
Solisti Veneti per il Fai
Diretti dal Maestro Giuliano Carella una serie di concerti nei luoghi del FAI
I Solisti Veneti diretti dal Maestro Giuliano Carella terranno una serie di concerti nei luoghi del FAI. Sette appuntamenti in programma tra agosto e ottobre 2026 in un itinerario musicale che attraversa alcuni tra i luoghi più suggestivi del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, tra Trentino, Lombardia e Piemonte. Ogni concerto costruisce un rapporto specifico con il luogo che lo accoglie, componendo una mappa sonora in cui arte, architettura, storia e paesaggio dialogano con la musica.
Nato dalla collaborazione tra I Solisti Veneti e il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, il festival porta la grande musica nei Beni della Fondazione, trasformando ville, castelli e dimore storiche in spazi di ascolto, racconto e scoperta.
Il filo rosso dell’edizione 2026 è un viaggio attraverso diverse forme dell’ascolto: la conversazione cameristica, il virtuosismo ispanico, il classicismo mozartiano, il colore vivaldiano, l’architettura armonica del Barocco per archi e basso continuo, fino all’universo contrappuntistico del clavicembalo bachiano.
Appuntamento per il 22 agosto al Castello di Avio, in Trentino, con un programma cameristico dedicato al dialogo tra strumenti e sensibilità musicali diverse. “Armonie sonore” accosta pagine di Marin Marais, Georg Philipp Telemann, Alessandro Rolla, Fernando Carulli e Max Reger, componendo un itinerario che attraversa epoche, stili e geografie sonore.
Protagonisti saranno Mario Paladin, prima viola de I Solisti Veneti, e Fabio Merlante, alla tiorba e alla chitarra dell’Ottocento. Il concerto mette in primo piano il fascino della dimensione cameristica: una musica di prossimità, fatta di timbri, risonanze e conversazioni strumentali, particolarmente adatta all’atmosfera raccolta e storica del Castello di Avio.

Il 27 agosto il festival approda a Villa Necchi Campiglio, a Milano, con “Memorie ispaniche”, programma dedicato alla Spagna reale e immaginata, tra evocazione popolare, colore orchestrale e virtuosismo chitarristico. Il percorso musicale comprende “La Oración del Torero” di Joaquín Turina, “Memories of Spain” di Gaspar Sanz e Daniel Fortea per chitarra e archi, il celebre “Concierto de Aranjuez” di Joaquín Rodrigo nella versione intima per chitarra e archi, e “La Musica Notturna delle Strade di Madrid” di Luigi Boccherini, che visse e lavorò per ben 37 anni nella capitale ispanica. Con I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella, sarà protagonista Massimo Scattolin, virtuoso della chitarra. Il concerto costruisce un paesaggio sonoro di grande forza evocativa: dalla preghiera intensa e sospesa di Turina alla dimensione lirica di Rodrigo, fino alla Madrid notturna, teatrale e popolare di Boccherini.
Il 4 settembre Palazzo Moroni a Bergamo ospita “Il flauto magico”, un omaggio cameristico a Wolfgang Amadeus Mozart attraverso i quattro Quartetti per flauto, violino, viola e violoncello: il Quartetto in re maggiore KV 285, il Quartetto in do maggiore KV 285b, il Quartetto in sol maggiore KV 285a e il Quartetto in la maggiore KV 298. Affidato all’Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti, e con la partecipazione del flautista di fama mondiale Massimo Mercelli, il programma esplora il lato più luminoso, elegante e dialogico del Mozart cameristico. Il flauto diventa voce mobile e cantabile, capace di intrecciarsi con gli archi in un equilibrio di grazia, trasparenza e brillantezza.
Il 9 settembre il festival arriva a Villa e Collezione Panza, a Varese, con un appuntamento dedicato ad Antonio Vivaldi e al primo libro dell’Opera Quarta, “La Stravaganza”. Il concerto inaugura l’esecuzione integrale 2026-2027 di questo importante ciclo vivaldiano.
In programma i primi sei concerti per violino, archi e basso continuo: il Concerto n. 1 in si bemolle maggiore RV 363a, il Concerto n. 2 in mi minore RV 279, il Concerto n. 3 in sol maggiore RV 301, il Concerto n. 4 in la minore RV 357, il Concerto n. 5 in la maggiore RV 347 e il Concerto n. 6 in sol minore RV 316a. Con I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella, il concerto mette al centro uno dei territori più inventivi della scrittura vivaldiana: la forma del concerto come spazio di energia, contrasto, fantasia e sperimentazione. Inoltre, peculiarità de I Solisti Veneti presente già nel loro nome, ciascun Concerto verrà affidato ad un diverso interprete così da esaltare il colore vivaldiano.
Il 13 settembre il festival torna a Villa Necchi Campiglio, a Milano, per l’esecuzione integrale dell’Opera Decima di Antonio Vivaldi, raccolta di sei concerti per flauto, archi e basso continuo. Il programma comprende il Concerto in fa maggiore n. 1 “La Tempesta di mare”, il Concerto in sol minore n. 2 “La Notte”, il Concerto in re maggiore n. 3 “Il Gardellino”, il Concerto in sol maggiore n. 4, il Concerto in fa maggiore n. 5 e il Concerto in sol maggiore n. 6. Diretti da Giuliano Carella, I Solisti Veneti affiancano il flautista Massimo Mercelli in un viaggio attraverso una delle raccolte più celebri e rappresentative del Vivaldi strumentale e descrittivo. Qui il flauto diventa strumento narrativo e pittorico: evoca tempeste marine, atmosfere notturne, canto degli uccelli e paesaggi sonori di limpida invenzione. Il concerto è dedicato, per il quarto anno consecutivo, all’alta figura dell’Ambasciatore Luca Attanasio, trucidato cinque anni fa durante una missione umanitaria nella Repubblica del Congo.
Il 27 settembre il Castello di Masino, a Caravino, accoglie “Dissertazione armonica”, programma costruito intorno alla scrittura per due violini e basso continuo e al virtuosismo violinistico del Settecento. Il percorso attraversa la sonata barocca con pagine di Tomaso Albinoni, Georg Friedrich Händel e Antonio Vivaldi, per approdare a Giuseppe Tartini e alla celebre Sonata in sol minore Il Trillo del Diavolo, proposta nella versione per violino, archi e basso continuo. Con l’Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti, composto dalle prime parti dell’Orchestra, il concerto offre un’immersione nella retorica musicale barocca: dialogo, imitazione, invenzione melodica e tensione espressiva si intrecciano in un programma di grande intensità.
La settima edizione di I Solisti Veneti per il FAI si conclude il 2 ottobre a Villa Necchi Campiglio, a Milano, con “Il clavicembalo di Bach”, primo concerto dell’integrale dei Concerti per uno, due, tre e quattro clavicembali di Johann Sebastian Bach. Il programma comprende il Concerto in la maggiore BWV 1055, il Concerto in fa minore BWV 1056 e il Concerto in re maggiore BWV 1054, tutti per clavicembalo e archi.
Sotto la guida del Maestro Giuliano Carella, tra i più apprezzati direttori italiani all’estero, I Solisti Veneti rinnovano così una progettualità che unisce qualità interpretativa, attenzione al repertorio e valorizzazione del patrimonio culturale.
La settima edizione del festival I Solisti Veneti per il FAI si presenta come un percorso diffuso, capace di parlare a pubblici diversi e di restituire alla musica la sua dimensione più alta.
Info e biglietti: www.solistiveneti.it


www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*
AVVISO: Le foto di questa pagina







Commenti (0)
Per lasciare un commento