Arte, Cultura & Spettacoli

Caravaggio, Boldini e Depero nell'autunno Mart

All'inaugurazione (9 ottobre) anche ''La conversione di un cavallo''

Il nuovo palinsesto del Mart attraversa i secoli. Ecco le novità della programmazione a cura del Presidente Vittorio Sgarbi.
 
Dal 10 ottobre al 9 dicembre l’attesa mostra Caravaggio. Il contemporaneo costruita attorno al Seppellimento di Santa Lucia, la più antica opera siciliana di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, normalmente collocata a Siracusa, nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia.
Attraverso la proposta di diversi livelli di dialogo possibili, la mostra sottolinea, ancora una volta, l’attualità spirituale di Caravaggio. Il capolavoro seicentesco si riverbera in una selezione di opere e fotografie contemporanee. Si tratta della tela imponente di un Caravaggio ormai maturo, ossessionato dall’idea della decapitazione, maestro nella regia di composizioni articolate in dipinti sempre più silenti e spirituali. Il Mart propone un confronto tra questo capolavoro e una selezione di opere del grande maestro dell’Informale italiano: Alberto Burri. In un continuo rimando tra immagini, simboli e affinità, completano la mostra il grande dipinto I naufraghi (1934) di Cagnaccio di San Pietro, le opere dell’artista Nicola Verlato e del fotografo Massimo Siragusa, alcune fotografie sulla vita e la morte di Pier Paolo Pasolini.
In occasione della inaugurazio (9 ottobre ore 11) ci sarà anche una performance: "La conversione di un cavallo" eseguita in versione integrale da Ludovica Rambelli Teatro. Si tratta di 23 tableaux vivants ispirati ad altrettante celebri tele di Caravaggio su musiche di Mozart, Bach, Vivaldi, Sibelius.
Durata 40 minuti, anteprima 20 minuti (il 9 ottobre alle 16, alle 17 e alle 20 e repliche sabato 10 ottobre alle 11, alle 14 e alle 15.

 

A partire dal 14 novembre il palinsesto espositivo del Mart si arricchirà della mostra ''Giovanni Boldini. Il piacere''. Fino al 28 febbraio 2021, il percorso espositivo presenta oltre 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, molte delle quali appartenenti al patrimonio del Museo Boldini di Ferrara, chiuso al pubblico dopo il tragico terremoto del 2012. Nei ritratti di intellettuali, nobildonne e attrici incontrati nei salotti mondani della Parigi fin de siècle, rivive il fascino di una società raffinata ed elegante e di una femminilità “suprema e irresistibile”, come scrivono i cronisti dell’epoca. I dipinti di Boldini delineano e contribuiscono a definire lo stile, le tendenze e i canoni estetici della Ville Lumière, indiscussa capitale europea.
Verranno analizzati i rapporti con il poeta Gabriele D’Annunzio, attraverso figure di comuni muse ispiratrici come la Marchesa Casati, eccentrica e seducente femme fatale.
 
A dicembre sarà la volta della mostra Depero mito presente che valorizza a tutto tondo l'artista affascinato dall’idea di “arte totale”, che ha spaziato dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità. Innovatore, dissacrante, ironico, il Futurista trentino ha influenzato non solo il mondo dell’arte, ma ha anche ispirato stili e modelli del design, della comunicazione, della grafica e della moda dagli anni Settanta a oggi. L’esposizione documenta gli aspetti che legano l’Avanguardia futurista alla contemporaneità, mostrando gli esisti di una travolgente creatività a cui ancora oggi numerose esperienze artistiche sono debitrici. Depero mito presente è l’occasione per comprendere la poliedrica progettualità dell’artista che proclamava l’abbattimento di ogni gerarchia nelle arti. In mostra circa 200 tra opere, disegni, documenti, tarsie, fotografie, ricostruzioni di mobili, costumi, scenografie, oltre che video e film prodotti per l’occasione.

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LE MOSTRE IN CORSO

Dal 26 giugno e fino ad autunno inoltrato si possono vedere al Mart di Rovereto opere  di Marco Lodola (Dorno, 1955) che porta al Mart una scenografia luminosa: ballerini, animali mitologici e altre sfavillanti figure alte sino a tre metri circondano la fontana nella piazza che dà accesso al museo. L’allestimento riprende la circolarità degli spazi generando un carosello di luci ispirato alla visionarietà dell’arte circense.
L’opera di Marco Lodola guarda con complicità alle campiture piatte e accese di Fortunato Depero, così come all’immediatezza visiva dei linguaggi pubblicitari.

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