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Autobiografia di una nazione nelle lettere di De Gasperi

Andrea Castelli dà voce allo Statista

Una bellissima pagina di storia e un bellissimo viaggio nel novecento e nella nobiltà della politica. Dopo quindici edizioni “tradizionali” della Lectio degasperiana che hanno visto la presenza di storici, giornalisti, studiosi e uomini politici, per l’appuntamento del 2019 si è adottata una formula diversa, dando voce direttamente al protagonista, Alcide De Gasperi, attraverso sue lettere inedite.

L' evento  ha richiamato a Pieve Tesino, paese natale di Alcide De Gasperi, circa 450 persone. Numerosi gli ospiti e le autorità intervenuti a Pieve Tesino, presenti le figlie dello statista Cecilia e Paola De Gasperi e alcuni famigliari di Alcide De Gasperi.

La sedicesima edizione della Lectio, evento che la Fondazione organizza ogni anno per onorare la morte dello statista trentino (quest'anno era il sessantacinquesimo anniversario) ha valorizzato l'epistolario degasperiano, recentemente immesso in una piattaforma online di libero accesso. Un'operazione che ha dimostrato il fascino dei documenti storici. La scelta si è infatti dimostrata vincente: un incontro vissuto con grande intensità anche dal pubblico.

Non poteva esserci titolo più azzeccato per questa Lectio: “L’autobiografia di una nazione nelle lettere di De Gasperi”. Le epistole, magistralmente interpretate dall’attore Andrea Castelli, sono state contestualizzate in efficaci interventi storici  da Giuseppe Tognon, presidente della Fondazione e dell’Edizione nazionale dell’Epistolario degasperiano.

Il percorso di lettura ha preso le mosse nei primissimi anni del Novecento, con un giovane De Gasperi già civilmente impegnato nel contesto trentino tirolese. E' già animato da un forte sentimento religioso e sociale, e - appena ventenne - è già un punto di riferimento anche per le Società operaie cattoliche delle valli più periferiche del Trentino.

La prima guerra mondiale segna uno spartiacque fondamentale: una lettera inedita ha svelato  che fra il 1915 e il 1917 non è mai potuto rientrare in Trentino perché gli era stato ritirato il passaporto. Si adopera per ottenere la scarcerazione della giovane Bice Rizzi, futura prima direttrice del Museo del Risorgimento di Trento e figura di spicco del Novecento trentino. Si esprime preoccupato sul progressivo affermarsi del fascismo, si lamenta col vescovo per l'ottusità dei preti, si chiede cosa Mussolini pensi di lui e qualche tempo dopo (è già il 1923) si dice “triste fino all’esaurimento” a causa della censura . “La stampa fascista fa di me un vero massacro.” scrive il futuro statista. Commoventi le lettere dal carcere, dove emergono fede e forza. “La mia vita non è spezzata”.

Scrivendo a Tullio Odorizzi, futuro primo presidente della Regione Trentino-Alto Adige, allora ventiquattrenne, confessa un senso di fallimento. Uscito dal carcere, ma emarginato, si sfoga con don Luigi Sturzo: “Vivo – come saprai – tra la famiglia e la biblioteca, all’ombra del Cupolone, ringraziando la Provvidenza d’avermi riservata almeno un po’ di pace esteriore”. Penoso, per lui assistere inerte all’oscuramento d’idee “...che avevano illuminato tanto cammino della nostra vita.”

A 67 anni comincia la sua grande avventura di statista. Crede nei giovani: al giovane e brillante economista Sergio Paronetto scrive : “se c'è da imparare sarò vostro scolaro” Forte e chiaro l’antifascismo di De Gasperi, non contro-ideologia, ma autentico spirito democratico. Nel 1943 è alla guida del Paese. Discute con Palmiro Togliatti del suffragio femminile, con Pietro Nenni del rischio di una guerra civile in Italia, tratta con Fanfani questioni interne alla Democrazia Cristiana,  ma sempre preoccupato della situazione del paese, della sua collocazione internazionale e della ricostruzione.

Andrea Castelli si infervora dando voce a Giorgio la Pira, grande sindaco di Firenze, che nel 1948 gli manda un appello accorato: “Il tema è uno solo: manca il pane perché manca il lavoro. Con il vescovo di Trieste-Capodistria, chiede atti utili per la questione dei confini a Fiume e Pola. “Momenti duri ci attendono” chiosa.
E attorno a De Gasperi amici, collaboratori, compagni di partito, avversari politici, capi di Stato, religiosi… Ammonisce un giovane Giulio Andreotti “Quando diventerete saggi, v’accorgerete che avevo ragione; ma sarà tardi”. E infine, poco prima di morire, l'Europa. Prendendo atto che la CED, il progetto di costituire un esercito unico europeo, è destinato al fallimento, De Gasperi non trattiene lo sconforto con Amintore Fanfani: “...Che una causa così decisiva e universale sia divenuta oggetto di contrattazione ministeriale ...è veramente spettacolo desolante e di triste presagio per l'avvenire. Sono molto buio, e spero che forse il mio isolamento mi faccia vedere più nero di ciò

L'agosto degasperiano ha ospitato quest'anno anche Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro e ad oggi una delle figure più esposte nella lotta alla ‘Ndrangheta, che lo scorso 13 agosto al Giardino Borsieri di Civezzano ha parlato della battaglia quotidiana per la legalità e contro le mafie. Pochi meglio di lui conoscono i meccanismi di mafia, camorra e 'ndrangheta.  «Ho avuto soddisfazioni inimmaginabili. Quindi, anche se morissi domani, per me non sarebbe un problema. Ma non mi fermo, sia chiaro, a non fare le cose per paura di essere ammazzato» ha detto.

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Prosssimi incontri

 > Martedì 20 agosto a Caldonazzo Ferruccio de Bortoli

> mercoledì 21 agosto al Castello di Pergine, Antonio Perazzi

> martedì 27 agosto a Telve,  Chiara Valerio, 

> giovedì 29 agosto, ad Arte sella Luigi d’Elia

sabato 31 agosto, al Giardino d’Europa di Pieve Tesino, Simone Cristicchi


Tutti gli eventi in programma saranno ad ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è stata organizzata grazie al contributo della Fondazione Caritro e dell’Apt Valsugana-Lagorai e si avvale della collaborazione di moltissime realtà del territorio. Maggiori informazioni su www.degasperitn.it

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