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Tra Stato e Mercato, le Comunità

Agosto Degasperiano - La Valsugana ha ricordato il costruttore della nostra Repubblica

“Tra Stato e Mercato, le Comunità”: questo il titolo della 28^ edizione della Lectio degasperiana, l’appuntamento più rappresentativo promosso dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi a Pieve Tesino, nel paese che diede i natali al grande statista trentino. Protagonisti della Lectio 2021Giuseppe Guzzetti e Giulio Tremonti.

Nata per onorare la memoria di Alcide De Gasperi nei giorni dell'anniversario della sua morte (che cade il 19 agosto), la Lectio ha acquisito negli anni un’importante dimensione pubblica, richiamando, come accaduto anche quest’anno, un pubblico ampio ed eterogeneo, composto da comuni cittadini, appassionati di storia e di politica e numerosi rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private nazionali e locali.

Politico, banchiere e filantropo, Guzzetti si è iscritto alla Democrazia cristiana nel 1954 quando ancora Segretario nazionale era proprio Alcide De Gasperi e testimone quindi di oltre mezzo secolo di storia italiana;  Tremonti, già Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, è stato Ministro delle Finanze e quindi Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Guzzetti ha caldamente invitato a tornare affermando che «l’epoca degasperiana è passata ma non i suoi valori»  con coraggiosi riferimenti all’attualità: «Abbiamo i vaccini contro i mali del corpo, ma ancora non abbiamo i vaccini contro i più sottili, ma non meno gravi, mali della politica» ha ammesso amaramente Giulio Tremonti, che ha spiegato che la pandemia segna una crisi epocale, biblica, nella storia contemporanea, molto più significativa di quanto ancora si pensi, perché ha mostrato i limiti di molte ideologie ormai superate, prima fra tutte quella del mercatismo, «che è l’ultima grande ideologia sopravvissuta dal Novecento».

I due relatori si sono incontrati intorno al riconoscimento di De Gasperi come lo statista italiano che non solo ha ricostruito la democrazia in Italia, ma che aveva compreso meglio di altri lo spirito nuovo che doveva coniugare la democrazia ai valori della persona e ai diritti. Come ha ricordato Guzzetti, «De Gasperi aveva molto chiaro che le comunità e gli Stati sono soggetti speciali che devono trovare un equilibrio in valori sociali e spirituali più alti». 

 

Guzzetti ha insistito sul rapporto tra lo Stato, il Mercato e il Terzo settore, i “tre Pilastri” della società democratica. Tremonti, che ha riconosciuto in De Gasperi il più grande statista italiano, ha spiegato quanto sia difficile oggi rispettare lo spirito della nostra Costituzione nel ruolo centrale che ha affidato allo Stato in un’epoca in cui la globalizzazione ha preteso di sostituirlo con un mercato che non è sempre all’altezza dei bisogni dei cittadini.

«Certo, la globalizzazione non poteva essere fermata, – ha affermato Tremonti – ma forse poteva essere sviluppata in tempi più lunghi e più saggi». L’ex ministro del Tesoro ha mostrato come un mercato mal guidato e mal regolato abbia preso purtroppo la rivincita sullo Stato e sull’iniziativa economico-sociale delle comunità. «Comunità sono le famiglie, è il volontariato. Il 5x1000 l’ho proposto prima nel 2004, con un articolo sul ‘Corriere della Sera’ e poi nel 2005 con un articolo nella Legge finanziaria. E poi le Fondazioni, e così via, tutti i soggetti intermedi che contengono e conservano la tradizione». Oggi, ha affermato Tremonti, terminata l’illusione di un ordine globale del mondo, sostituita da un disordine globale, «è venuto il tempo per una riflessione generale sulle Regole che l’Occidente deve darsi».

Guzzetti ha ricordato il carattere costruttivo del Terzo settore e di una economia sociale di mercato fondata sul rispetto delle libertà ma anche sulla preoccupazione per le ingiustizie. Ha spiegato l’enorme potenziale di democrazia presente nel Terzo settore e nella libera iniziativa economica delle comunità, oltre che delle imprese più intelligenti che rispettano i principi della sostenibilità.

«Il Terzo settore – ha detto Guzzetti – non è solo una forza economica. È una espressione forte di “fraternità”, una parola che ricorre continuamente nei discorsi degasperiani. Nelle Idee ricostruttive della DC del 1943, De Gasperi scrive che “una democrazia rappresentativa, espressione del suffragio universale, è fondata sulla fraternità”». Guzzetti ha più volte colpito le posizioni populiste e sovraniste che – ha detto – alla fine «non amano il privato sociale e non appena incontrano esempi di cattiva gestione o gente che se approfitta se la prendono con l’intero settore»; ha avuto parole di stima per il presidente Draghi, che vede come un possibile interprete dello spirito degasperiano della ricostruzione civile ed economica dell’Italia. Perché «la politica economica degasperiana appare per molti aspetti molto vicina a quella che potrebbe essere la seconda politica di ricostruzione europea, prevista anche dal PNRR elaborato da Draghi».

Pieve Tesino, 18 agosto 2021

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