Attualità, Persone & Idee

Bellezze sotto chiave

Quanto è lecito usare immagini dei capolavori?

Il caso è di qualche anno fa: la Galleria degli Uffizi nella sua lotta al bagarinaggio online si era rivolta all’Avvocatura dello Stato contro "Visit today" che senza concessione usava sul suo sito web l’immagine del David di Michelangelo. La sentenza che ne scaturì, la inibiva  - su tutto il territorio italiano ed europeo – di utilizzare  a fini commerciali la riproduzione  dell’immagine del David di Michelangelo. L’ordinanza  ordinava inoltre il ritiro dal commercio e la distruzione di tutto il materiale pubblicitario con  la riproduzione in questione e l’immediata eliminazione dal sito internet di tale agenzia dell’immagine del David (ne scriviamo qui).

Ma il caso non è isolato: dai papiri egizi ai disegni di Leonardo, dal Colosseo ai quadri di Van Gogh. Sono tante le opere delle arti visive che si trovano riprodotte su accessori e oggettistica, pubblicate in rete, usate come immagini di profilo e contatto, inserite nei lucidi di conferenze e lezioni. Il fatto che si tratti di opere di pubblico dominio indurrebbe a pensare che sia sempre lecita la loro riproduzione.

«La società chiede sempre di più e a gran voce la libera riproducibilità delle opere di pubblico dominio. Tale richiesta si fa anche più pressante in tempi di pandemia, durante i quali si riducono le possibilità di fruire del patrimonio culturale nei luoghi dove esso è custodito. Si pensi, ad esempio, a come la didattica di scuole e università potrebbe migliorare grazie all’estensione della libera riproducibilità delle opere di pubblico dominio. Tuttavia, sono ancora molte le limitazioni alla riproducibilità dei beni culturali» afferma il prof. Roberto Caso docente alla Facoltà di Giurisprudenza di Trento.

Il quadro normativo in Europa e in Italia è complesso e frammentato, sia sul piano del diritto d’autore sia su quello della tutela del patrimonio culturale. Quindi, la possibilità per le persone di fotografare e riprendere opere culturali e artistiche e poi di condividerne e pubblicarne le immagini è soggetta a numerose restrizioni. Una questione che spesso fa discutere e apre contenziosi. Una nuova norma, l’art. 14 della direttiva 2019/790/UE sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, prova a fare un passo in avanti per garantire la libera riproducibilità. L’Italia si appresta a dare attuazione alla direttiva.

«Le tecnologie consentono un’inedita democratizzazione dei processi di produzione e fruizione della cultura. A fronte di questo panorama, il diritto della proprietà intellettuale però rimane complesso, confuso e poco conosciuto» afferma il prof. Roberto Caso che è anche delegato del rettore per l'open access e le politiche contro il plagio.

Per fare il punto sulla situazione la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento ha promosso il 10 febbraio 2021 un seminario online sul tema “La riproduzione di opere delle arti visive di dominio pubblico e l’attuazione della direttiva europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale” organizzato nell’ambito del progetto reCreating Europe, di cui l’Ateneo è partner. Il team di UniTrento, guidato dal professor Caso. 

L’iniziativa è stata registrata su piattaforma aperta Garr >  qui

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)