(Foto: Rosatomflot)
(Foto: Rosatomflot)
Attualità, Persone & Idee

Rotta artica alternativa al Canale di Suez

Russia e Cina vicine sulla Northern Sea Route (NSR), la vera via della seta

12 agosto 2026 - Operazione senza precedenti: la Russia ha organizzato un convoglio di almeno 15 navi, di cui otto petroliere cariche di quasi un milione di tonnellate di petrolio, dirette in Cina lungo la Northern Sea Route. Il 7 agosto il gruppo ha deviato a nord dell’arcipelago della Severnaya Zemlya raggiungendo i 81,5°N, la latitudine più settentrionale mai toccata da un convoglio di petroliere.

Otto petroliere significa quasi un milione di tonnellate di petrolio che  navigano a nord della Severnaya Zemlya perché lo Stretto di Vilkitskij è bloccato dal ghiaccio.
 Il percorso, più lungo di circa 1.000 km rispetto alla rotta abituale, è stato imposto dal ghiaccio ancora spesso e difficile nello Stretto di Vilkitskij. Alcune navi (Dinasty e Saga) non hanno nemmeno la classe ghiaccio, mentre altre ne hanno una solo bassa: un’operazione definita “estremamente rischiosa” dagli esperti. Il convoglio è scortato da rompighiaccio nucleari russi e prosegue ora nel Mare della Siberia Orientale.

La scelta di questa rotta da parte della Russia suggerisce diverse cose, principalmente di natura operativa e geopolitica. Lo Stretto di Vilkitskij (la via “normale” e più breve tra il Mare di Kara e il Mare di Laptev, a sud dell’arcipelago della Severnaya Zemlya) era ancora ostruito da ghiaccio relativamente spesso e difficile da navigare all’inizio di agosto 2026. Per questo, il convoglio ha dovuto fare un lungo giro a nord dell’arcipelago, raggiungendo latitudini superiori a 81,5°N.
 
Vi sono, però, anche ragioni di natura geopolitica. In primo luogo, l’urgenza di esportare petrolio verso l’Asia nonostante i rischi. La decisione di spingere avanti un convoglio così grande e in condizioni estreme indica che la Russia considera prioritario mantenere e accelerare i flussi di petrolio verso la Cina (e più in generale l’Asia) tramite la Northern Sea Route (NSR). Questa scelta si inscrive, a sua volta, in una strategia più ampia:
bypassare le rotte tradizionali (Mar Nero, Mediterraneo, Canale della Manica, ecc.) dove le petroliere della “shadow fleet” russa (sanzionate) rischiano controlli, sequestri o attacchi;
sfruttare la finestra estiva della NSR, più corta e conveniente in termini di tempo e costi rispetto alle alternative meridionali.
continuare a monetizzare le esportazioni energetiche nonostante le sanzioni occidentali.
 
L’operazione dipende fortemente dai rompighiaccio nucleari di Rosatom (Arktika, Ural, Sibir, Yakutiya, ecc.), senza i quali l’operazione non sarebbe fattibile. 
La Russia sta dimostrando di poter continuare a esportare petrolio artica anche in condizioni difficili, finanziando così le proprie attività. Operazioni di questa portata (a latitudini record per petroliere) consolidano la rotta artica come corridoio strategico per le esportazioni energetiche russe.

>> Fonte: The Barents Observer (https://www.thebarentsobserver.com/news/in-unprecedented-arctic-operation-russia-sends-convoy-of-oil-tankers-to-815n/455488)

 

Intanto la rotta artica alternativa al Canale di Suez è già da tempo realtà. Russia e Cina sono già operative sulla Northern Sea Route (NSR), la vera via della seta. Nella foto di questa pagina vediamo una nave rompighiaccio della Rosatomflot che scorta una nave attraverso le zone ghiacciate lungo la rotta del Mare del Nord.

Le navi verso Asia e Oriente hanno infatti già una via più sicura ed economica del Canale di Suez, ormai pericoloso: la Rotta Artica. Il Canale di Suez, potenziato qualche anno fa potrebbe insomma essere già obsoleto. Di sicuro è diventato molto...insicuro. Ecco che la rotta marittima del Mare del Nord non solo è strategica ma in forte crescita e già operativa.

Negli ultimi anni, la Federazione Russa ha sviluppato e semplificato la navigazione lungo la Northern Sea Route (NSR), collegando il Mare di Barents e lo stretto di Bering. Il primo carico Yamal attraverso la rotta del Mare del Nord  è stato consegnato al terminal cinese del Fujian. Si tratta della prima consegna di Gas  attraverso la rotta del Mare del Nord (Fonte: Kpler).

Anche altre tre navi cisterna Arc-7 per GNL, la Christophe de Margerie, la Fedor Litke e la Boris Davydov, sono in viaggio verso l’Asia attraverso la rotta del Mare del Nord, sottolineando l’importanza strategica della rotta, soprattutto in vista delle nuove sanzioni dell’UE sul trasbordo di GNL russo.

''La battaglia per l'Artico e le sue enormi risorse sarà IL nuovo grande gioco del 21° secolo'' afferma Foreign Affairs.

La strategia geopolitica di Putin ha dato vita all'Artico: le acque costiere sono punteggiate da nuove infrastrutture portuali collegate da collegamenti ferroviari con le regioni subartiche del Paese, la flotta rompighiaccio sta crescendo a un ritmo accelerato: è il progetto Sevmorput.

La Cina si è unita al gioco Artico nel 2004, aprendo la prima stazione di ricerca alle Svalbard. Con l'inizio del conflitto in Ucraina, è cresciuta la cooperazione su vasta scala tra Russia e Cina, compreso lo sviluppo dell'Artico.

Ecco perchè gli Stati Uniti parlano di Groenlandia, ma sono in terribile ritardo!

**

SCORCIATOIE DI GHIACCIO

Il Mare di Barents e lo stretto di Berin sono la rotta più breve tra Europa e Asia. Il tempo di viaggio attraverso Suez dai porti della regione del Pacifico all'Europa è di circa 37 giorni. Attraverso la rotta artica le navi raggiungono la Gran Bretagna dai principali porti asiatici in ... 25 giorni. E dunque da Rotterdam a Yokohama, in Giappone, basteranno 13 giorni contro i 33 attraverso il Canale di Suez. Ovvero: 7300 miglia nautiche contro 11200. Si risparmia e non solo il carburante.

La rotta artica potrebbe diventare un' alternativa al Canale di Suez. Secondo gli esperti, il traffico merci marittimo ha rotta più breve e sicura del Canale di Suez, che collega il Mar Rosso e il Mediterraneo, e infatti il traffico è già diminuito di quasi un terzo per sfuggire agli attacchi dei ribelli Houthi  nel Mar Rosso.
Alcune grandi compagnie di navigazione internazionali hanno smesso del tutto di utilizzare questa rotta e ora le navi sono costrette a costeggiare l'Africa da sud, allungando la rotta di ottomila chilometri. Di conseguenza, il tempo di viaggio e il costo del trasporto merci sono aumentati. 

Tutto ciò ha un impatto molto negativo sul commercio non solo asiatico ed europeo, ma anche su tutti i mercati mondiali. Per quelle navi che continuano a utilizzare la rotta breve attraverso il Canale di Suez, il costo dell'assicurazione è aumentato in modo significativo.

L'operazione delle forze della coalizione “Guardian of Prosperity” annunciata dagli Stati Uniti per garantire la sicurezza della navigazione civile nel Mar Rosso rischia di creare l'effetto opposto; le operazioni militari non faranno che peggiorare questa stessa sicurezza. 

''Naturalmente, i calcoli per il tempo di viaggio sono un po ' arbitrari, ma in ogni caso, la rotta Europa-Asia attraverso la Northern Sea Route è molto più conveniente che circumnavigare l'Africa''.

Ed è evidente che tutto ciò avrà un enorme ricaduta economica globale.

Una sorta di rivoluzione copernicana.

(Fonti:Topwar.ru)

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

AVVISO: Le foto di questa pagina

Commenti (0)