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Il Bollettino dei pollini, arma preziosa

Esplosione di pollini di olmo favorita dalle temperature

La primavera è la stagione critica per gli allergici e i più fastidiosi sono quelli delle piante di carpino nero e betulla che quest'anno registrano un picco ben sei volte superiore alla media degli ultimi trent’anni con concentrazioni eccezionalmente elevate.

Ontano e cupressacea si avvicinano al valore di picco, nocciolo si mantiene a concentrazioni elevate, compare il polline di pioppo.

Passata l’ondata di freddo polare, in questi giorni si registra un incremento delle temperature. Così, dopo un gennaio pressoché privo di pollini nell’aria, dalla metà di febbraio vi sono le prime fioriture e aumenta la presenza di pollini. " “È molto importante fornire alle persone che soffrono di allergie un servizio puntuale sull’andamento della carica pollinica giornaliera. Grazie al lavoro del Laboratorio biologico dell'Agenzia provinciale per l'ambiente e la tutela del clima si ottengono risultati che consentono di dare indicazioni ulteriori sulle misure di prevenzione e protezione”, afferma l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato.

Dalla metà di febbraio fioriscono noccioli e ontani. Nelle aree meridionali della provincia sono pronti a sbocciare anche i cipressi. “Se il tempo permane soleggiato e asciutto queste piante dovrebbero fiorire e, soprattutto in presenza del vento, rilasciare grandi quantità di polline nell’aria”, sottolinea Edith Bucher, responsabile del Servizio di informazione pollinica. “Cariche polliniche elevate potrebbero così interessare tra febbraio e marzo in particolar modo anche le aree limitrofe ai boschi, tipico habitat del nocciolo, o quelle lungo rii, fiumi e laghi, dove crescono gli ontani”, fa presente Bucher.

“Il 2020 è stato un anno record per il volo pollinico in Alto Adige”, afferma Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio biologico, stilando a inizio della stagione dei pollini un bilancio su quella trascorsa. “Dall’avvio delle rilevazioni riferite al volo pollinico nel 1994 ad oggi non erano state mai rilevate concentrazioni di pollini nell’aria talmente elevate”, fa presente Stenico. L’intensità del volo pollinico dipende da molteplici fattori: contano la quantità dei boccioli e in particolar modo le condizioni meteo prima e durante la fioritura. Nella passata stagione per le temperature miti si era registrato un anticipo di fioritura, a differenza che nel 2021.

Attraverso il monitoraggio aerobiologico condotto dalla Fondazione Edmund Mach è  stato di recente verificata anche una vera e propria esplosione di polline di carpino e betulla, due piante arboree, particolarmente allergeniche, che ha raggiunto nei giorni scorsi un picco ben sei volte superiore alla media degli ultimi trent’anni.

Chi soffre di allergia ai pollini ha avvertito questa situazione particolare. I disturbi possono far temere il Covid 19: come distinguere i sintomi allergici da quelli dell’infezione virale?

L’assenza di febbre, presente in modo eccezionale nell’allergia, la rapida alla ottimizzazione della terapia farmacologica consentono e consentono di differenziare rapidamente le due patologie. Anche l’asma non è un fattore di rischio particolare ma deve essere tenuta sotto controllo in modo ottimale.
La stagione - fa notare il Centro di monitoraggio aerobiologico della FEM - prosegue ora con la fioritura delle graminacee il cui polline, in fondovalle, raggiungerà il suo picco all’inizio di maggio. Ha iniziato il suo lungo periodo di fioritura anche la parietaria, che raggiungerà il picco in estate e proseguirà a rilasciare polline in atmosfera fino in autunno.

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