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Scienza, Ambiente & Salute

Dopo Vaia, il bostrico imperversa

Dovranno essere tagliati 135mila metri cubi di alberi colpiti nel 2021

I monitoraggi confermano la forte diffusione dell'insetto endemico soprattutto nei boschi del Trentino orientale.  Attacca piante a terra, fino a quando il contenuto d’acqua sotto corteccia è sufficientemente alto, o piante in piedi e indebolite; di queste ultime decreta la morte. Dovranno essere tagliati 135mila metri cubi di alberi colpiti nel 2021.

La presenza dell'insetto, in crescita in tutta Europa, prosegue a 3 anni di distanza dalla tempesta Vaia anche sul territorio provinciale ed in particolare nella zona orientale, dove la popolazione di abete rosso sopravvissuta alla forza distruttrice del maltempo sta mostrando sempre più frequentemente i tipici segni di ingiallimento e arrossamento della chioma.

I più colpiti sono i distretti di Pergine Valsugana, Borgo Valsugana, Cavalese e Primiero. Ad oggi sono dunque già 135mila i metri cubi di legname assegnati dalla Provincia autonoma di Trento alle aziende boschive e destinati al taglio nel corso del 2021, nell'ambito dell'attività condotta dai distretti forestali. I numeri relativi agli alberi colpiti quest'anno dal bostrico sono comunque molto più elevati: il conto finale del materiale danneggiato sarà disponibile solo a fine anno.

I dati delle “trappole” stanno confermando la forte diffusione del bostrico, che non è stata rallentata nemmeno dallo sfavorevole andamento stagionale caratterizzato da basse temperature e frequenti eventi piovosi. Prosegue inoltre l'attività di formazione del personale forestale, attraverso sopralluoghi in campo per riconoscere i segni iniziali di un attacco.

Le esperienze dei paesi mitteleuropei hanno dimostrato che è necessario aspettare circa 5-6 anni dagli schianti per iniziare a vedere una graduale diminuzione delle pullulazioni. Un dato indicativo, che dipende strettamente dalle azioni preventive messe in atto e, non secondariamente, dagli andamenti stagionali.

Accanto alla rimozione del materiale danneggiato attraverso le consuete attività gestionali del bosco, fondamentale è agire preventivamente, in particolare nelle zone dove la pullulazione non è ancora diffusa, con la rimozione delle piante colonizzate entro la prossima primavera. Di fatto l'individuazione precoce degli alberi infestati e il loro immediato abbattimento ed esbosco costituiscono la forma più efficace di lotta contro il bostrico.

Nelle zone in cui gli effetti del bostrico risulteranno più estesi e laddove le funzioni del bosco siano state compromesse, il Servizio foreste procederà al rimboschimento dopo la rimozione degli alberi colpiti, come già avvenuto dopo il passaggio di Vaia. Unico aspetto positivo è che questo fenomeno si inserisce in un momento particolarmente favorevole per il mercato del legname, con prezzi alti e forte richiesta, secondo quanto riportato dal portale del legno Trentino (Cciaa).
 

LA TEMPESTA E L'AZIONE DI RECUPERO

All'epoca la tempesta Vaia, erano stati colpiti 2.100 proprietari di boschi in 86 Comuni. L'area danneggiata ammontava a un totale di 5.918 ettari, pari all'1,7% dell'intera superficie forestale dell'Alto Adige. Per garantire un accesso sicuro alle aree interessate dalle raffiche di vento per la rimozione è stato necessario riparare le strade forestali e costruire strade rurali e diverse teleferiche.

La quantità di legno danneggiato attualmente conservata in Alto Adige è infatti molto grande, perché un anno dopo Vaia, ossia nel novembre 2019, le foreste dell'Alto Adige sono state colpite da un altro episodio di maltempo con piogge forti e vento. A livello provinciale è stato stimato un altro milione di metri cubi di legname abbattuto a causa della neve. Di questi, alla fine del 2020 erano già stati lavorati 600.000 metri cubi.

Lo scorso novembre si è verificato un altro evento meteo estremo con danni a causa della neve per un totale di circa altri 500.000 metri cubi di legname. Tuttavia, una stima più precisa sarà possibile solo nella primavera del 2021. I danni economici che ne sono derivati per i proprietari dei boschi sono enormi. La Provincia ha tentato di sostenere i danni con sussidi. Fino al 30 novembre 2020 sono pervenute 1.855 domande, per un totale di 15,4 milioni di euro di aiuti erogati.

Sul fronte della raccolta gli oltre 1,6 milioni di metri cubi di legname schiantato dalla tempesta Vaia (su una superficie di 6.000 ettari) sono già stati asportati. "Con grande professionalità e buona collaborazione, quasi tutta la massa di legno schiantato è stata lavorata - spiega l'assessore provinciale Arnold Schuler - ma una piccola quantità di legname rimarrà nei boschi: si tratta di zone inaccessibili da dove il materiale non può essere asportato in modo economico né sicuro".  L'impegno è stato enorme per la lavorazione e la rimozione del legname.

 

 

 

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