Viaggi & Reportages

Il turismo in Valsugana è certificato

Destinazione d'eccellenza per il turismo sostenibile

"Incastonato tra le colline del Trentino, dove si fondono le culture italiana e austriaca è scenicamente impressionante: le acque limpide riflettono le montagne lussureggianti e i piccoli paesi che si affacciano. Ci sono anche dei segreti sulle sue pendici. Fai un'escursione qui e potresti incontrare resti di fortezze e trincee della prima guerra mondiale o sculture contemporanee della galleria all'aperto di Arte Sella. Prendi anche tu la tua bicicletta: con innumerevoli sentieri di montagna e sentieri facili, la zona è il paradiso del ciclismo".
Con queste parole  il "The Times" che lo ha inserito tra i sette specchi d'acqua delle Alpi che vanno assolutamente visitati.

Questo comprensorio del resto non fa del fascino-green uno slogan. Da queste parti si investe con convinzione in sostenibilità. Se il verde delle vallate e il blu dei laghi portano a dire che la Valsugana e il Lagorai sono le mete ideali per una vacanza a tu per tu con la natura, perché non provare a certificare questa offerta turistica? La sfida ha trovato nel suo cammino operatori pronti a raccoglierla nel processo di certificazione ambientale riconosciuto dalle NAZIONI UNITE - Global Sustainable Tourism Council (GSTC)- che  fa della Valsugana non solo un luogo dove è bello vivere, ma anche un luogo riconosciuto come realmente sostenibile.

E' la prima destinazione italiana ed europea ad essere certificata. Il che significa coltivare i criteri fissati dal GSTC non solo mantenendo un paesaggio incontaminato, ma anche rendendolo facilmente accessibile secondo una filosofia della sostenibilità che abbraccia qualsiasi sfumatura: dall’ospitalità alla ristorazione, dalle proposte di svago alla gestione dell’ambiente a 360°.

Stefano Ravelli, Amministratore Delegato dell'Apt Valsugana Lagorai spiega che questo impegno richiede un lavoro quotidiano anche immateriale, cioè culturale che deve partire dal basso. “E' importante che anche chi risiede in Valsugana viva la sostenibilità in forma attiva: non ne è solo il primo fortunato destinatario, ma anche un protagonista di processi che poi si irradiano nella qualità dell'offerta” spiega Ravelli che si auspica dal cammino per la certificazione un altro risultato indiretto.

“Se la percezione di risiedere in un luogo dove è-bello-vivere sarà patrimonio comune allora anche tutti i cittadini di questa valle sapranno essere i primi agenti di comunicazione verso il turista” afferma. “Il loro sorriso e il loro benessere sarà quello che inviterà il turista a scoprire tutte le ricche e variegate proposte del nostro territorio che offre non solo natura, ma anche arte, storia, gastronomia, percorsi salute, termalismo. Rimettiamo quindi al centro il residente che diventa un importante attrattore per catturare nuovi turisti sensibili al tema della sostenibilità e della qualità della vita”.

Sono quindi molteplici gli obiettivi di questo lavoro che si muove tra due poli e due parole chiave: massimizzare (i benefici) e minimizzare (gli impatti negativi). In dettaglio per essere certificati si è dovuto dimostrare la gestione sostenibile della destinazione; massimizzare i benefici sociali ed economici e minimizzare gli impatti negativi per la comunità ospitante, le comunità, i visitatori, il patrimonio culturale e l’ambiente.

Da queste parti si pratica quindi la bellezza naturale e globale, fatta di cultura. E' certamente anche per questo motivo che la Valsugana è stata scelta come sede ufficiale del ritiro della nazionale italiana di rugby. E' emblematico che uno sport fortemente adrenalinico abbia puntato sulla dolcezza dei suoi spazi per ritemprare mente e membra. E così in vista di Giappone 2019, durante i mesi di giugno e luglio si sno svolti qui gli allenamenti della Nazionale Italiana di Rugby, guidata dal coach Conor O'Shea, che ha individuato in questo scenario il luogo ideale per un ritiro mirato ad affinare tecniche e strategie.

 

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