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''Preferisco un nemico sincero a cento amici prudenti''

Sono trascorsi 20 anni dalla morte di Oriana Fallaci

Sono trascorsi 20 anni dalla morte di Oriana Fallaci (2006). E' stata una delle più grandi voci del giornalismo italiano. Grandissima nella prosa; con il suo stile diretto e senza compromessi, ha raccontato la politica e la società con coraggio e lucidità.

 Ha raccontato la guerra, la politica, il potere. Non cercava di piacere. Era se stessa.

"Nessuno ha il dovere di volermi bene, l’amore non si impone e non si elemosina. Ma il rispetto sì, quello è l’unico obbligo che non conosce eccezioni. Perché puoi anche non sopportarmi, puoi odiarmi, puoi non volermi nella tua vita: ma non hai il diritto di calpestarmi. Chi confonde la libertà con la prepotenza, chi scambia la convivenza con il disprezzo, dimostra solo una cosa: di non avere né dignità né civiltà. E io, con chi non conosce il rispetto, non tratto. Lo combatto."

Oriana Fallaci, fiorentina di nascita (29 giugno 1929 – 15 settembre 2006) partecipò giovanissima alla Resistenza italiana e fu la prima donna italiana ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Fu una grande sostenitrice della rinascita culturale ellenica e ne conobbe le più importanti personalità, tra cui Alexandros Panagulis, del quale fu la compagna dal 1973 fino alla morte di lui nel 1976.

Oriana Fallaci fu una donna straordinaria, era capace di trasformare la parola da arma in carezza, da pugno a bacio. Con la sua penna ha sfidato il potere, raccontato verità e inciso tracce indelebili nella coscienza del nostro tempo. Intervistò Kissinger, ci litigò anche, Andreotti, i primi astronauti e fu sempre in prima linea, o come diciamo noi giornalisti ''sul pezzo''.

Non ci piace tutto di lei: ad un certo punto divenne l'idolo delle frange estremiste israeliane per aver ricordato che anche i morti di Israele contano. Aveva ragione, ma quella frase fu strumentalizzata da frange estreme per auto-giustificarsi della propria violenza e oggi abbiamo visto di cosa sono state capaci. Fosse qui sarebbe certamente dalla parte di Gaza. Lei era consapevole del potere della parola e avrebbe obiettato con il genocidio dei palestinesi al quale abbiamo assistito impotenti. Durante gli ultimi anni di vita fecero discutere anche le sue dure prese di posizione contro l'Islam, in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 a New York, città dove viveva. Ma parlò di una sostituzione etnica alla quale stiamo tutti assistendo. Come scrittrice, con i suoi dodici libri, ha venduto circa venti milioni di copie in tutto il mondo.

''A volte la vita è un palcoscenico dove ti buttano di prepotenza. Non conta quanto resti in scena, conta come l’attraversi. L’importante è non cadere nel buio, non addormentarsi al sole, non riempirsi solo di chiacchiere. Credere in qualcosa e battersi, anche a costo di sbagliare. Perché l’errore, comunque, è sempre meglio del nulla''.

 

Lei. che amò un eroe ribelle della resistenza al regime dei colonnelli in Greca, da corrispondente di guerra aveva raccontato tanti regimi dittatoriali.

''Una cosa è morire sotto una tirannia che ti opprime coi plotoni di esecuzione, e una cosa è vegetare sotto una tirannia che ti opprime con la falsa benevolenza e l'opportunismo di chi vi si adegua. Nel primo caso, infatti, puoi impugnare una roncola o un fucile e combattere. Nel secondo, non puoi fare nulla.

Non sarebbe mai andata via dall'Italia, se la decadenza dell'Italia non l'avesse in qualche modo costretta. "A chi mi chiede di abbassare il volume rispondo che, se vuole silenzio, può sempre morire'' disse.

Giornalista coraggiosa, scrittrice intensa, voce libera e indomita fu un esempio luminoso di passione, intelligenza e forza femminile. La sua indipendenza intellettuale rimane un esempio di libertà di pensiero. 

E' questa la sua più grande eredità. E dobbiamo sempre tenerla viva e presente.

 


Autore: Corona Perer

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