
Grecia, Creta - Cnosso e la civiltà minoica
Nella casa di Minosse e nel mare dove nacque Europa, moglie di Zeus
(reportage: Corona Perer) - Il palazzo di Cnosso che sorge a circa 5 km da Heraklion, capoluogo dell'isola di Creta, non aveva mura difensive, ed era simbolo dell'egemonia cretese sul mar Egeo. Un monito per ogni popolo: troppo potente il sovrano che vi abitava per poterlo sconfiggere, come dire non azzardatevi. Il suo nome? Minosse. Poi tutto scomparve di colpo: una invasione di un popolo straniero o un tsunami che colpì la costa? Come sono scomparsi gli abitanti di Cnosso e la civiltà minoica? Qui pulsava un popolo che era comparso mille anni prima dei greci e dei romani, e aveva dato vita ad una cività potente.
Quando Atene era un piccolo insediamento, Cnosso aveva gà 5 secoli di storia e un palazzo di 1500 stanze. Questa era la culla della prima civiltà europea, molto sofisticata e ricca grazie alla flotta commerciale e agli scambi stabiliti con la civiltà egizia. Un olio profumato pare si stata la sua fortuna e gli oli cretesi si barattavano con oro e cristalli. I minoici erano ricchi, viaggiavano e diffusero la loro cultura, ma al culmine dello splendore la civiltà minoica - come detto - scomparve di colpo.
La città-palazzo - con le sue leggende - era residenza del re Minosse ma non è provato, benchè ci sia una sala del trono perfettamente conservata. Tuttavia non ci sono affreschi del re o del regnante. Forse la sala del trono (dove c'è anche una vasca) poteva essere uno spazio rituale degno di un capo spirituale.

L'edificio - a poca distanza da Heraklion capitale dell'isola - sorgeva su 4 piani, un gioiello di ingegneria con lunghi corridoi e balconate, molto simile ad un labirinto. Con colonne che al loro interno erano alberi di cipresso molto flessibili, poi rivestiti di malta decorata. L'importanza politica di Cnosso era incisa persino nelle pietre.
Immense giare nei depositi di Cnosso dicono che il palazzo era il centro da dove si amministrava una grande comunità, era il cuore politico della popolazione e anche centro della produzione artigianale.
Cnosso fu un importante centro della civiltà minoica ovvero la civiltà cretese dell'età del bronzo: i manufatti, le statue delle donne micenee (le "Kore" di straordinaria potenza estetica) l'anello di Minosse, si vedono al Museo Archelogico dell'isola, una delle mete immancabili per chi ama la Grecia antica.
Nelle rovine di Cnosso l'immagine del toro è ricorrente secondo gli archeologi il rito del salto del toro e la tauromachia sono nate qui, e qui sarebbe stata l'origine delle corride che si svolgevano nel grande cortile dove si affacciavano numerose balconate. Lo spazio era dunque non solo un palcoscenico ma anche uno spazio per il popolo.
Si pensa ad un terremoto devastante e siccome è stata rinvenuta cenere probabilmente si pensa proprio ad uno tsunami conseguente all'eruzione del vulcano dell'isola di Thera (l'odierna Santorini) a 110 km a nord. L'implosione del vulcano caduto in mare sconvolse l'isola e diede vita allo tsunami databile a 3500 anni fa. Il declino fu immediato. E furono i Miceni ad approfittare delle difficoltà minoiche.

Il colle su cui si sviluppò Cnosso era abitato fin dal neolitico. I primi scavi archeologici anche se in modo dilettantesco vennero effettuati nel 1878 da un commerciante cretese che scopri i magazzini dove erano stipate delle Giare (" pitoi") che poi donò ai musei di Londra di Parigi di Roma e di Atene ed una anche all'allora erede al trono di Grecia Costantino.
La scoperta suscitò l'interesse di molti ambiziosi esperti e così dopo svariate offerte il colle fu venduto all'archeologo inglese A. J. Evans che incominciò gli scavi nel 1900 dopo la liberazione di Creta.
Con il permesso dello stato di Creta - e a proprie spese- nel giro di tre anni porto alla luce la maggior parte del palazzo. Senza l'opera di Evans le nostre conoscenze riguardo la civiltà minoica sarebbero povere.
Secondo Evans, Cnosso aveva una ragguardevole estensione notevole e una popolazione di 80 - 100.000 abitanti. Si estendeva fino al mare. Di grande interesse sono le reti di irrigazione di Cnosso: l'acquedotto aveva una conduttura tubolare portava l'acqua da molto lontano e il palazzo era attraversato da 2 canali in muratura.
Cnosso era una città stato: il sovrano regnava su tutta Creta, Cnosso era una delle più importanti città della Grecia. Su una delle iscrizioni scoperta nella città alleata di Gortyna dall'archeologo roveretano Federico Halbherr sono scritte le leggi che regolavano la civiltà e soprattutto la grande libertà che era stata concepita dalla loro Costituzione a favore delle donne.
E' un sito fortemente carico di simboli e legato ad antichi miti della Grecia classica, come Minosse e il labirinto costruito da Dedalo, e quello di Teseo e del Minotauro. Minosse, re di Creta, aveva costruito questo labirinto per chiuderci dentro il Minotauro nato dall'unione di sua moglie con un toro. Questo essere mostruoso aveva la testa di toro e il corpo di uomo e sbranava ogni anno 7 fanciulli e 7 fanciulle. Il pasto veniva fornito dagli ateniesi, un tributo di sangue che Minosse aveva imposto dopo che Atene si era resa responsabile di aver ucciso il figlio di Minosse, Androgeo, ad opera del re Egeo. Fu subito una guerra lampo che Minosse vinse imponendo la consegna ogni nove anni di sette fanciulli e sette fanciulle da dare in pasto al Minotauro. Tale sacrificio cessò solo grazie all'intervento di Teseo che con l'aiuto di Arianna, riuscì ad uccidere il mostro.
Oggi Cnosso è il più importante sito archeologico dell'età del bronzo di Creta. Da solo vale il viaggio che si completa solo con una visita al magnifico museo di Heraklion (Candia in italiano).
Il Museo Archeologico di HeraKlion è una tappa che non si può mancare dopo aver visitato quel che resta del palazzo di Cnosso: è uno dei più grandi e importanti musei della Grecia. Si trova in pieno centro e nessun turista che sia stato a Creta può dire di esserci stato veramente se non varca la soglia di questa istituzione nata nel 1883 per l'interessamento di due archeologi cretesi (Iosif Hatzidakis e Stefanos Xanthoudidis). Benchè danneggiato nella seconda guerra mondiale, la sua collezione è rimasta intatta e nel 1952 le 22 sale, su due piani, sono state riaperte. Il museo è stato ampliato e ristrutturato nel 2013.
Qui sono disposti in ordine cronologico pezzi di straordinario interesse. Vi si trovano vari rython (vasi per libagioni usati in funzioni religiose), a forma di testa di toro, di leonessa e di toro. Il più bello è stato ricavato da un blocco unico di cristallo con la presa in filo di bronzo in cui sono state infilati perle di cristallo.
I pezzi di maggior pregio sono due: il primo è il disco di Festo ritrovato sotto un muro di un palazzo minoico il 3 luglio del 1908 da una spedizione archeologica italiana guidata da Luigi Pernier e Federico Halbherr.
Il Disco di Festo è un disco di terracotta, delle dimensioni di 16 centimetri di diametro e 16 millimetri di spessore. Datato al 1700 a.C. , contiene 241 simboli impressi quando l'argilla era ancora fresca. Il suo scopo e significato è uno dei misteri dell'archeologia.
Il secondo pezzo di pregio, dalla bellezza magnetica, è la statuetta raffigurante la dea dei serpenti simbolo della dea madre protettrice della fecondità e della maternità che veniva venerata a Creta.
Lasciano a bocca aperta l'atleta nell'atto di saltare sul toro, i celebri affreschi di Cnosso parzialmente ricomposti e capolavori di oreficeria. Tra questi spicca il gioiello raffigurante due api su una goccia di miele proveniente da una necropoli. Numerosi sarcofagi in terracotta databili dal 1440 a.C. al 1000 a.C. spiegano il culto dei morti e le statuette delle donne micenee (le famose "Kore") ci danno indicazioni anche su come queste donne si vestivano. Una meraviglia.
E come tutte le meraviglie va custodita, per cui i restauri sono continua. A Cnosso si lavora ogni giorno per preservare la storia.
(Corona Perer)

Restauri continui a Cnosso - fotoservizio: corona perer (2019)
Autore: Corona Perer
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