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Nuova ciclabile Prato allo Stelvio-Gomagoi

Mobilità e turismo sostenibile: approvato un nuovo itinerario

Mobilità e turismo sostenibile: è stato approvato un nuovo itinerario. Si tratta della nuova ciclabile Prato allo Stelvio-Gomagoi. Modificando i piani urbanistici dei Comuni di Prato allo Stelvio e Stelvio, la Giunta provinciale di Bolzano ne consente la realizzazione.

La lunghezza complessiva del tracciato è di 7 chilometri. L’utilizzo dei percorsi ciclabili, in relazione alle situazioni di allerta meteo e pericolo valanghe, dovrà essere recepita nei rispettivi piani di Protezione civile comunali. A causa degli spazi disponibili, alquanto esigui, e della posizione all’interno del Parco nazionale dello Stelvio, il nuovo itinerario ciclopedonale sarà realizzato a corsia unica in direzione Gomagoi, mentre il traffico ciclistico in direzione opposta procederà invariato sulla strada statale.

L’opera è stata progettata dalla Ripartizione infrastrutture. In termini di investimento si tratta di circa 10 milioni di euro per lo spostamento delle condutture, la sistemazione della strada e la costruzione della pista ciclopedonale. I primi finanziamenti saranno disponibili già nel 2021.

La nuova pista ciclopedonale si snoda lungo l’area di verde pubblico in località Schmelze. Il tracciato è stato inserito adeguandolo alla presenza di parco giochi e area pic-nic, mantenendo l’alberatura esistente. Il canale presente nell’area fungerà da divisoria rispetto alla pista ciclopedonale e lo stagno esistente sarà ampliato al fine di garantire un habitat più esteso agli anfibi.

Il nuovo itinerario ciclopedonale parte da Prato allo Stelvio dove sarà collegato alla pista ciclabile lungo Adige, per proseguire fino alla frazione del comune di Stelvio, Gomagoi, situata direttamente lungo la statale di passo Stelvio. Nei pressi di Gomagoi, tenendo presenti le richieste dei residenti, il tracciato non attraversa l’abitato, ma continua sul lato orografico destro del Rio Trafoi.

In futuro in sede di interventi sulle infrastrutture stradali si cercherà di progettare in contemporanea anche in funzione della mobilità sostenibile, sia in bici che con i mezzi del trasporto pubblico, e si punterà sempre più sull’uso della bicicletta come mezzo sano, a emissioni zero e di facile utilizzo.

La procedura di modifica urbanistica era stata presentata dalla Comunità comprensoriale Val Venosta in accordo con i due Comuni per realizzare quest’opera di interesse provinciale in concomitanza con i lavori programmati per la posa lungo la statale di passo Stelvio (SS 38), tra Ponte Stelvio e Prato allo Stelvio, della condotta ad alta pressione per la nuova deviazione delle acque, già autorizzata, per la produzione di energia elettrica della centrale idroelettrica di Prato allo Stelvio.

Il passo dello Stelvio, infatti, attrae molti turisti e costituisce un polo di crescente interesse anche per l’attività cicloturistica. L’intero traffico ciclistico oggi transita sulla strada statale provocando, nei periodi turistici di alta stagione (da giugno e settembre), ingorghi e rischi d’incidenti per tutti gli utenti stradali coinvolti.

Tra le numerose possibili varianti, è stata scelta quella migliore dal punto di vista tecnico per quanto attiene la sicurezza e per gli aspetti di tutela del paesaggio. Tale variante ha ottenuto i pareri positivi dell’Ufficio del Parco nazionale dello Stelvio e delle commissioni competenti.

23 dicembre 2020

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Parco dello Stelvio, eccellenza europea

Il Parco dello Stelvio è un eccellenza europea in materia di turismo sostenibile. Tra le 34 aree protette italiane certificate come destinazioni turistiche sostenibili, 110 in totale in Europa, c'è anche il Parco nazionale dello Stelvio.

Europarc Federation, la federazione che raggruppa oltre 600 enti gestori di aree protette in 28 paesi europei, ha assegnato al Parco la CETS, la Carta europea del turismo sostenibile per i prossimi 5 anni, dal 2019 al 2023. La Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette attesta il processo partecipativo di un Parco con gli operatori turistici con l’obiettivo di diventare destinazioni turistiche sostenibili.

Un esempio di pensiero sostenibile è  lo sviluppo di un metodo di trasporto a valle del marmo estratto nelle cave del Parco Nazionale dello Stelvio basato sull’idrogeno finanziato anche con fondi europei. A questo scopo gli operatori hanno sottoscritto nel 2018 una dichiarazione d’intenti in cui si impegnavano a migliorare la logistica dell’estrazione del marmo nella zona.

Sul territorio del Parco Nazionale dello Stelvio si trovano più cave marmifere. La cava di Acqua Bianca, la cava del Ponte di Tarnello e la cava Nesselwand si trovano nel territorio comunale di Lasa a un’altitudine di circa 1.567 metri, all’interno delle quali si estrae marmo tutto l’anno.

La certificazione al Parco Nazionale dello Stelvio si aggiunge a quelle già ottenute dal Parco Naturale Adamello Brenta (nel lontano 2006, rivalidata nel 2012 e 2018), dal Parco Paneveggio Pale di San Martino nel 2015 e dal sistema delle Reti di Riserve nel 2017.

Il Trentino investe nel Parco nazionale dello Stelvio, modello di sviluppo economico e naturale nonchè un patrimonio naturale unico e un'opportunità di crescita economica e sociale per le popolazioni locali. Investimenti per circa 4,6 milioni di euro sono stati approvati nel Programma di interventi 2020 - 2022 nella parte trentina (1,98 milioni di euro per il 2020; 1,80 milioni nel 2021;  e 1 milione di euro per l'anno 2022).

L’investimento consentirà di proseguire l’attività di ricerca scientifica, di attuare, grazie all’assunzione di 27 lavoratori stagionali, le opere di conservazione e valorizzazione del territorio (rete sentieri, segnaletica e aree di sosta), l'affidamento di opere quali la ristrutturazione della foresteria di Rabbi e la riqualificazione delle Fonti di Rabbi; avviare la collaborazione con l'ApT delle Valli di Sole, Pejo e Rabbi per campagne di comunicazione e attività a favore dello sviluppo turistico sostenibile, attività riconosciuta a livello internazionale dalla Carta Europea del Turismo Sostenibile.

L’emergenza Covid-19 ha fatto slittare per quest’anno il servizio bus navetta che aveva incontrato il successo di pubblico negli scorsi anni ed aveva risolto la pressione del traffico veicolare all’interno del Parco.

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