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Castel Tirolo, sulla via del romanico

Fino al 22 novembre 2020 è visitabile

Castel Tirolo, residenza dei conti di Tirolo, ha dato il nome all’intera regione. Si trova su quella che viene definita la Via del Romanico che si estende dalla Val Venosta, fino al convento carolingio di Müstair in Svizzera (patrimonio mondiale dell’Unesco), e in direzione sud fino in Trentino.

La via romanica delle Alpi è disseminata di tesori artistici risalenti a quell’epoca. Ci sono 25 siti, tra questi c'è Castel Tirolo con i suoi portali in marmo adornati da sculture del XII secolo. 

Qui si intrecciano in modo evidente aspetti della storia e della sovranità locale. Fuori dal castello, nel fortilizio antemurale si può godere di uno straordinario scorcio sulla Val d’Adige e sulla Val Venosta. Ci si sente proiettati indietro nel tempo, quando i conti di Tirolo regnavano su queste terre.

Il castello raggiunse il suo attuale aspetto dopo più di nove secoli e durante diverse fasi costruttive.

Una prima fortificazione venne eretta nell’XI secolo, mentre al XII secolo risale la costruzione del palazzo meridionale, sopraelevato di un piano e ampliato nel XIII secolo. Modifiche sostanziali vennero eseguite più tardi nel XIX e XX secolo. I portali romanici realizzati da scalpellini lombardi, poi, sono dei capolavori imperdibili.

Il nucleo castellano comprende il palazzo meridionale con l’annessa cappella, il palazzo orientale, il camminamento di ronda, il refettorio (il cosiddetto “Mushaus”), la cantina del refettorio, il mastio, il cortile delle cucine e gli edifici di servizio.

I portali, sono l’esempio più straordinario di scultura romanica in Tirolo, nonché gli imperdibili capolavori storico-artistici del castello, sono ancor oggi oggetto di molti quesiti da parte degli studiosi in relazione alla storia edilizia. L’iconografia del portale del palazzo e del portale della cappella, il primo scolpito nel marmo di Lasa e il secondo nel marmo di Racines (Vipiteno), prende spunto dall’interpretazione umana del mondo animale. Nel loro programma iconologico incentrato su peccati e salvezza divina, in un’appassionante e continua lotta tra il Bene e il Male, il primo è destinato a trionfare.

Osservando i portali è importante considerare la doppia valenza del linguaggio simbolico medievale: alcune figure, animali o vegetali, possono essere simboli di un messaggio e contemporaneamente del suo contrario. Così, il leone può rappresentare sia Cristo che il demonio. L’edera che incornicia il portale simboleggia l’eternità, garanzia di un’imperitura memoria. I portali di Castel Tirolo, dato il loro ottimo stato di conservazione, rappresentano un unicum non solo nell’arco alpino. Vengono infatti costantemente messi a confronto con i bassorilievi della basilica di San Michele a Pavia.

È possibile inoltre ammirare la doppia cappella medievale, la Sala dei Cavalieri, sala di rappresentanza utilizzata anche per organizzare banchetti, le segrete del mastio e il refettorio (Mushaus) rivestito di pannelli lignei. Innumerevoli oggetti danno un’idea della vita, della cultura e della storia del Tirolo dalla Preistoria fino ai giorni nostri.

Celeberrimo l’altare di Castel Tirolo, del 1370 circa. L’altare a portelle più antico dell’arco alpino fu realizzato a Vienna e donato nel 1370 ca. dai fratelli Leopoldo III e Alberto III d’Asburgo. Entrambi i duchi sono raffigurati con le rispettive consorti sui pannelli esterni, nella tipica posa dei donatori.

L’originale è conservato dal 1938 presso il Museo Ferdinandeum di Innsbruck, mentre sulla mensa in muratura della cappella superiore è collocata una copia fedelmente riprodotta, realizzata nel 2001 dal gruppo Unika di Ortisei. L’altare aperto mostra sei scene tratte dalla vita di Maria, tra le quali l’Annunciazione, la Nascita di Cristo, l’Adorazione dei Re Magi e la Morte di Maria.

L’ingresso al museo è a pagamento. Informazioni: Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo, tel. 0473/220221

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