla Val di Fiemme, questa terra produce uve di gran qualità, un frutto che diventa eccellenza (il Muller Thurgau), insieme all'altra risorsa: il porfido, detto anche Oro Rosso.

Ebbene questa roccia non è ininfluente nella viticoltura: anzitutto è la caratteristica prima del terreno e poi confluisce (sempre per mano dell'uomo) nei terrazzamenti,  oltre 700 km di muretti a secco in cui il porfido si intreccia con l'agricoltura.

Le colline ripide costringono  coltivazioni manuali per cui anche qui, come a Pantelleria, la viticoltura è definita eroica: chiede costanza, fatica, non può essere meccanizzata. E questa è la sua fortuna. Fatica e amore sono parte della straordinaria qualità dei vini della Valle Di Cembra, racchiusa in particolare nel Muller Thurgau.

 

E' stato il  Comitato VI.VA.CE. (acronimo di Viticoltura in Valle di Cembra) a promuovere l’iscrizione della Valle all’interno del registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, che individua a livello mondiale i paesaggi particolarmente ricchi in biodiversità dove l'Uomo vive in armonia con l’ambiente circostante, mantiene e cura il paesaggio e persevera con tecniche agricole tradizionali.

La Provincia autonoma di Trento ha sostenuto la candidatura e ha dato vita all'Atlante dei paesaggi terrazzati del Trentino, recentemente concluso da parte dell'Osservatorio del paesaggio che ha stimato la presenza di circa 4500 ha di terrazzamenti abbandonati, pari al 45% della aree rurali terrazzate della provincia e la tendenza all'abbandono di cui soffre l'ambiente rurale. Il grande coinvolgimento sociale che ha portato alla costituzione del Comitato Vivace e all'elaborazione del dossier di candidatura rappresentano un punto di partenza per integrare produzioni agricole, turismo sostenibile e valorizzazione del paesaggio.

Nelle Motivazioni dell’iscrizione del paesaggio dei vigneti terrazzati della val di Cembra nel “Registro nazionale dei paesaggi rurali storici” si leggono comunque parole molto confortanti.

"Il paesaggio della Valle di Cembra - riporta il documento - si estende su una superficie di 2.243 ettari, di cui il 30% destinato alla viticoltura terrazzata. La storia della Valle di Cembra inizia in epoca preistorica ma è a partire dal periodo medioevale che l’economia locale inizia a basarsi sull’attività vitivinicola con il rimodellamento delle pendici montane a fini agricoli. Grazie alla particolare vocazione dell’area alla coltivazione della vite, è stato possibile nel corso dei secoli dare vita ad una radicata cultura enologica che garantisce, ancora oggi, la produzione di vini di alta qualità mantenendo le caratteristiche del paesaggio storico.

"La presenza delle storiche cave di pregiato porfido rosso - si legge ancora nelle motivazioni del Ministero - ha contribuito a ridurre i fenomeni migratori, assorbendo a partire dalla seconda metà del XX secolo molta manodopera; ciò ha garantito il mantenimento dell’attività vitivinicola tradizionale che è diventata parte complementare dell’attività lavorativa continuando a costituire parte fondamentale della cultura e dell’identità della popolazione locale. L’area iscritta occupa la parte inferiore della Valle di Cembra ed è caratterizzata da una diffusa presenza di vigneti organizzati in stretti terrazzamenti sorretti da muretti a secco, allevati secondo la pratica tradizionale della pergola trentina. Nonostante i fenomeni di abbandono, l’area risulta ancora oggi caratterizzata da una buona integrità, che la pone nella VI classe di integrità del paesaggio storico".

Nonostante le difficoltà legate agli elevati costi di produzione, vi è una forte sensibilità da parte delle popolazioni locali riguardo la necessità di conservare e valorizzare il paesaggio storico con il  recupero, conservazione e valorizzazione del paesaggio rurale terrazzato attraverso azioni che spaziano dal settore dell’agricoltura, al controllo delle trasformazioni fino ad iniziative di formazione per la manodopera impiegata nelle azioni di recupero e manutenzione delle murature a secco.

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