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Orchestra Haydn - Stagione sinfonica e d'opera 2025/26

Orchestra Haydn, Musica d'arte für alle!

Musica d’arte für alle! E' stata presentata la stagione sinfonica e d’opera 2025/26 che partirà dal 30 settembre 2025. Su questo tema si svilupperanno intrecci tra stili e linguaggi musicali anche molto diversi tra loro. La Stagione verrà inaugurata con un programma completamente dedicato al grande repertorio barocco tra Bach (Concerto brandeburghese n. 1 e Suite per orchestra n. 3) e Händel (Concerto per organo op. 4 n. 4 e Musica per i reali fuochi d’artificio).

La Stagione della Fondazione Haydn offre un ricco cartellone di appuntamenti sinfonici e d’opera. Tra le novità, l’aumento dell’offerta musicale e un modello di opera itinerante tra i castelli della regione.
La Stagione accoglierà alcuni grandi direttori, giovani bacchette internazionali e acclamati solisti della nuova generazione.

Sono 23 appuntamenti tra concerti sinfonici e opera. Una programmazione ancora più ricca all’insegna del grande repertorio, alcune rarità e nuove composizioni, capace di riunire alcuni tra i più importanti direttori e solisti, nonché acclamati artisti della nuova generazione, il cui talento continua a entusiasmare pubblico e critica di tutto il mondo.

«Sia il programma che le attività correlate coinvolgono i giovani e avvicinano il pubblico, accompagnandoli all’ascolto e alla conoscenza delle opere, grazie al coinvolgimento attivo e alla preziosa collaborazione di direttori, registi e solisti» afferma Monica Loss, Direttrice generale della Fondazione Haydn. «Un insieme di persone, la Haydn, che lavora per far sì che la Stagione diventi un’esperienza e un viaggio ricco di eventi, appuntamenti e occasioni di scambio per tutti. La Stagione 2025-26 è la numero 66 e rappresenta un bel traguardo che proietta e dà impulso a proseguire con impegno e passione».

Alessandro Bonato è il Direttore principale dell’Orchestra Haydn. Recentemente inserito dalla rivista Forbes Italia tra le dieci personalità Under 30 più rappresentative del panorama dell’arte e della cultura, a partire da ottobre 2025, fino a giugno 2028, Alessandro Bonato diverrà uno dei punti di riferimento per l'orchestra, sviluppando un rapporto continuativo per definire un proprio percorso interpretativo.
Come Direttore principale dell’Orchestra Haydn, Bonato sarà presente sia nella Stagione sinfonica che in quella d’opera, e affiancherà il direttore artistico nella definizione della programmazione lavorando a stretto contatto con l’orchestra per contribuire alla sua continua crescita e alla visibilità nazionale e internazionale.

GIOVANI BACCHETTE INTERNAZIONALI
Accanto ai grandi nomi della direzione d’orchestra, molti altri appuntamenti sinfonici saranno affidati ad alcuni tra i più interessanti giovani artisti della scena internazionale, per la prima volta alla guida dell’Orchestra Haydn. Tra questi figurano Vanessa Benelli Mosell, artista esclusiva per l'etichetta discografica Decca Classics, che salirà sul podio dell’Orchestra Haydn dopo essersi esibita in prestigiose sale tra Berlino, Londra e New York; la ventottenne Glass Marcano, direttrice d’orchestra di origini venezuelane; Hossein Pishkar, iraniano classe 1988, si è affermato all’attenzione internazionale con la vittoria nel 2017 del Deutscher Dirigentenpreis a Köln e l’Ernst-von-Schuch-Preis, dopo essersi perfezionato a Ravenna con Riccardo Muti; lo zimbabwese Vimbayi Kaziboni, che a soli 37 anni ha già diretto numerose orchestre in tutto il mondo, dalla Los Angeles Philharmonic alla London Philharmonic Orchestra e BBC Philharmonic, tenendo a battesimo prime esecuzioni di alcuni tra i più importanti compositori di oggi; l’italo-tedesco Nicolò Umberto Foron a soli 27 anni è già assistente di Sir Antonio Pappano alla London Symphony Orchestra e dell'Ensemble Intercontemporain, a seguito della vittoria della 17^ edizione del Donatella Flick Conducting Competition di Bucarest; Dmitry Matvienko, nato a Minsk nel 1990, Primo Premio e Premio del Pubblico all’ultima edizione della Malko Competition di Copenhagen, il più prestigioso tra i concorsi internazionali per giovani direttori, dopo essersi imposto al Concorso “Cantelli” di Novara nel 2020.

STELLE DELLA NUOVA GENERAZIONE
Non solo grandi direttori d’orchestra, ma anche giovani solisti acclamati sulla scena internazionale: la nuova Stagione sinfonica vedrà esibirsi il violista inglese Timothy Ridout che a soli trent’anni è stato indicato dal BBC Music Magazine tra i 12 più grandi violisti di tutti i tempi; Arsenii Moon, il ventiseienne pianista russo, vincitore assoluto del 64° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni 2023, che continua a incantare le platee di tutto il mondo; i violinisti Giuseppe Gibboni, vincitore del Concorso Internazionale “Premio Paganini” di Genova nel 2021, primo violinista a riportare all’Italia tale riconoscimento dopo ben 24 anni; Mira Foron che dopo essere stata invitata a collaborare con Anne Sophie Mutter, a soli 22 anni debutterà con l’Orchestra Haydn diretta dal fratello Nicolò Umberto Foron; lo svedese Johan Dalene, che a 24 anni è definito l’astro nascente del nord dalla critica internazionale dopo aver vinto il prestigioso Concorso Carl Nielsen nel 2019; e il soprano armeno Hasmik Torosyan, vincitrice di diversi concorsi internazionali, dal 2011 solista principale del Teatro Accademico Nazionale Armeno dell’Opera e del Balletto A. Spendiaryan.

Con «Affinità elettive», l’opera sinfonica di Beethoven (le Sinfonie n. 2, 3, 4 e 8) sarà accostata alla Sinfonia n. 6 di Schubert, al Concerto per violino di Čajkovskij e all’Adagio e fuga K 546 di Mozart, oltre che alla Sinfonia n. 1 di Méhul, tra le espressioni musicali più vicine agli ideali della rivoluzione francese, il Concerto per violoncello di Schumann all’opera di Weinberg, compositore polacco che con la sua musica ha testimoniato le più ferree atrocità dei regimi autoritari del Novecento, o ancora i Quattro ultimi Lieder di Strauss alla Sinfonia n. 4 di Mahler.

Con «Attrazioni e contrasti» si proseguirà con l’accostamento delle Sinfonie di Haydn all’Intermezzo op. 8 del compositore mitteleuropeo Franz Schreker e Requies di Luciano Berio, dedicato alla memoria della moglie Cathy Berberian; la prima Sinfonia di Čajkovskij con Shaker Loops, brano del 1978 dell’americano John Adams; Mozart con due composizioni dell’argentino Alberto Ginastera; il Concert Românesc di Ligeti alla Quinta di Beethoven.

La serie «Moti e rivoluzioni» celebrerà il cinquantesimo anniversario della morte di Šostakovič con le Sinfonie n. 1 e 9, attorno alle quali graviterà la musica di Verdi, la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov, le Variazioni su un tema di Haydn di Brahms, il Concerto per violino di Beethoven, oltre a capolavori del Novecento come Danses concertantes di Stravinskij e la Sinfonia Classica di Prokof’ev, e al repertorio più raro qui rappresentato dal Notturno n. 1 di Martucci.

Infine, «Passaggio a Nord-est» proporrà le Sinfonie n. 1 e 4 di Brahms, la Sinfonia n. 2 del compositore norvegese Svendsen, che a cavallo tra Otto e Novecento ha lasciato numerose composizioni sinfoniche dal carattere marcatamente etnico, e alcune opere dei compositori danesi Bentzon e Nielsen, il musicista più rappresentativo di quell’area geografica, di cui verranno rispettivamente eseguiti il Concerto per violino n. 1 e Helios.

Al pari della Stagione sinfonica, anche il cartellone operistico curato da Giorgio Battistelli registra un aumento del numero dei titoli proposti rispetto allo scorso anno, tra nuove produzioni e coproduzioni con le più importanti realtà del territorio nazionale. Tra le novità di questa edizione, l’opera uscirà dal teatro, sua casa d’elezione, per raggiungere nuovi luoghi e incontrare così il suo pubblico, mentre i cantanti continueranno a essere selezionati grazie al lavoro della casting manager Clarry Bartha.

Ad inaugurare il nuovo cartellone sarà L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, coproduzione con il Maggio Musicale Fiorentino, per la regia di Roberto Catalano e la direzione musicale di Alessandro Bonato. 

Seguirà il dittico formato da Il segreto di Susanna del veneziano Ermanno Wolf-Ferrari e La notte di un nevrastenico di Nino Rota, una produzione della Fondazione Haydn su regia di Stefano Vizioli. 

Dopo il successo dello scorso anno de Il barbiere di Siviglia, l’Artist in residence Fabio Cherstich si occuperà di due titoli, ovvero della regia de L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini per la direzione musicale di Alessandro Cadario, e della prima esecuzione italiana dell’opera contemporanea Note to a Friend di David Lang, compositore statunitense già Premio Pulitzer 2008, la cui musica si ispira al minimalismo e al rock, quest’ultima in una nuova produzione della Fondazione Haydn.

Con il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi, la Fondazione Haydn inaugura inoltre un nuovo format di opera itinerante che verrà sviluppato ulteriormente nelle prossime Stagioni. Durante i mesi estivi, grandi opere da camera troveranno così un nuovo palcoscenico all’interno dei castelli, palazzi, caffè e giardini più suggestivi del territorio regionale, per un modello d’opera itinerante capace di portare la lirica in spazi non convenzionali.

FUORI ABBONAMENTO
Sono due i concerti fuori abbonamento della Stagione: il Concerto d’inverno su musiche di Čajkovskij e Adams dirette da Hossein Pishkar e il Concerto di Capodanno su musiche della dinastia Strauss diretto da Alessandro Bonato.
www.haydn.it

 

 

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