Arte, Cultura & Spettacoli

Arte Sella e il canto della fragilità

Fino a ottobre l'opera sonora ''Urlo di Vaia''

A ottobre 2018, a seguito della tempesta Vaia, Arte Sella dichiarava di voler ripartire “dalla certezza che una forza generatrice è al lavoro e va assecondata, guidata, coltivata e, con Arte Sella, tutti coloro che hanno a cuore il nostro futuro”.

È passato quasi un anno dalla tempesta Vaia ed Arte Sella nel corso del 2019 ha saputo risollevarsi da un momento di grande difficoltà, forte di una risposta corale che ha permesso di ripristinare in poco tempo i principali percorsi espositivi, di ricostruire molte delle opere danneggiate e di realizzare le sorprendenti installazioni di Edoardo Tresoldi, Henrique Oliveira, Ian Ritchie ed Eduardo Souto de Moura.

La solidarietà ricevuta da moltissime persone, è stat commovente. Per ringraziare della straordinaria ed inattesa solidarietà ricevuta nel corso di questi mesi, Arte Sella ha così deciso di dedicare una giornata speciale a tutti coloro che hanno contribuito alla rinascita tramite la raccolta fondi dell’associazione Sostenitori di Arte Sella, offrendo l’ingresso gratuito ad ogni donatore e ad un suo accompagnatore. Le tappe della ricostruzione dal 29 ottobre fino ad oggi e quanto ancora deve essere realizzato e ricostruito soo state raccontate nella giornata dei sostenitori svoltasi a metà settembre.

Tra le iniziative il progetto speciale #iloveartesella, che ha il suo cuore in una speciale foglia d’oro, metafora di bellezza e purezza, simbolo della rinascita, proposto e creato da Marta Burato. Al progetto hanno aderito numerosi artisti che in questi anni hanno collaborato con Arte Sella: tra gli altri Mario Brunello, Marco Paolini e Giovanni Sollima.

Fino al mese di ottobre 2019 Malga Costa ospita L'Urlo di Vaia, un'opera sonora creata dagli artisti Vera Bonaventura e Roberto Mainardi di Officinadidue. È la testimonianza della forza della tempesta che ha sradicato in 5 ore 14 milioni di alberi tra il 28 e 29 ottobre 2018: riviverla in uno spazio comune e protetto consente di condividere un trauma e poterlo comunicare, esternare trasformandolo in memoria collettiva.

Una delle espressioni artistiche per dire il  delicato rapporto uomo e natura, perfettamente in linea con il programma 2019 di Arte Sella sulla fragilità, ha preso forma nella straordinaria opera del brasiliano Henrique Oliveira, artista internazionale e voce significativa dell’arte contemporanea. Dopo aver esposto un lavoro in Francia a Le Havre, ha realizzato per Arte Sella l’opera “Radice comune”.

Due querce secolari, con un lavoro paziente e di grande abilità, sono state intrecciate per farne un inno al desiderio di stabilire una nuova alleanza tra uomo e natura.

“Il mio desiderio è che il lavoro possa essere una sorta di energia trasformativa che si insinua sotto la superficie del mondo. Non si tratta tanto di costruire una scultura, quanto di coltivarla: sarà sicuramente possibile in futuro, nel frattempo questo sogno può essere realizzato attraverso un impegnativo processo artigianale. Le mente delle persone è capace di trasformare la società tanto quanto la tecnologia delle macchine” afferma Oliveira.

 www.artesella.it

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La nostra recensione: le opere del 2018
ARTE SELLA, MAGIA NEL BOSCO - di Corona Perer

(Arte Sella 18.8.2018) - E' ormai una tappa obbligata per chi sceglie la Valsugana per una vacanza: Arte Sella è arte nella natura ma anche architettura della natura e la vicinanza al mondo dell’Architettura e del Design ha portato spesso i protagonisti internazionali a confrontarsi con la splendida Natura della Val Sella.

Arte Sella è un luogo magico e occupa ormai un posto di prima grandezza tra i musei a cielo aperto dove la vera e grande landart ha trovato spazio e scenari impareggiabili. Ma è anche un luogo dove si sta bene, dove è possibile attraversare l'anima proprio come invita a fare l'opera di Will Beckers che crea una stanza intima dentro le viscere di una pianta, un invito meraviglioso ad entrare, sentirsi, andare verso il cielo e ritrovare nella natura il piacere della  lentezza che è fatta di pazienza, attesa, speranza.

Sono solo i valori positivi a raggiungere il visitatore, e il verde, gli alberi maestosi, i sentieri dolci ne sono il tramite. L'effetto è uno “star bene” dentro un soffitto magico: il cielo.

La collezione si arricchisce di anno in anno e allo stesso tempo può impoverirsi. Tutti gli artisti che partecipano ad Arte Sella accettano di ingaggiare con la natura la sfida del decadimento e anche della distruzione. Se le opere marciscono vengono transennate per la sicurezza dei visitatori e poi bruciate, quasi mai rimpiazzate anche se in rarissimi casi è accaduto.

L'artista che viene invitato accetta dunque la caducità della sua opera d'arte che del resto - una volta consegnata al parco - non è già più sua, ma della natura. E' un dialogo tra artista e Madre Natura che ha chiamato di anno in anno i migliori performer impegnati ad immaginare anche l'oltre delle proprie opere, la possibile azione nel tempo di muschio, ramaglie, erbe invasive.

E' stato così anche per Michelangelo Pistoletto che ad Arte Sella ha portato il suo Terzo Paradiso, soprannominato anche trincea della Pace perchè questi luoghi hanno vissuto anche la tragedia della guerra. L'infinito entro il quale l'artista ha costruito l'armonia, trova un confine positivo: appunto una trincea non di guerra, ma di pace.

Il visitatore cammina tra il bosco geometrico intagliato negli alberi da Urs Twellmann (2012), che richiama al magico incastro che genera la vita, sorprendendosi continuamente dell'armonia che queste opere vanno a costituire con l'ambiente. Le 12 lastre di Rinus Roelos che sviluppa la geometria attorno ad una tessitura e richiama alla memoria la tela di Penelope, sono le più contese per uno scatto, ma ogni opera ha in sé un fascino magnetico: la chiocciola gigante, i nidi, il seme di Alison Stigora, Tana Libera Tutti di Patrick Dougherty (2011),  la campana dove fermarsi a sentire il proprio respiro.

Esperienze forti che lasciano tracce positive nello spirito, ed è bello osservare soprattutto le reazioni dei bambini che si divertono ad attraversare l'arte, trascinando anche gli adulti. Per la famiglia e per un'iniziazione all'arte, questo è il posto giusto ad ogni età.

Il Solstizio di Roberto Conte realizzato con castagno proveniente dai boschi di Torcegno, lavora attorno al tema del prima e del dopo: del ritorno. Così come ogni giorno segue quello che precede e anticipa quello che verrà.

Completamente rinnovato da qualche anno il Teatro di Arte Sella dove Rainer Gross ha calato “The cube” l'esplosione di un cubo, ovvero la disarmonia di una figura geometrica compiuta. L'uso del rosso e del nero richiama anche la Guerra. L'opera realizzata nel 2015 è l'eco di quella che lo stesso artista aveva realizzato un anno prima, “The Square” dove due giganteschi triangoli in posizione apparentemente precaria vogliono accennare allo stesso tema: la disgregazione, la separazione, la distruzione che si origina dalla guerra e al tempo stesso la necessità della ricomposizione del quadrato.

Stupisce “Mood” (Stato d'Animo) Bob Verschueren, opera “viva” i cui rami risentono del tempo e possono piegarsi per tornar alla posizione originaria se idratati. Sta andando incontro ad un parziale disfacimento Ponte 2, di Stieven Siegel attraversarlo non è più possibile, ma i muretti che lo compongono e che sono stati realizzati con la carta di giornale tengono benissimo ancora. L'artista che l'ha realizzato lavorava in discarica e aveva notato la grande resistenza e pesantezza della carta bagnata. Da questa osservazione venne la sua pratica artistica.

Poco prima di giungere alla Cattedrale di Giuliano Mauri che ha reso celebre Arte Sella - e continua a crescere - ecco una delle meraviglie di Arte Sella, frutto dell'ultima stagione di opere. Si tratta di “Recevoir” di John Grade, realizzata di recente (2018) con cinquemila pezzi di plastica riciclata, tutti lavorati a mano fino a renderli dei cucchiai appesi ad una rete. Vanno a ricevere ciò che il cielo regala: pigne, aghi di pino, pioggia e grandine, e quando sarà tempo anche la neve. Un'opera di magistrale bellezza che prende corpo da una rete sospesa. Il tutto pesa 350 chili al vuoto, 700 se i cucchiai si riempiono. Durerà? Non è importante. Il risultato che produce è maestoso: sembrano due immensi lampadari di cristalli sospesi nel bosco. Il tutto vibra col lieve soffio del vento e la sua danza leggera è arte, musica nel bosco. Anzi è Poesia.

Sul piano artistico il 2018 vede in primo piano l’Archistar Kengo Kuma, maestro giapponese che sta realizzando il nuovo stadio olimpico di Tokyo 2020, che ha portato il suo Kodama ad Arte Sella. Kodama, che in lingua giapponese significa “lo spirito dell’albero”, è idealmente una sorta di “sfera”, definita da un unico elemento in larice massello locale, che si incastra come un rompicapo giapponese, come un grande gioco per bambini.

Il percorso di Arte Sella ha nel Trabucco di Montagna  di Arne Quinze (2017) un passaggio obbligato: il caos che esprime a prima vita regala nella sua parte più intima il colore dell'arte contemporanea. Sembra un monumento alla resilienza e una volta “esperita” si capisce che Arte Sella non sarebbe la stessa senza.

L'inaugurazione delle opere 2018 di Arte Sella, ha permesso di conoscere le novità di questo 2018 che ha ricollocato Villa Strobele (dove tutto è cominciato) al centro di una storia di lungimiranza che non è mai finita (perchè è la natura a continuare l'opera) e che continua: in questi giorni il francese Cédric Le Borgne sta realizzando La donna invisibile, un’opera che, come dice il titolo stesso, richiama una misteriosa figura femminile nascosta tra gli alberi dell’Area di Malga Costa, là dove “la vita si fa più selvaggia e ci chiama”, citando le parole dell’artista.

Tra gli eventi 2018 di Arte Sella anche la presenza di Michele De Lucchi, maestro italiano e grande amante del legno che ha installato nel giardino di Villa Strobele "Dentro Fuori". L'opera richiama l’immagine del muro visto sia come simbolo di protezione e sia come "porta" che conduce in un altro ambiente, finestra su un paesaggio naturale o antropologico.

Cresce intanto e muta nel tempo la "Cattedrale vegetale" di Giuliano Mauri. È rimasta il motivo principale di una visita ad Arte Sella e da sola ...vale la visita. Singolare la storia di questa opera che era stata progettata alla fine degli anni 1980 e pubblicata in Germania. Presentata alla Triennale di Milano, non era stata mai realizzata a causa della sua grande complessità strutturale. Ma Arte Sella ha dimostrato che poteva darle una casa e così è stato: l'opera ha avuto un grande successo di pubblico, fin dalla sua piantagione attirando molti visitatori, che periodicamente tornano per vedere i progressi. E la trovan sempre bella, d'estate come d'inverrno.

info su: www.artesella.it
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