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Lana, il paese della castagna

A due passi da Merano, un luogo tutto da scoprire

di Corona Perer - La chiamano così sia gli italiani che i tedeschi: Lana. Come lei solo Gais ha la fortuna di avere il toponimo coincidente nelle due lingue della provincia di Bolzano. Ma conoscendo la sua gente ospitale si sente immediatamente che questo antico comune, del quale esistono documenti risalenti all'anno mille (quando si chiamava probabilmente Lòina), è di cultura e pensiero tedesco.

La cittadina che oggi conta 12.000 abitanti circa ha certamente origini nobili: lo dice il suo stemma dove un leone rampante e rosso affronta una croce nera. Il leone era l'insegna dei signori del luogo, i Conti Brandis.

Oggi a Lana, accanto ad una discreta zona industriale che vive in stretto rapporto con la vicina Merano, prevale l'attività turistica e agricola, legata alla coltivazione della mela.  Il territorio è però noto per la birra e per le castagne. Tutto merito di un habitat e un microclima speciale. Il terreno acido e soleggiato hanno avvantaggiato la nascita spontanea di poderosi castagni in localtà Fojana dove sorge anche un'importante traccia storica: il  castello di Mayenburg. Fu dimora dei Conti Brandis attorno al 1600, pur avendo origini più antiche del casato dal momento che i primi documenti sul maniero risalgono al 1241. Vista la sua posizione strategica, sarebbe sorto sulle rovine di una antecedente fortezza abitata già in epoca romana.

Poco distante dal castello, del quale si intuisce una poderosa cinta muraria, parte il Sentiero del Castagno ben attrezzato e utile a capire storia, tradizioni e rapporto uomo/ambiente. Grazie alla disponibilità dei proprietari dei fondi, le piante secolari sono parte di un percorso ricco di informazioni scientifiche ben dosate e somministrate con grande creatività da apparati didattici molto efficaci.

La castagna, prodotto tipico e specifico di Lana, è un frutto talmente ricco di proprietà (energetico, ma povero di grassi e molto ricco di tutte le vitamine del Gruppo B) che le famiglie spesso condividevano la pianta, spartendo il raccolto. Con la castagna avevano tutto quello che bastava a fare pane e pasta e a sfamarsi. Ecco perchè il castagno è chiamato anche l'albero del pane.

Dalla castagna si produce anche un'ottima birra. La si può degustare all'osteria contadina Pfefferlechner un locale in stile tirolese che si trova in centro a Lana. Tipico, antico, sempre molto affollato: qui si producono e degustano ottime birre artigianali accompagnate ai piatti tipici della tradizione tirolese. All'interno del locale c'è anche una stalla a vista con gli animali: pony, capre e conigli che attirano l'attenzione dai tavoli dei clienti. I titolari producono vino, ottima birra e grappa, ma anche speck. Lo chef prepara un ottimo stinco di maiale, le costine, e gli ottimi strauben (fritti in padella), un trionfo di gastronomia tipica tirolese.

Da non dimenticare una visita al Giardino Labirinto di Cermes (ve lo raccontiamo > qui).

Per programmare un week-end consigliamo di scegliere l'atmosfera raffinata e rilassante dell'hotel Im Tiefenbrunn. I proprietari Doris e Michael Baumgartner hanno optato per una formula BB di grande qualità, investendo su una prima colazione talmente abbondante da essere di fatto un brunch energetico, da gustare con calma, con ricercatissimo menù alla carta, marmellate fatte in casa, succhi estratti al momento, miele direttamente dal favo, pane fresco, salumi di produzione locale, dolci casalinghi. Assolutamente superiore.

Una gita da mettere in agenda è la salita al Monte San Vigilio con la seconda funivia più antica d'Europa costruita nel 1912 con tecniche all'avanguardia per l'epoca. L'impianto inizialmente era sorretto da 39 pilastri di metallo e c'era una stazione intermedia che in 20 minuti e due tappe portava in cima. Nel 1952 l'impianto venne modernizzato con una cabina in metallo leggero e l'impiego di nuove tecnologie e nel 2006 è stato nuovamente potenziato da nuove e ampie cabine consentono oggi in soli 8 minuti il superamento di un dislivello da 328 metri a 1486 metri, ed il trasporto con videosorveglianza in remoto di oltre 115.000 turisti ogni anno.

Monte San Vigilio è un angolo di mondo di particolare bellezza: il panorama dall'alto abbraccia l'infinito a perdita d'occhio sulle Dolomiti.

Da qui si può imboccare il Sentiero Alpenrosenweg che d'estate si snoda tra i rododendri. Un anello di 43 km da percorrere in più tappe. Si parte dalla stazione a Monte della funivia a 1486 metri e si arriva fino a un dislivello di 2200 metri. Servono circa 13 ore 30 minuti di cammino netto da suddividere su più giorni, albergando nelle malghe, lungo tracciati che un tempo segnavano il confine tra le diocesi italiana, austriaca e svizzera. La chiesetta del 1200 di San Vigilio è la tappa storica più suggestiva.

(data articolo: 1.9.2018)

 

SENTIRE consiglia
mangiare: l'osteria contadina Pfefferlechner
dormire:  www.hoteltiefenbrunn.com
ristorante consigliato: Mill, il vecchio mulino

 www.lana.info/it
 


Autore: Corona Perer

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