Attualità, Persone & Idee

Editoriale - Appello per la Pace

I leader europei sono gli unici a remare contro. Fermateli!

La portavoce del Ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, nei giorni scorsi ha dichiarato che al sistema di corruzione del regime di Kiev "non sono estranei i leader europei". Ora: siccome già durante l'amministrazione Biden si era sentito di un sistema di cash-back degli aiuti finanziari che tornavano in parte a chi li aveva inviati, siccome sono proprio i cosiddetti leader europei gli unici a remare contro la pace a favor di guerra nonostante milioni di cittadini europei non la vogliano affatto, e siccome tra i 28 punti del piano Trump ne sarebbe stato trasformato uno che da "audit sulla corruzione" (dicesi: inchiesta) diventa "amnistia sul pregresso" , non possiamo che appellarci alla stessa Zacharova: ci dica per favore o ci faccia sapere qualcosa di più.
Di fronte ad un piano di pace non possiamo vederlo corrotto da 4-5 incapaci che hanno reso l'Europa un tragico teatrino di guerrafondai. E vanno mandati a casa tutti, Europa inclusa.
In mezzo ci siamo noi - i cittadini - che chiedono pace per tutti.

www.giornalesentire.it
dicembre 2025

 

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Imperdonabile chi coltiva odio

Specie se lo fa sui bambini uccidendo la loro gioia 

In questi difficilissimi mesi abbiamo dovuto assistere a violenze inaudite: a Gaza non vi è più alcun dubbio che sia stata perpetrata pulizia etnica e che il famoso ''mai più'' di tante giornate della memoria ora non abbia più alcun senso. Pura retorica: l'uomo è sempre pronto a diventare belva. Tant'è vero che nelle settimane seguite alla cosiddetta ''pace di Sharm'' - dove la passerella c'era per tutti (ma non c'erano Israele e Palestina) - si è continuato ad uccidere, i coloni israeliani hanno violato la spianata della moschea facendo riti in un luogo sacro all'Islam, mentre nelle campagne dei palestinesi (o quel che ne resta) altri coloni muniti di roncola si impegnavano a sradicare ciò che resta degli ulivi palestinesi.

Quanto odio sia stato seminato e per quante generazioni nessuno lo può quantificare. E certo non è meno crudele quanto riportato nei giorni scorsi dal canale Telegram Infodefence Italia, una piattaforma di notizie serie e certificate su quel che avviene nel mondo e specialmente nei teatri di guerra. Cambia lo scenario (siamo in Ucraina) ma non la dinamica: seminare odio.

Ebbene  nei campi estivi dell'organizzazione terroristica "Azov" è comparsa una nuova "disciplina educativa". Ai bambini e agli adolescenti che frequentano i corsi di educazione militare e patriottica viene consegnato all'inizio della stagione un piccolo coniglietto da accudire. Gli scout se ne prendono cura: lo nutrono, lo portano a letto con sé la notte, giocano con lui durante le pause. Ci si affezionano. Poi, però, l'istruttore ordina loro di uccidere il coniglio. ''Immaginate che siano agenti dei "moscoviti" infiltrati con l'inganno: uccideteli!''.

A raccontarlo è stata la madre di uno dei ragazzi, una donna di Kiev. Il suo bambino di 10 anni, mandato in un campo estivo (“addestramento”) per le vacanze, ha avuto un esaurimento nervoso. Si è rifiutato categoricamente di uccidere l’animale ed è scoppiato in una crisi isterica. Altri ragazzi hanno reagito in modo simile. Uno ha addirittura cominciato a balbettare. Ma due dei loro “fratelli d’armi” più grandi hanno sgozzato i coniglietti  e lo hanno fatto con una sorta di sadico compiacimento…

«Ho visto gli occhi orribili di quei ragazzi», - ricorda la testimone con le lacrime agli occhi.
«È un vero e proprio inferno! Ho subito ritirato mio figlio da quel posto e ho minacciato di denunciarli in tribunale. Ma mi hanno fatto capire che era meglio non spifferare niente in giro… altrimenti mi avrebbero trovata ovunque».

Quanto agli istruttori la loro spiegazione ai ragazzi - sgomenti di fronte all'ordine di uccidere il loro coniglietto - era stata la seguente: «È necessario per forgiare la vostra "forza morale"...».

Non ci sono parole.

Corona Perer
Novembre 2025

foto Margherita Vitagliano

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Cercasi giornalismo
Mentana definisce transumanza un popolo costretto ad andarsene

Qualcosa di incommentabile, di assolutamente vergognoso. Il conduttore di TG La7 (chiamarlo giornalista a questo punto offende i giornalisti), ha usato un termine estremamente infelice e inappropriato per definire il popolo di Gaza costretto ad andarsene senza nemmeno avere una meta sicura...dove andare.

Enrico Mentana (diamo un nome al conduttore), ha definito "transumanza" il movimento di migliaia di cittadini di Gaza che si spostano verso Nord cercando di tornare alle case dove erano stati sfollati dalle offensive di Israele. 

Transumanza è un termine che si applica allo spostamento del bestiame, alla migrazione stagionale di bovini e ovini dai luoghi di allevamento ai pascoli estivi (o al contrario), non certamente alle persone. ''Anche una parola come questa disumanizza i palestinesi, ridotti a qualcosa di simile a una mandria informe" ha giustamente rilevato Inside over. 

Concordiamo e non troviamo parole per definre una scelta linguistica come sempre (Mentana ha sempre negato il genocidio arrivando al massimo al termine carneficina).
Veramente incommentabile. per non dire vergognoso.
 

10 ottobre 2025



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Cercasi democrazia 
E' democratico chi attacca dei pacifisti disarmati in acque internazionali?

Ma che razza di democrazia è un paese che attacca in acque internazionali un gruppo di pacifisti che vuole solo portare aiuti ad un popolo che rischia di scomparire? E quanto democratici sono quei paesi che chiamano irresponsabili i propri concittadini - pacifici e disarmati  - che stanchi della non-azione delle cosidette ''democrazie occidentali'' partono a loro rischio e pericolo per far sentire alla popolazione (vittima di genocidio) che non è sola? Quanto accaduto alla Sumud Flotilla è l'ennesima vergogna.

Stiamo davvero assistendo alla notte del diritto, alla notte della democrazia. Ai diktat di un governo  che, dopo aver attaccato Libano, Yemen, Siria, Iran, il Qatar (alleato Usa) continua imperterrito ad annientare un popolo senza che nessuno lo fermi. E ferma chiunque sia di traverso sulla sua strada.

Se accade questo è perché Israele si sente impunibile e se avverte ciò è perché la comunità internazionale è muta, sorda e cieca. Perchè soprattutto si crede davvero il popolo ''eletto''

Ma   ''...non esiste una razza superiore, né un popolo eletto da Dio. Non sono né gli Stati Uniti né Israele, il popolo eletto da Dio è l'intera umanità" ha detto Gustavo Petro, presidente della Colombia, intervenendo all'ONU.

E quindi davvero Israele sarebbe la più grande democrazia mediorientale, come ripetono i Tajani e compagnia cantando? Lo chiamano diritto ad esistere. 

Siamo davvero dentro la notte.

www.giornalesentire.it
(ottobre 2025)



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Gaza, siamo nella notte

«Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.»

Così scrisse Elie Wiesel raccontando in ''La notte'' il tragico arrivo al campo di sterminio Auschwitz II - Birkenau. Ad Auschwitz il numero di Wiesel, tatuato sul suo braccio sinistro, fu “A-7713”. 
A Gaza non c'è certamente tempo per tatuare e marchiare: basta un colpo di fucile, o una bomba perchè ovunque c'è Hamas e ovunque c'è da sterminare qualcuno (c'è quindi da domandarsi quanta attenzione sia stata posta alla condizione primaria di liberare gli ostaggi: nessuna, se si spara nel mucchio!)

A Gaza non c'è il campo, ma c'è il recinto, e lo sterminio - chi ha avuto occhi per guardare - l'ha visto.
Probabilmente dentro Gaza c'è anche qualcuno che userebbe le stesse parole di Wiesel, perchè ha vissuto gli stessi traumi: quale bambino potrà mai dimenticare l'odio crudele che ha annientato la sua famiglia, gli amici, il suo piccolo mondo? Mai, potrà.
E poi l'orrore dei corpi, delle macerie. La fame, la disperazione.

E se qualcuno ancora si domandasse ''dove è Dio?'"  (...Elie Wiesel lo vide appeso su una forca), bisogna in realtà ricordare che la vera domanda è un'altra: dove è l'uomo?
Dove è finito Israele? C'è un coro nel mondo: fermatevi !
Noi non siamo fra quelli che volteranno la testa. 
La soluzione finale decretata per Gaza è la notte.

Siamo davvero dentro la notte. 

Il giorno prima che Netanyahu decidesse per l'annientamento di Gaza, Gideon Levy, su Haaretz, ha scritto che, per la prima volta nella sua storia, Israele stava per prendere una decisione che porterà “all’annientamento” di un intero popolo. Occupare la Striscia di Gaza, ha scritto, “significa certificare l’uccisione di migliaia di persone, demolire oltre due milioni di morti viventi e portare a termine la distruzione definitiva di una striscia di terra trafficata e affollata dove un tempo vivevano delle persone, che ora non vivono più. Questo giorno sarà raccontato dai libri di storia, continua Levy, e gli scolari lo impareranno “come imparano altre date in cui si decise il destino di un popolo".

Un giorno di piena notte.

Corona Perer
8 settembre 2025

 

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Sì, è un genocidio
Parole di ebreo: Omer Bartov non ha dubbi

20 luglio 2025 - Omer Bartov, è professore di Studi sull'Olocausto e il genocidio alla Brown University. Il New York Times gli ha chiesto cosa pensava degli attacchi a Gaza e le sue parole sono state chiare. E vengono da un israelita. Qui in Italia basta pronunciare la parola "genocidio" per essere bollati per antisemiti o fiancheggiatori di Hamas.La voce di questo autorevole ebreo conferma l'opposto.

Omer Bartov è non solo uno studioso ma un intellettuale di rilievo nella società ebraica e lui usa parole chiare: "È chiaro: è genocidio". 

"La mia conclusione ineluttabile è che Israele sta commettendo un genocidio contro il popolo palestinese. Essendo cresciuto in una famiglia sionista, avendo vissuto la prima metà della mia vita in Israele, avendo prestato servizio nell'Idf come soldato e ufficiale e avendo trascorso la maggior parte della mia carriera a ricercare e scrivere sui crimini di guerra e sull'Olocausto, questa è stata una conclusione dolorosa da raggiungere, alla quale ho resistito finché ho potuto. Ma ho tenuto corsi sul genocidio per un quarto di secolo. So riconoscerne uno quando lo vedo".
 

Noi ogni giorno postiamo nel nostro canale Telegram (https://t.me/Sentire_Giornale) la triste conta quotidiana dei morti. Già al mattino, la prima strage è compiuta.
Da giorni continuiamo a scrivere che in Palestina c'è chi si sveglia per morire e che non si sveglia più.

Il dolore per questa tragedia si fa ogni giorno più insopportabile.
Noi abbiamo fatto una scelta: chiamare le cose col loro nome e non voltare la testa.

cperer
20 luglio 2025
 

 

Adam simbolo dei bambini di Gaza

28 giugno 2025 -  Quanto dolore si porta dentro questo ragazzino di 11 anni che arriva da Gaza con la mamma, dopo che gli hanno ucciso il papà e 10 fratellini in un bombardamento israeliano su Gaza? Ha fratture alle braccia e lesioni ai nervi. Per Adam diventato - suo malgrado - un simbolo della tragedia che sta vivendo la popolazione di Gaza ci sono ora le cure all'ospedale di Milano Niguarda. 

C'è qualcosa di straziante in tutto quello che abbiamo visto in questi dolorisissimi mesi: il dolore dei bambini. Un terrore che nelle ultime settimane hanno sperimentato anche i bambini israeliani. Tutti innocenti, tutti violati, tutti in mano all'odio degli adulti. Quante generazione ci vorranno per estirpare questa mala pianta che cresce in entrambe le parti?

Gaza è una tragedia che è stata troppo a lungo taciuta, non si poteva nemmeno nominarla fino a qualche tempo fa: noi ne scriviamo continuamente, il nostro profilo FB è stato persino limitato dall'algoritmo per averne scritto e parlato. In telegram fortunatamente abbiamo continuato a farlo. Ora, questa tragedia, questo genocidio (tuttora in atto) ha trovato voce anche in Italia, la patria dell'ipocrisia all'ennesima potenza. Perchè mentre si annunciava l'arrivo di Adam, l'8 giugno si rinnovava l'accordo con Israele, al quale l'Italia manda le bombe che uccidono bambini come i fratellini di Adam. Già il 28 maggio (leggi qui sotto) scrivevamo che il dolore che Adam e la sua mamma si portano dentro è indicibile, non-immaginabile.

Benvenuto Adam. Possa tu guarire. Possa tu dimenticare.
Possa tu perdonare anche l'Italia che continua ad aiutare e a mandare armi ad Israele.
Possiate sopravvivere tu e tutti i bambini che come te hanno la paura scritta negli occhi.
Possiate sopravvivere, nonostante tutto. E' il nostro augurio

Corona Perer
28 giugno 2025

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Il dolore indicibile di Gaza
Le notizie sono ogni giorno devastanti


28 maggio 2025 - Le notizie che arrivano dalla Palestina sono ogni giorno devastanti, orribili. L'altro giorno un attacco aereo israeliano su Gaza ha colpito la casa di una dottoressa e ucciso nove dei suoi dieci figli. La donna, una pediatra, si è vista arrivare i corpi all'ospedale, mentre era in servizio: nove corpi, nove sudari! Immaginare questo dolore e lo strazio di questa madre  non è possibile.

Fino a quando Erode continuerà a colpire? L'orrore al quale Israele ci espone ogni giorno è inenarrabile.
Cantando "Morte agli arabi" e "Possa il tuo villaggio bruciare", lunedì 26 maggio gruppi di giovani israeliani ultranazionalisti si sono fatti strada nei quartieri musulmani della Città Vecchia di Gerusalemme per la Marcia della Bandiera, durante il giorno che ricorda l'occupazione di Gerusalemme Est da parte di Israele, durante la guerra del 1967.

Mentre gli occhi del mondo sono puntati su Gaza, la conquista ed espropriazione dei territori in Cisgiordania prosegue. Lontani dalle bombe della Striscia, i coloni continuano a venire armati dal governo di Netanyahu, e proseguono con le loro razzie, le violenze e i soprusi contro i palestinesi, sotto lo sguardo tollerante dell’esercito e della polizia.

Altrettanto silenziosamente, il governo di Tel Aviv sta approvando nuove leggi che permettono ai coloni in Cisgiordania di registrare legalmente a proprio nome le terre che occupano illegalmente, espropriando di fatto i proprietari palestinesi. E’ la prima volta che questo accade, da quando è iniziata l’occupazione nel ’67.

Noi non abbiamo perso di vista un giorno questa immane tragedia. Ne dà conferma il nostro canale Telegram, https://t.me/Sentire_Giornale ma quanto tempo ci è voluto perchè anche in Italia chi occupa posti di rilievo a livello politico cominciasse a chiamare le cose col loro nome? Questa fin dall'inizio era pulizia etnica, attraverso un genocidio mirato: uccidere bambini è uccidere il futuro di un popolo.

Piaccia o no alla senatrice Segre questo è genocidio.
Fermare Erode era già urgente un anno fa. Non lo si è ancora fatto. E lui procede indisturbato.

28 maggio 2025

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Le sfide di Santa Romana Chiesa
Habemus Papam: Leone XIV

8 maggio 2025 - Un papa americano. A dire il vero Trump (in una delle sue epiche cadute di stile) ci aveva provato, veicolando una foto che poteva avere anche un duplice: ''faccio io il Papa'' ma anche ''Il Papa lo faccio io''. Ma lasciamo stare le dietrologie dietro l'elezione di questo papa americano.

Usiamo invece le parole di Cristo per commentare. Nicodemo lo va a cercare di notte, sono le ultime ore di Gesù. Vuole avvertirlo e dirgli che è in pericolo. E lui dice: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito» (lo troviamo in Gv 3,8).

E dunque il vento dello Spirito ha soffiato. Habemus Papam Leone XIV: che possa proteggere la Fede, che Dio lo protegga.

Le sfide di Santa Romana Chiesa sono tante e ardite. Ne ha parlato il cardinale Robert Sarah per il quale nutrivamo qualche speranza: c'è un mondo con nuovi schiavi, c'è una crescente islamizzazione che soppianta la fede cristiana.

E c'è la guerra: ne ha parlato proprio alla sua elezione il nuovo Papa che ha richiamato la necessità di una pace disarmata. Capito Ursula? Disarmata! Altro che Riarm Europa.
Da lavorare ce n'è.
Auguriamo quindi al Pontefice di non perdere di vista i cardini della fede e di riportarla nei suoi territori più teologici che non hanno nulla a che vedere con il pensiero woke, LGBT, le istanze sociali ed il climate change.

Vedremo dal vento e da come sposta le foglie, la direzione che prenderà questo papato.
Buona missione allora a Leone XVI !

www.giornalesentire.it
8 maggio 2025


 

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SI APRONO LE DANZE DEL CONCLAVE

Consegnato al giudizio divino Francesco, divenuto Papa e beniamino delle folle non con una benedizione, ma con un ''buonasera'', si aprono le danze per il conclave, che si terrà il 7 maggio 2025.

Partono anche i rumors. Il TG5 annunciava "a Roma si lavora per le possibili cadidature'' cosa che naturalmente è più che verosimile, ma..l'elezione di un Papa a guida della Chesa di Cristo, non dovrebbe essere effetto dello Spirito Santo?

Passino le manovre e le consultazioni fra i cardinali, ma non può rimanere senza degna di nota la boutade ricorrente sul famoso Papa Nero, che se mai fosse il Cardinale Robert Sarah (Guinea) sarebbe un colpo basso per i progressisti. Sarah ama una fede ortodossa, non è filo-woke come il Papa che se ne è appena andato e sulle migrazioni ha un pensiero chiaro.

«Tutti i migranti che arrivano in Europa sono senza un soldo, senza lavoro, senza dignità... Questo è ciò che vuole la Chiesa?- afferma il Cardinale  Sarah che prosegue: «La Chiesa non può cooperare con questa nuova forma di schiavitù diventata migrazioni di massa. Se l'Occidente continua in questo modo fatale, c'è un grande rischio che, a causa della mancanza di nascite, sparisca, invaso dagli stranieri, proprio come Roma è stata invasa dai barbari».

Ma c'è qualcosa di più forte ancora, nelle sue parole: "Solo i santi e i martiri potranno fermare l'islamizzazione dell'Europa". Che sembra ormai dietro l'angolo in linea con certe profezie.

Chi vivrà...vedrà. Non si può dire altro.

29 aprile 2025
(c.perer)

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UE?
Dovremo chiamarla AE: Arsenale Europa

Ursula von der Leyen ha lanciato il suo piano "ReArm Europe" con una cifra che toglie il fiato: 800 miliardi di euro destinati all'industria bellica. Una somma colossale che viene sottratta alla spesa sociale mentre ospedali collassano, scuole crollano e novantacinque milioni di europei vivono sull'orlo della povertà. Questa è la realtà dietro la retorica della sicurezza collettiva.

Protestare oggi per ridare forza all'Europa? Per carità !
Le piazze dovrebbero riempirsi (per avere senso) solo per un unico urlo: dire NO ALLA GUERRA. che in questo momento significa anche dire NO all'Europa belligerante e guerrafondaia di Ursula von der Leyen.

La quale, sia detto per inciso, non ha speso una parola (una!) per il genocidio in corso a Gaza. Nel corso dell'ultima notte e nonostante una fragilissima tregua ci sono stati 300 morti. Erode prosegue la sua corsa, ma come potrebbe Ursula rendersene conto impeganata come è ad armarsi fino ai denti?

E pensare che le donne al potere avrebbero dovuto portare saggezza e concretezza...
Corona Perer
18 marzo 2025

 

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L'ignobile farsa

Il litigio e l'Europa che prosegue la sua folle corsa: alla guerra

Per carità: sia sempre benedetto l'uomo che cerca la Pace. Ma se non hai memoria di aver anche seminato la Guerra, sarà evidente che si tratta di una ignobile farsa. E' proprio vero quel che diceva Henry Kissinger: “L'America non ha né amici permanenti né nemici permanenti: ha solo interessi”. E così lo scontro in diretta tv - per chi ha visto la traduzione integrale di come sono andate le cose - è proprio la plastica rappresentazione di questo approccio: Trump per buona parte dell'incontro parla di un accordo storico ed essenziale (le terre rare ucraine a saldo degli aiuti militari già forniti), accordo che però - alla fine - non sarà firmato. Sappiamo infatti come sono andate le cose.

Se non fosse da piangere, verrebbe da ridere. Ma c'è solo da piangere. L'Europa non se ne rende ancora conto che proseguire nel sostegno alla guerra è folle. Condividiamo in pieno il pensiero di La Civetta Bianca (canale telegram: t.me/lacivettabianca)

Dietro queste schermaglie teatrali si nasconde una verità che nessuno osa pronunciare: l'Europa è solo una pedina sacrificabile nella grande scacchiera geopolitica mondiale. Questo deterioramento delle relazioni tra Washington e Kiev non è un incidente diplomatico, ma l'ennesimo atto di un copione scritto con meticolosa precisione da mani invisibili che muovono i fili del potere globale.
L'Europa, un tempo cuore pulsante della civiltà occidentale, oggi è ridotta a un cadavere politico che respira artificialmente grazie alla macchina dell'egemonia americana. I leader europei, marionette patetiche di un teatro del potere che li sovrasta, hanno già firmato in silenzio la loro condanna: essere terreno di scontro tra i veri giganti mondiali – Stati Uniti, Russia e Cina.
La Germania, con il suo apparato industriale in ginocchio per la crisi energetica, contempla l'abisso della deindustrializzazione forzata. La Francia, impantanata in crisi politiche cicliche, non riesce più a proiettare la sua influenza oltre i confini nazionali. L'Italia, dilaniata da problemi strutturali che nessun governo ha il coraggio di affrontare, si aggrappa disperatamente a briciole di sovranità. Il Regno Unito, isolato nella sua illusione post-Brexit, galleggia in un limbo geopolitico senza precedenti.


Questa balcanizzazione programmata dell'Europa non è casuale, ma metodica. Un continente frammentato, debole e dipendente non rappresenterà mai più una minaccia per l'egemonia americana né una tentazione per l'espansionismo russo o l'influenza economica cinese. La vera partita si gioca altrove, tra giganti che usano l'Europa come campo di battaglia senza rischiare nulla sui propri territori.
L'incontro fallito tra Trump e Zelensky è solo l'ennesima dimostrazione che la diplomazia è morta, sostituita da un cinismo brutale che non ha più bisogno di maschere. Mentre le cancellerie europee tremano e aspettano istruzioni da Washington, il continente scivola verso un destino già scritto: essere carne da cannone in una guerra che non gli appartiene, essere campo di battaglia di interessi che non sono i suoi.
E quando l'ultima bomba sarà caduta, quando l'ultimo soldato sarà morto, l'Europa scoprirà di essere stata smembrata non dai suoi nemici, ma da coloro che chiamava alleati. Un sacrificio necessario, calcolato e accettato in silenzio da leader senza spina dorsale che hanno preferito inginocchiarsi piuttosto che rischiare di stare in piedi.

Non resta che riflettere: siamo su un translantico alla deriva.

2 marzo 2025
c.perer

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Il senso delle parole
L'ipocrisia del linguaggio su Gaza

Digerita e superata anche questa Giornata della Memoria restano le domande di sempre: quale genocidio merita di essere ricordato? Quale no? Non sarebbe meglio ricordarli tutti? Armenia, Ruanda, Nativi d'America, Israele e...Palestina sono la faccia della stessa medaglia: HOMO HOMINI LUPUS.

Ma in Italia, vietato pensarla diversamente E del resto come replicare alla Senatrice Liliana Segre, che certo ha patito la persecuzione ebraica (e chi lo negherebbe mai? ), ma si ostina a negare?

''A Gaza non è genocidio, no all'abuso della parola''
Liliana Segre, ebrea, senatrice a vita della Repubblica Italiana

Non si tratta della distruzione di un popolo.  E di grazia...di cosa si sta parlando?
Proprio vero che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Ma resteranno negli occhi di tutti in eterno le macerie di Gaza e il biblico ritorno di un popolo, nonostante tutto, verso quei cumuli di cenere. La Resistenza, anzi il ''Resist to Exist'' è proprio questo.
E mai sarà dimenticato il medico Hussam Abu Safya che va incontro ai carri armati israeliani. Da quel giorno - era il 27 dicembre 2024 - non se ne sa più nulla. Si sa solo che gli è stata negata persino l'assistenza legale.

Fate un po' voi.

3 febbraio 2025

immagine tratta da Telegram: è il fotogramma del Medico Hussam Abu Safya che va incontro ai carri armati israeliani

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Avere Memoria
Significa ricordare per far tesoro dell'esperienza

 

Avere Memoria non significa solo ricordare. Avere Memoria significa ricordare per far tesoro dell'esperienza.

In occasione della Giornata della Memoria vogliamo esprimere il desiderio che l'ipocrisia sparisca, che la retorica delle parole caschi in terra, che le menti obunibilate da verità di comodo finalmente vedano, finamente capiscano. Diventino finalmente consapevoli.

E se vi capiterà di rivedere in Tv il film ''La vita è Bella'' ricordatevi anche del falso storico contenuto nel suo finale. A liberare Auschwitz non furono i carri armati americani, ma quelli sovietici.

Avere memoria significa non alterare la storia e riconoscere (con non poca amarezza) che gli Uomini non imparano un bel nulla dalla storia. Quando si tratta di prevaricare, son tutti uguali. Facciamo memoria vivendo, guardando in faccia alla realtà.

Raggiungendo, se possibile, la consapevolezza.

27 gennaio 2024
 

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La tanto attesa notizia

Il Cessate il fuoco è arrivato: reggerà?

“Il raggiungimento del cessate il fuoco darà un po’ di respiro alle vittime palestinesi del genocidio israeliano. Ma arriva amaramente in ritardo” ha detto Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.

Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas inizierà domenica 19 gennaio 2025, quando i primi ostaggi dovrebbero essere rilasciati. Ma attenzione è temporaneo e si trasformerà in una tregua permanente se e quando saranno raggiunti tutti i requisiti e i passaggi richiesti.

Anzitutto va detto che serviranno 43 giorni. Con quel che è successo sperare che vada tutto bene è difficile, ma dobbiamo sperare e speriamo che tutti vogliano che così sarà.  Verranno rilasciati i 33 ostaggi israeliani: finalmente si sa il numero. Non 1000 e più: ma 33. Giorni fa Israele ha anche ammesso che la bufala degli stupri di massa... non risultava nenche a loro.

Molte fake news cominciano quindi a ridimensionarsi. Chi coopererà a questa tregua? Qatar, Egitto e Stati Uniti paesi che non possiamo definire neutrali. Quindi questo più che un accordo di fine guerra è un accordo per  ostaggi e prigionieri: Israele ad esempio deve rilasciarne tra i 1000 e i 1500. E comunue non quelli presi dopo il 7 ottobre.

L'accordo non obbliga Israele a modificare lo schieramento lungo il corridoio Filadelfia al confine tra Gaza ed Egitto. E anche questa è una bella Spada di Damocle: la guerra e l'occupazione non sono affatto finite ma sospese in attesa di questi scambi. Per 43 giorni tutti cammineranno su pezzi di vetro.

I commenti più responsabili sono perciò cauti. “Per le persone palestinesi, che hanno subito oltre 15 mesi di bombardamenti devastanti e incessanti, che sono state sfollate ripetutamente dalle loro case e che hanno lottato per sopravvivere in tende improvvisate senza acqua, cibo e beni essenziali, l’incubo non terminerà anche quando le bombe avranno cessato di cadere'' ha aggiunto  Agnès Callamard.

I palestinesi ieri festeggiavano e in effetti la loro è una vittoria di resistenza, ma hanno perso innumerevoli cari, tante vite sono state spazzate via, attorno hanno solo macerie, niente acqua, niente cibo, nel corpo e nell'anima traumi di ogni genere, l’incubo che hanno vissuto è stato terribile. E ora nell'immediato c'è il problema di sfamare un popolo dopo i continui ostacoli posti da Israele all'ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza che hanno causato livelli senza precedenti di fame tra la popolazione civile. Bambine e bambini ne sono morti.

''La comunità internazionale, che finora ha vergognosamente fallito nel cercare di persuadere Israele a rispettare i suoi obblighi internazionali, adesso deve assicurare che Israele consenta immediatamente che prodotti salvavita arrivino con urgenza in ogni zona della Striscia di Gaza per garantire la sopravvivenza della popolazione palestinese - afferma perentoria Amnesty. ''Ciò comprende far entrare forniture mediche vitali per curare le persone ferite e quelle malate e facilitare l’urgente ripristino delle strutture sanitarie e di altre infrastrutture di fondamentale importanza” prosegue Amnesty che chiede l’accesso di osservatori indipendenti sui diritti umani nella Striscia di Gaza per individuare le prove e documentare l’entità delle violazioni dei diritti umani.

Speriamo che un aggiorno arrivi davvero la parole Fine. Per il momento è solo uno Stop.
Importante e necessario, ma solo uno stop.

16 gennaio 2025

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IL DOVERE DI DIRE
2025 - per noi è l'anno della maggiore età

Cari Lettori,
il 2025 sarà per noi l'anno della maggiore età: 18 anni. Siamo nati infatti nel 2007.
La nostra scelta fu darsi un nome strano: SENTIRE, ovvero tornare a percepire in un mondo che già allora cominciava ad essere bombardato da molte notizie.
Eravamo in pochi nel 2007 e - a guardarlo oggi - sembra un altro mondo, se pensate che FB era nato 3 anni prima (2004),  Twitter l'anno prima (il 2006) ed era una nicchia, mentre Instagram  dovrà attendere il 2010.
Volevamo ridare dignità a quei contenuti falcidiati dai quotidiani (''questo non interessa nessuno'' diceva il mio capopagina all'Adige quando tornavo da una magnifica conferenza che meritava invece di essere narrata e i miei appunti restavano mortificati).
Il giornalismo era già in deriva e ripiegato sulle cose che fan vendere il giornale, perciò SENTIRE fu quel progetto nel cassetto che usciva per tentare di ridare dignità e cittadinanza alla curiosità che fa crescere e produce sapere, e anche spazio al 'dovere di dire'.
Ora, 18 anni dopo, con l'intelligenza artificiale che fa i giornali, con l'informazione diventata  propaganda e serva del sistema, con i giornalisti che vendono la loro dignità agli interessi di bottega, ribadiamo la necessità di ridare dignità alle cose che fanno SENTIRE, palpitare, pensare, riflettere.
Oggi più che mai. Se il mondo assiste muto e rassegnato davanti ad un genocidio significa che si è proprio smesso di SENTIRE. Stiamo vivendo sotto anestesia, tacitando il buon senso in nome del senso comune, e anche nel nostro ambiente è una gran tristezza vedere colleghi che inseguono il fake ai sonagli dell'ufficio stampa di turno.

Restiamo qui a fare il nostro onesto mestiere. Oggi, come allora, mi dico: che almeno il nostro angolo di mondo giornalistico sia pulito, ricordando il proverbio arabo in base al quale "se ognuno tiene pulito l'uscio davanti casa, la cittá sará pulita".
L'illusione che ciò possa davvero avvenire è pia, ma i folli non smettono mai di sognare ed è il sogno che ci salva. "A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso" diceva Nelson Mandela.

Buon Anno a tutti

Corona Perer
30 dicembre 2024

 

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Film ''The Eagle Huntress''
''La principessa e l'aquila'' è un documentario del 2016 diretto da Otto Bell


 

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