Scienza, Ambiente & Salute

Pollini, temuti...ma anche utili

Esplosione di pollini di abete rosso, carpino e betulla

La primavera è la stagione critica per gli allergici e i più fastidiosi sono quelli delle piante di carpino nero e betulla che quest'anno registrano un picco ben sei volte superiore alla media degli ultimi trent’anni con concentrazioni eccezionalmente elevate.

In questi giorni si vedono nuvole gialle salire dai boschi in Alto Adige, soprattutto dai boschi di abete rosso. È il polline di questa specie, che con il 61% è quella più presente nella Provincia di Bolzano. Le condizioni termiche e di umidità hanno fatto sì, che quest'anno la produzione di polline sia particolarmente abbondante con la presenza corrispondente di numerosi fiori femminili di colore rosso, le future pigne, pronti ad accoglie il polline.

Se le condizioni ambientali continueranno ad essere favorevoli e non vi saranno gelate tardive, sarà un grande aiuto per la produzione e la qualità dei semi, oltre alla loro germinabilità, perchè il polline abbondante, accelera il rimboschimento.

Questo particolare fenomeno che viene chiamato nel gergo tecnico "pasciona" si ripete a scadenza pluriennale. Soprattutto per le zone tormentate dalla tempesta Vaia nel 2018 e quelle soggette agli schianti da neve nel 2019, questa situazione aiuterà a dare un apporto favorevole al progressivo rinnovamento naturale delle superfici boschive denudate.

La produzione di polline abbondante di quest'anno contribuirà inoltre a fornire in autunno ottimi semi per rimpinguare le riserve da utilizzare nei vivai della Ripartizione foreste per la produzione di piantine da rimboschimento negli anni a venire.

Attraverso il monitoraggio aerobiologico condotto dalla Fondazione Edmund Mach è  stato di recente verificata anche una vera e propria esplosione di polline di carpino e betulla, due piante arboree, particolarmente allergeniche, che ha raggiunto nei giorni scorsi un picco ben sei volte superiore alla media degli ultimi trent’anni.

Chi soffre di allergia ai pollini ha avvertito questa situazione particolare. L’Azienda Sanitaria di Trento fa notare che in queste settimane molte sono state le chiamate telefoniche e le richieste per via informatica di pazienti allergici che segnalavano preoccupati la presenza di sintomatologia particolarmente forte e persistente, molto più intensa rispetto agli scorsi anni: ostruzione nasale importante, congiuntivite, tosse ed asma.

“Alla terapia a loro disposizione, spesso “solo” sintomatica (antiistaminico e broncodilatatore) - spiega Romano Nardelli, direttore dell’Unità operativa di pneumologia dell’Ospedale di Arco -, è stato necessario associare una terapia steroidea topica (spray nasale e/o spray bronchiale) e talvolta anche sistemica. I disturbi hanno coinciso con il picco dell’emergenza Covid 19 ed il timore di molti era anche legato al poter distinguere i sintomi allergici da quelli dell’infezione virale''.

L’assenza di febbre, presente in modo eccezionale nell’allergia, la rapida alla ottimizzazione della terapia farmacologica hanno consentito e consentono di differenziare rapidamente le due patologie. Anche l’asma non è un fattore di rischio particolare ma deve essere tenuta sotto controllo in modo ottimale.
La stagione - fa notare il Centro di monitoraggio aerobiologico della FEM - prosegue ora con la fioritura delle graminacee il cui polline, in fondovalle, raggiungerà il suo picco all’inizio di maggio. Ha iniziato il suo lungo periodo di fioritura anche la parietaria, che raggiungerà il picco in estate e proseguirà a rilasciare polline in atmosfera fino in autunno.

Il “bollettino pollini”  > qui

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)