
Giornata del Contemporaneo 2026
22^ edizione - Sabato 10 ottobre
Sabato 10 ottobre 2026 torna la Giornata del Contemporaneo, l’appuntamento annuale promosso da AMACI – Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea, nell'ambito del Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura e la collaborazione della Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Giunta alla ventiduesima edizione, la manifestazione rinnova il proprio impegno nel raccontare la vitalità dell'arte contemporanea italiana attraverso un programma diffuso che coinvolge l'intero territorio nazionale. Sabato 10 ottobre i 28 musei associati ad AMACI, insieme a musei, fondazioni, gallerie, spazi indipendenti, associazioni culturali, accademie, collezioni private e altri soggetti attivi nel settore, apriranno gratuitamente le proprie sedi proponendo mostre, incontri, laboratori, visite guidate, performance e iniziative speciali, in presenza e online, rivolte a un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo.
La Giornata del Contemporaneo rappresenta oggi una delle più importanti occasioni di incontro tra istituzioni, professionalità del settore, comunità artistica e pubblico, restituendo la ricchezza e la pluralità di un sistema culturale capace di parlare linguaggi differenti e di abitare luoghi tra loro diversi, ma uniti dalla volontà di promuovere la conoscenza dell'arte contemporanea e di renderla accessibile a chiunque.
Anche quest'anno la manifestazione si estende oltre i confini nazionali. Dal 5 al 10 ottobre si svolgerà infatti Giornata del Contemporaneo | Italian Contemporary Art, il programma internazionale realizzato grazie alla collaborazione con la rete diplomatico-consolare del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura – che porterà mostre, incontri e iniziative dedicate all'arte contemporanea italiana in numerose sedi estere, rafforzando il dialogo culturale e la rete di relazioni costruita negli ultimi anni.
Il tema scelto per l'edizione 2026 è “Geografie della contemporaneità”, una riflessione sul presente come spazio attraversato da trasformazioni continue, nel quale territori, comunità e identità non costituiscono realtà immutabili, ma si definiscono attraverso relazioni, conflitti, scambi e processi di ridefinizione costante. Un invito a leggere il mondo contemporaneo come una geografia in movimento, nella quale l'arte può offrire strumenti di interpretazione critica e nuove prospettive di lettura.
Prosegue inoltre la tradizione che, dal 2006, affida a un'artista o a un artista la realizzazione dell'immagine guida della manifestazione. Dopo Michelangelo Pistoletto (2006), Maurizio Cattelan (2007), Paola Pivi (2008), Luigi Ontani (2009), Stefano Arienti (2010), Giulio Paolini (2011), Francesco Vezzoli (2012), Marzia Migliora (2013), Adrian Paci (2014), Alfredo Pirri (2015), Emilio Isgrò (2016), Liliana Moro (2017), Marcello Maloberti (2018), Eva Marisaldi (2019), artisti vari (2020), Armin Linke (2021), Giorgio Andreotta Calò (2022), Binta Diaw (2023), Tomaso Binga (2024) e Atelier dell'Errore (2025), la Ventiduesima Giornata del Contemporaneo vede protagonista l'artista multimediale italo-libica Adelita Husni Bey (Milano, 1985).
Per la Ventiduesima Giornata del Contemporaneo, AMACI ha scelto un’immagine tratta dalla serie Working for a World Free of Poverty, 2014 – 2026 di Adelita Husni Bey, un progetto che prende avvio da dati statistici elaborati da organismi internazionali per riflettere criticamente sulle modalità con cui vengono costruite e rappresentate le dinamiche economiche, sociali e geopolitiche del presente. Attraverso una traduzione visiva essenziale e al tempo stesso fortemente evocativa, l’artista rende percepibili i meccanismi che regolano la distribuzione delle risorse, la produzione dei dati e le rappresentazioni attraverso cui interpretiamo le geografie contemporanee.
Nell’immagine selezionata, il gesto di un uomo in giacca e cravatta, che suddivide in modo diseguale confetti colorati, richiama simbolicamente le logiche di classificazione, ripartizione e attribuzione di valore che accompagnano la costruzione delle narrazioni economiche globali. La semplicità degli elementi utilizzati rende immediatamente percepibile il rapporto tra dati, risorse e disuguaglianze, suggerendo come i confini che definiscono il nostro tempo non siano soltanto geografici, ma anche economici e culturali.
La scelta di quest’opera dialoga in maniera diretta con il tema “Geografie della contemporaneità”, che invita a considerare il presente come uno spazio in continua trasformazione, nel quale territori, comunità e identità si configurano come esiti di processi dinamici e di relazioni complesse. La ricerca di Adelita Husni Bey, da sempre orientata alla costruzione di dispositivi partecipativi e collettivi capaci di interrogare le strutture che organizzano la vita sociale, offre una chiave di lettura particolarmente significativa per questa riflessione, restituendo una visione della geografia come campo di relazioni, di negoziazione e di responsabilità condivisa.
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