Attualità, Persone & Idee

Vendite quotidiani in continuo calo

Cresce solo il web

Le edicole chiudono, gli italiani hanno perso fiducia nei giornali. Le statistiche diramate della società che certifica diffusione e vendita delle copie dei giornali ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) segnalano cadute vistose. La stampa italiana è una nave con una falla vistosa che prende acqua. Ma anche la TV perde ascolti: i tg soprattutto, registrano il minimo di sempre. Gli italiani hanno capito che il mainstream non informa.

Le copie vendute nel giorno medio sono state 1,49 milioni, comprendendo nel conteggio sia le copie cartacee sia quelle digitali.

Nei primi sei mesi del 2022 erano 1,60 milioni e, nello stesso arco temporale del 2021, 1,74 milioni. Nello specifico, la flessione registratasi nella prima metà del 2023 è di 112mila copie rispetto al 2022 (-7%) e di 248mila sul 2021 (-14,3%).

Il canale che incide di più in questo decremento è quello delle edicole, che rappresenta il 70% del totale. In tale settore, quest’anno la vendita si è fermata a 1,052 milioni di copie medie, calando di 117mila copie rispetto all’anno precedente (-10%) e di ben 244mila copie sul 2021 (-18,8%).

Tiene il mercato giornalistico digitale che detiene un peso sul totale del 23%. 

Il Corriere della Sera, nei primi sei mesi del 2023, fa ad esempio registrare la vendita di 225 mila copie medie, perdendo 8.800 copie sullo stesso periodo del 2022 (-3,8%).Il canale edicola segna addirittura un -10,6% a causa della perdita di circa 16mila copie.

Rispetto al 2022, La Repubblica, con 115mila copie medie, perde invece nel complesso addirittura il 12,3%, con -10.640 copie medie vendute in edicola e -5.520 copie medie digitali.

Il Sole 24 Ore, che fa registrare 92.400 copie medie (con una preponderanza di quelle digitali, che sono ben 58mila), va a perdere rispetto all’anno precedente il 4,4%. Le copie digitali vendute a prezzi più bassi rappresentano la voce di maggior peso sul volume di venduto: 37%. 

La Stampa, con 76.700 copie medie, vede una netta flessione degli abbonamenti cartacei (con addirittura un -59% sul 2021). Per quanto riguarda le copie vendute in edicola rispetto all’anno scorso, si attesta un’altra importante flessione (-16,10%).

Mettendo a confronto le vendite del mese di luglio 2023 con quelle di luglio 2022, i numeri risultano impietosi per la quasi totalità delle testate nazionali, con picchi fino al -11,93% e pochissime eccezioni.
 

Fonte > INPGI notizie clicca

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