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Salisburgo, la casa-museo di Mozart ha 140 anni

Venne istituita 100 anni dopo la morte del musicista, nel giugno 1880

(Salisburgo, Corona Perer) - Se Salisburgo è Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO lo si deve certamente a Wolfgang Amadeus Mozart che qui nacque. Il figlio indiscutibilmente più famoso di Salisburgo, nacque il 27 gennaio del 1756. La famiglia abitò l’appartamento situato al terzo piano dell’edificio fin dal 1747 e Mozart vi trascorse l’infanzia e la gioventù insieme ai suoi genitori Leopold e Anna Maria, e alla sorella “Nannerl”.   

La casa natale affacciata su una piazzetta al n.9 della Getreidegasse è una delle mete più ambite. Dalle finestrelle - gettando un occhio verso la piazza - ci si affaccia sul brusio dei turisti, quasi tutti col naso all'insù. Qui nacque Mozart, dice la guida. Entrare negli avvolti è d'obbligo. Ne era  proprietario Johann Lorenz Hagenauer (1712-1792) amico di Mozart padre, noto commerciante ed importatore di spezie.

E' un museo da oltre un secolo. Già 100 anni dopo la morte del musicista, i posteri capirono che quel patrimonio andava custodito. Fu infatti nel giugno del 1880 che la neonata Fondazione Mozart decise di fare dell'abitazione una museo. Che dunque oggi ha 140 anni. Ma è nel 1994 che si mette mano al percorso grazie ad un restauro conservativo condotto dall’architetto viennese Elsa Prochazka che ha anche riallestito l’appartamento di Mozart, ai fini di preservare gli oggetti esposti dai danni del tempo.

E' in questi spazi che il turista può respirare i rumori, le ombre e le luci, gli nagusti corridoi, le atmosfere che certamente Mozart ebbe a frequentare. Ci sono strumenti storici, documenti ufficiali, effetti personali ritratti e dipinti tra i quali quello celebre (e incompiuto) che ritrae “Mozart al pianoforte”. E' datato come la Rivoluzione Francesce: 1789, ed è opera del cognato di Mozart, Joseph Lange.

“Casa Hagenauer” è un’attrazione imperdibile soprattutto per gli appassionati di Mozart. Wolfgang Amadeus, ultimo di sette figli, non vi rimase a lungo. Grazie allo stipendio di direttore della cappella di corte, il padre Leopold poté presto permettersi di traslocare con la famiglia in una casa più grande nella Makartplatz. Da allora, il palazzetto nella Getreidegasse con il suo bel cortile interno non è cambiato molto, a parte la facciata rococò rifatta in stile classicheggiante.

L’edificio è oggi proprietà della Internationale Stiftung Mozarteum che ne ha fatto un museo dedicato al musicista dove sono esposti il violino di Mozart usato da bambino, il violino da concerto, il clavicordo, il pianoforte a martelli nonché ritratti e lettere della famiglia Mozart,  manoscritti originali e documenti ufficiali. Dal 1981 il primo piano della casa natale di Mozart ospita mostre temporanee.

Fa tenerezza osservare il violino che Mozart suonò da bambino, incute ammirazione quello che imbracciò per il suo primo concerto, e poi c'è il celebre clavicordo al quale non ci si può avvicinare: la sedia è ancora quella dove si posavano la natiche del compositore.

Gli strumenti appartenuti alla vedova di Mozart Constanze Nissen (1762-1842) e ai suoi figli Carl Thomas (1784-1858) e Franz Xaver Wolfgang (1791-1844) sono  proprietà del Mozarteum. Tra ritratti e lettere della famiglia Mozart si respira anbche l'atmosfera borghese che ospitava un tempo Babette von Moll, la vicina di Mozart e zia del famoso geologo e naturalista salisburghese Karl Ehrembert von Moll (1760-1838).

Oltre all’arredamento e ad oggetti di uso quotidiano vi si documentano tre temi: “Mozart e l’università di Salisburgo”, “L’amicizia fra Mozart e alcune famiglie salisburghesi” e “La musica sacra ed il culto dei santi”. Al secondo piano c'è il teatro nei diorami (piccoli palcoscenici in miniatura) che inscenano l'opera mozartiana. Si tratta di modelli di palcoscenici a cavallo tra la seconda metà del Settecento fino al XX° sec.

Per visitare Salisburgo consigliamo l' Hotel & Villa Auersperg al numero 61 di Auerspergstrasse. E' uno degli hotel consigliati da Austria per l'Italia che raduna le migliori strutture per la clientela italiana.


Autore: Corona Perer

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