Attualità, Persone & Idee

Archivio editoriali 2023

SENTIRE PER VEDERE - di Corona Perer

29-12-2023 - L'anno si chiude male, malissimo per chi vuole semplicemente informare prendendo alla base di tutto i fatti. E' la regola prima del giornalismo. Ebbene la bozza del nuovo Piano nazionale di comunicazione del rischio pandemico 2023-2028 presentato nella conferenza Stato Regioni è stata approvata. Il documento detta le linee su come dovrà essere la comunicazione circa virus e vaccini. Tra i punti salienti della bozza (che essendo confermata, non è più tale) due frasi: “Sviluppare strumenti efficaci per identificare tempestivamente la cattiva informazione”, che sarebbe quella sgradita a quella ufficiale.
Ed inoltre: “la comunicazione ha il non facile compito di aiutare la popolazione ad accettare la natura imperfetta delle decisioni assunte in situazione di emergenza”.
Come dire: fategliela digerire.
Quanto andremo avanti alla ricerca della verità non lo sappiamo.

Ma la regola che ci siamo dati risponde all'imperativo etico dell'onestà intellettuale.
Che per noi sarà come dire: RESISTERE PER ESISTERE.
In questa pagina il pensiero che abbiamo espresso lungo questo anno difficilissimo segnato da due guerre e dall'oblio di chi non vede il deteriorarsi quotidiano di diritti un tempo intangibili.

www.giornalesentire.it
28.12.2023

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Tutta colpa del Patriarcato?
Le colpe e le polemiche dopo l'assassinio di Giulia Cecchetin

L'assassinio di Giulia Cecchettin ha scosso tutti. Non di meno scuotono le polemiche di questi giorni sugli strumenti per arginare il fenomeno della violenza. Non di meno scuotono i funerali con il Capo dello Stato. Ci si chiede le vittime che hanno preceduto Giulia sono forse meno importanti?

Ma tutto si innesta in una nuova campagna che ha distolto l'attenzione italiana dalla crisi e dagli aiuti che il Governo dà alle guerre e ad un genocidio in atto sul quale il governo Meloni non ha speso parola.

Patriarcato è la parola ricorrente di questa campagna. ... Ma ne siamo proprio sicuri?

In Italia, dall'inizio dell'anno, 106 donne hanno perso la vita: un femminicidio ogni 72 ore. Sono dati spaventosi. Come sancito dalla Convenzione di Istanbul più di dieci anni fa, la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, è una violazione dei diritti delle donne (...il no agli uomini non è mai piaciuto) ed è sicuramente un problema legato all'educazione. É così in Italia, è così in Europa, è così nel resto del mondo. Ma è soprattutto un problema italiano che impone la necessità di un cambiamento radicale. E di certo non si risolverà mandando nelle scuole androgini influencers.

E allora una domanda va posta in tutta franchezza: ma come possiamo pensare di costruire rispetto tra i sessi, se la scuola (ovvero chi la fa, i docenti, e chi la dirige, i presidi) è imbevuta di cultura gender? Ne parla persino il Papa che sembra aver perso di vista la Genesi.

Cosa è uomo e cosa è donna? Domanda per nulla banale oggi che - solo per fare un esempio - un nuotatore-trans posa sorridente con le compagne di gara? E il tutto spopola tra Tik-Tok e i social con la complicità degli '' ii '' gli inutili idioti, al secolo influencers. Tutti questi sono messaggi difficili da decodificare per una mente in formazione che deve elaborare il rispetto dei diritti della donna.

Corona Perer
6 dicembre 2023

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Quando a parlare è la coscienza
La mattanza a Gaza, una tragedia in diretta

20 novembre 2023  - La mattanza a Gaza prosegue. Una guerra aperta, crudele, che non guarda in faccia a nessuno, che Israele non intende interrompere a prescindere dai primi inneschi e dalle considerazioni che la Palestina è da tempo un popolo chiuso in un recinto, una pentola a pressione in costante ebollizione che prima o poi sarebbe tracimata. Lo ha scrittto persino il quotidiano iraeliano Haretz.

La chiusura dell'unica centrale elettrica di Gaza ha acuito una già disperata crisi umanitaria per oltre due milioni e 200.000 persone intrappolate nel mezzo di una massiccia campagna di bombardamenti da parte di Israele, La triste conta dei morti si alza ogni giorno: siamo a 13.000 vittime. La popolazione è senza acqua, medicinali, carburanti, elettricità. Al valico di Rafah profughi e aiuti umanitari fermi. E intanto si muore: immagini strazianti di bambini uccisi giungono dai canali telegram dove la censura non riesce a fermare l'orrore in atto. La punizione collettiva inflitta alla popolazione civile di Gaza è crudele e disumana.

E noi? Noi assistiamo impotenti. Attoniti anche dal sostegno incondizionato che arriva dai governi del cosiddetto Occidente democratico e dagli organi di informazione. Certo: gli attacchi aerei sono iniziati in risposta all'offensiva del 7 ottobre da parte di Hamas. Ci sono ancora ostaggi civili nelle mani di Hamas. Ma c'è un ma: cosa ci si poteva aspettare da un blocco che dura da 16 anni, contro la Striscia di Gaza, una prigione a cielo aperto.

''Come potenza occupante, Israele ha un chiaro obbligo, secondo il diritto internazionale, ovvero di garantire che siano soddisfatte le necessità basilari della popolazione civile di Gaza", ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.  “I civili pagano il prezzo di una crisi senza precedenti con bombe a tappeto e al fosforo, vietate a livello internazionale''.

''Le cause profonde di questi ripetuti cicli di violenza devono essere affrontate con urgenza'' afferma Amnesty, che già nell'estate scorsa denunciava uccisioni di civili e distruzioni di un vero e proprio ''apartheid”: le autorità israeliane usano la tecnologia di riconoscimento facciale per rafforzare l’apartheid usando un sistema sperimentale noto come “Red wolf”, per tracciare i palestinesi e automatizzare gravi limitazioni alla loro libertà di movimento.

Riuscire a comprendere come un popolo che ha provato sulla propria pelle deportazioni e odio razziale (Israele) possa ritenere ancora storicamente possibile e percorribile la strategia di "escludere" un popolo dalla faccia dalla terra, appare arduo. Ma sono 75 anni che accade e questa è la realtà della Palestina, di ogni giorno. Eppure la senatrice a vita Liliana Segre  ha espresso tristezza infinita per gli ostaggi ancora in mano ad Hamas senza citare l'enormità dei morti come rispota. Qualcuno non ha mancato di commentare le dichiarazione rilanciate dal quotidiano torinese ''la stampa'':

Intanto Israele comincia a ribellarsi a chi lo governa. C'è stato nei giorni scorsi uno scontro tra forze di sicurezza e manifestanti davanti alla casa di Netanyahu: i manifestanti israeliani hanno attraversato due posti di blocco  nel tragitto che va verso la residenza del premier israeliano. Inevitabile lo scontro tra le forze di sicurezza e manifestanti. Altri ebrei ortodossi sono stati presi a calci e pugni nella vecchia Gerusalemme per aver osato protestare a favore di Gaza. Negli Usa oceaniche manifestazioni hanno chiesto a Biden di togliere il sostegno a questa mattanza.

Ed il premier turco Erdogan ha usato parole di fuoco, alle quali non è possibile opporre obiezioni. ''I leader mondiali  - ha detto - hanno camminato a Parigi in solidarietà dopo l'uccisione di 25 persone nell'attacco a Charlie Hebdo. A Gaza sono stati uccisi 11 mila civili tra cui bambini e donne ma i leader mondiali tacciono. Quando parleremo?''



Nel frattempo le famiglie palestinesi sono raggiunte da un aut-aut: o morire o lasciare i territori. E questa è la mappa che si portano nel cuore. Risale al 1947: il National Geographic la pubblicò nel dicembre di quellanno nell'ambito di un reportage di archeologia sulla Palestina. Eppure si nega ancora che gli arabi fossero titolari di quella terra prima che l'Onu ponesse nel 1948 le fondamenta per il conflitto infinito, creando lo stato di Israele. Ecco la mappa: eloquente. Oggi quei villaggi non esistono più.

20 novembre 2023 

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Ipocrisia italiana
Due guerre terribili. Ma l'Italia compra e manda armi

19 ottobre 2023 - Due guerre terribili: a Gaza e in Ucraina. Ma l'Italia manda armi. Gli orrori a Gaza hanno oscurato l'Ucraina, ma si combatte sia lì che in Medioriente dove tutto il mondo è in sussulto e manifesta per una Palestina libera. Nessuno, tanto meno noi, giustifica il terrorismo ma serve un sussulto: restiamo umani. Purtroppo l'Italia come altri paesi non ne è più capace.

Il nostro paese versa nel dissesto idrogeologico, in una sanità  inefficiente ormai ceduta ai privati, nell'emergenza (vera e tragica) dell'immigrazione, nel caro vita, nelle speculazioni energetiche, e nonostante questo si permette di svenarsi per comprare carri armati.

''6 miliardi di €uro spesi per 250 carri armati Leopard 2 che acquisteremo dalla Germania. Volete fare una ipotesi rispetto a quante sconti sulle bollette, scuole, ospedali, autobus etc. si comprano con una cifra da capogiro come questa?''. A scriverlo nel suo canale telegram è Marco Rizzo, già eurodeputato, presidente di Democrazia Sovrana e Popolare.

''Mi metterei la fascia e andrei sui binari per fermare i treni che trasportano armi, perchè non posso tollerare che l'Art.11 della nostra Costituzione sia stato violato''.
(Marco Rizzo)

Armi che seguono strade tortuose ma sempre conducono verso un'unica meta: la morte. Che sarebbe scoppiata  la Palestina nei territori occupati dal 1948 (che un tempo erano Palestina), dove si vive segregati da ben 74 anni, lo si poteva immaginare. In questo caso però la retorica aggressore/aggrediti tace, mentre scivoliamo lentamente nella terza guerra mondiale.

Fermiamo la Follia: denunciandola. Poi facciamo parlare la coscienza. Ha parlato anche negli Usa dove persino il direttore degli affari pubblici e congressuali dell'Ufficio per gli affari politico-militari del Dipartimento di Stato americano, Josh Paul (responsabile dei trasferimenti di armi statunitensi alle nazioni straniere), si è dimesso in aperto dissenso con la decisione dell'amministrazione Biden di inviare armi a Israele: aveva promesso a se stesso di fermarsi quando il male fosse stato superiore al bene che ci metteva nel suo lavoro. Lo ha fatto.

"Quando sono arrivato in questo ufficio sapevo che non sarebbe stato un lavoro privo di complessità morale e di compromessi morali, e mi sono ripromesso che sarei rimasto fintanto avessi percepito che... il danno che avrei potuto fare sarebbe stato controbilanciato dal bene che avrei potuto fare”, ha scritto su LinkedIn. ''L’assalto di Hamas contro Israele resta  una mostruosità, ma credo nel profondo della mia anima che la risposta che Israele sta dando, e con essa il sostegno americano sia a quella risposta porterà solo a sofferenze maggiori e più profonde sia per gli israeliani che per il popolo palestinese. Decenni di questo stesso approccio hanno dimostrato che la sicurezza per la pace non porta né alla sicurezza né alla pace”.

Ecco, occorre avere una coscienza, farla parlare: lei vede e sente sempre. Siamo noi semmai a farla tacere.Dire NO alla guerra con fermezza, sempre.

cperer
18 ottobre 2023

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Guerra e Pace, la santa ipocrisia

Tra ricorrenze, retorica e laissez-faire

Il 21 settembre è la Giornata Internazionale della Pace 2023. Istituita con risoluzione 36/67 (1981) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite allo scopo di promuovere gli ideali della pace in tutti i suoi aspetti e dimensioni,  per riflettere intorno al valore e all’importanza dell’impegno per la pace e del «lavoro di pace» propriamente detto, nonché per individuare strumenti concreti e possibilità efficaci per attivarsi, a titolo personale o in ambito collettivo, di fronte alle guerre del nostro tempo.

Ebbene sapete quale è il tema della giornata del 2023? «Azioni per la Pace: la nostra ambizione per i Global Goals»: ovvero la ''promozione della pace per contribuire alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile'', perchè  il conseguimento di questi ultimi può alimentare una cultura di pace, si legge nelle motivazioni.

Ma come? La drammaticità della guerra in Ucraina, il conflitti tra armeni e azeri, il rischio di un intervento bellico in Africa dovrebbe portare olo ad un urlo unico: ''basta armi'',  ''no all'industria bellica'' (che è industria di morte). No, il tema è molto più soft "...la nostra ambizione per i #GlobalGoals" . E lo si spiega come un invito all'azione per la sostenibilità. Ma dove mai e come, potremmo noi  agire se chi ci governa fomenta la guerra, malgrado le nostre pie e impotenti illusioni di un futuro di pace?

E che centra la sostenibilità con l'orrore della guerra?

21 settembre 2023

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L'India sulla Luna

Mentre quaggiù si fa la guerra, nello spazio andare d'accordo è possibile

E mentre in Ucraina prosegue la folle carneficina, pur di non trattare una ragionevole resa, sullo spazio è l'India a dire che il mondo, da lassù, assomiglia ad un inguardabile siparietto. Nel 1969 erano tutti incollati alla tv per uno ''sbarco'' sulla Luna che le ultime rivelazioni postume di Stanley Kubrick hanno ormai derubricato alla voce ''joke''.

Nel frattempo sulla Luna ci si va per davvero, e senza l'uomo. Il viaggio di Chandrayaan-3 dall'India ha permesso di rilevare la vera temperatura della luna vicino al polo sud lunare: -70° !
Il lander Vikram (in sanscrito ‘valore’) ed il rover Pragyan (che significa ‘saggezza’) hanno intrapreso l’esplorazione della superficie.

L'India oggi è in primo piano nella ricerca spaziale: Aditya-L1, la prima sonda solare indiana, è pronta al lancio mentre gli occhi sono ancora puntati su Chandrayaan-3. I tg nazionali italiani e i media in generale danno scarso rilievo alla notizia mentre ha fatto il giro del mondo quella del fallito allunnaggio russo.

L'unico giornalista  in Italia seriamente impegnato a parlarne è Luigi Bignami dalla sua pagina FB da dove ci informa che ''...il Chandra’s Surface Thermo physical Experiment a bordo di Vikram ha iniziato a misurare i profili di temperatura del suolo; con una sonda e 10 sensori per calcolare i diversi gradi di calore, ha già inviato i dati da combinare in un grafico''.

«Sarà il primo profilo di questo tipo per il polo sud lunare» ha dichiarato Sreedhara Somanath, presidente dell’Isro, l’Indian Space Research Organization. Il rover Pragyan, durante il suo percorso tra i caratteristici crateri di questa regione ancora inesplorata, lavora nella conformazione impervia del terreno.

Intanto in questo mese di settembre, Aditya-L1 sarà la prima missione spaziale indiana per lo studio del Sole. Realizzata al Rao Satellite Centre di Bangalore, la sonda ha già raggiunto la rampa di lancio del Centro Spaziale Satish Dhawan di Sriharikota, ma non è ancora stabilita una data precisa per il decollo. «Aditya-L1 è pronta. Partirà presto. E’ il progetto più grande dopo Chandrayaan.

''Una volta raggiunta la sua destinazione al punto Lagrange 1, una delle cinque zone di equilibrio gravitazionale del nostro Sistema Solare, Aditya-L1 orbiterà a una distanza di circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra'' racconta Bignami. Il punto L1, che si trova fra la nostra stella e la Terra, ha il grande vantaggio di vedere continuamente il Sole senza occultazioni. Nello stesso punto strategico la sonda sarà in compagnia di altri due strumenti scientifici: il telescopio spaziale Soho (Solar and Heliospheric Observatory) della missione congiunta Esa – Nasa operativo dal 1995, e il satellite Ace (Advanced Composition Explorer) lanciato della Nasa nel 1997.

Nello spazio, insomma, andare d'accordo è ancora possibile.

 

1 settembre 2023

 

Retorica da Oblò
Usare anche i propri figli per fare propaganda

Retorica da Oblò. ''Io e te, che affrontiamo il mondo mano nella mano" scrive la Meloni lo scorso 30 luglio al ritorno da una missione negli Usa dove è andata a ritirare gli ultimi ordini e dove si è portata la piccola Virginia.

Troviamo il post disgustoso. Perchè ci sono madri che usano i loro figli per postare foto amorevoli come questa proprio mentre fomentano la guerra e preparano per loro un fosco futuro. Un futuro di Guerra.

E altre madri che in questa stessa posa proteggono i propri figli dalle bombe che questa "dolce mammina" compra e manda sulle loro teste con i nostri soldi e per nostro conto ...senza peraltro avercelo mai chiesto.

Inqualificabile.
14 agosto 2023


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Basta armi!
Le bombe a grappolo Usa, ennesima follia

8 luglio 2023 -  I piani statunitensi prevedono di trasferire bombe a grappolo all’Ucraina. Anche Amnesty International (che sulla guerra va in altalena) è insorta. Ci rendiamo conto della deriva a cui sta andando incontro l'Europa per colpa dell'amministrazione Biden? Qualche dato: in  totale, dal 24 febbraio 2022, l’amministrazione di Joe Biden ha fornito a Kiev assistenza tecnico-militare per un importo di oltre 40 miliardi di dollari, gli istruttori americani hanno addestrato 13.600 militari delle forze armate ucraine. Washington e i suoi alleati stanno utilizzando ampiamente mezzi di ricognizione spaziale e aerea dei suoi ''alleati'':  l'Italia da questo punto di vista ha un ruolo di primo piano. Le ricognizioni salpano ogni giorno dalla nostra cara amata Sicilia, da Sigonella. Ci sono 450 satelliti che lavorano per questo e oltre all'Italia  gli aerei da ricognizione partono dalle basi aeree nel Regno Unito, Germania, Grecia, Romania e Turchia.
E poi c'è la guera sul campo: il Comando per le operazioni speciali degli Stati Uniti supervisiona direttamente il lavoro delle unità delle forze armate ucraine e l'intellogence russa afferma che il Cyber Command del Pentagono e la National Security Agency stanno pianificando e coordinando attacchi informatici sotto la bandiera ucraina contro le infrastrutture informatiche della Russia.

Vorremmo che qualcuno rinsavisse e si rendesse conto che c'è una guerra per procura in atto che utilizza l'Europa come terreno di scontro, l'Ucraina come carne da macello e la Russia come obiettivo. Una cosa simile a Zelensky è stata detta in Bulgaria dove l'ultima missione del premier in maglietta pare sia andata disastrosamente male.

Il presidente bulgaro Rumen Radev gli ha detto che non manderà armi, che la soluzione militare non aiuta questo conflitto, che non c'è in alcun discorso ucraino la parola "pace" ma solo ''vittoria'' benchè a fronte di operazioni fallimentari. ''Non risolverai i tuoi problemi con la guerra, devi sederti al tavolo dei negoziati'' ha detto con toni fermi e chiari. E poi gli ha fatto capire che questa guerra ha ormai superato i confini e che l'Europa sta soffrendo: inflazione, recessione, tagl ai servizi per armare una guerra fomentata dagli Usa.

Zelensky non ha gradito le parole di Radev. Ma le porte in faccia cominciano a chiudersi: qualcuno che vede la realtà per quella che è...c'è. Non in Italia, purtroppo.

Tutto questo è folle, dannatamente folle.

8 luglio 2023



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C'era una volta la Costituzione

La festa di quale Repubblica?

2 giugno 2023 - ''La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà''. Sono parole di Luigi Sturzo (1957).

Ci scusino i romantici, gli appassionati delle Frecce Tricolori, chi si beve ogni 2 giugno il discorso del Presidente su valori che sono stati traditi, gli appluasi ai Fri Imperiali, le dirette piene di una retorica ormai stanca se non ammuffita. Dopo questi ultimi tre anni, due dei quali ammorbanti, l'ultimo pessimo sul piano della disinformazione o - se volete - dell'informazione interessata, non ce la sentiamo di festeggiare.

Volevamo solo una cosa: il rispetto della Costituzione. La Repubblica a nostro avviso è un'anima ferita. E chissà cosa vede dall'oltretomba chi lottò e morì per darcela.

Scusate quindi e non rIusciamo a festeggiare. Ci rifugiamo nelle parole di Luigi Sturzo e nel suo sguardo orgoglioso di un presente combattuto e pieno di futuro, per sperare. Che cosa? Che la Costituzione torni ad essere rispettata e ad ispirare l'azione politica. Che gli Italiani ne pretendano il rispetto (noi continuiamo a scriverlo).

Corona Perer
2 giugno 2023

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Signora Meloni, basta guerre!
Come non bastasse l'Ucraina armi anche in Burkina Faso

Incurante dei colpi di Stato e dei golpisti, l’Italia va alla guerra anche in Burkina Faso dove ci sono stati due colpi di stato in meno di un anno. Cosa è successo? Che c'è stata la rottura dei rapporti militari con la Francia e l’avvicinamento con Mosca. Poteva l'Italia restare inerme? Certo che no. Forse è bastata una telefonatina per decidere la nuova missione che guarda caso viene definita "partnership'' per combattere le organizzazioni armate islamiche radicali. Chi abbia deciso l'etichetta e da che parte deve stare l'Italia probabilmente non lo sa nemmeno chi la (s)governa, fatto sta che il 1° maggio 2023 il Consiglio dei ministri, su proposta della presidente Meloni e del ministro degli Esteri Tajani, ha deliberato la prosecuzione delle operazioni delle forze armate in innumerevoli scacchieri internazionali e – a sorpresa - ha avviato una nuova missione di “supporto alle forze del Repubblica del Burkina Faso impegnate contro le milizie jihadiste”. Ne dà notizia nel suo blog Antonio Mazzeo.

Tempi, oneri finanziari e modalità con cui sarà realizzato l’ennesimo intervento militare italiano in territorio africano saranno comunicati alle Camere nelle prossime settimane. Intanto si parte. E lo si fa - spiega Mazzeo - in virtù di un accordo che ci viene regalato dalla peggior "sòla" di governo che la Repubblica delle Banane ricordi: i 5 stelle. Nel luglio 2019 l’allora ministra della Difesa, Elisabetta Trenta (M5S) e il ministro della Difesa Nazionale e dei Veterani, Moumina Chériff firmarono un accordo in 12 articoli che prevede lo sviluppo e la ricerca, il supporto logistico e l’acquisizione di prodotti e servizi. Quali? E' presto detto: ''l’Italia si impegna  ad esportare al paese africano diversi sistemi di guerra come aeromobili ed elicotteri militari, sistemi aerospaziali e relativo equipaggiamento; carri e veicoli armati; armi da fuoco automatiche e relative munizioni; armamento di medio e grosso calibro; bombe, mine, missili, razzi e siluri; polveri, esplosivi e propellenti; sistemi elettronici, elettro-ottici e fotografici; materiali speciali blindati''.

Signora Meloni, non possiamo non ricordarLe che oltre il tavolo di Palazzo Chigi c'è un popolo, deluso e affranto che assiste inerme a folli spese militari, in una paese che ha migliaia di problemi interni: la difesa idrogeologica, la ricostruzione post-terremoto, ad esempio.
Fuori Palazzo Chigi c'è un popolo che non vuole guerre, che è a disagio quando arrivano (con aereo di stato italiano!) coloro i quali odiano la parola Pace e son capaci di dire anche al Papa "Scansati''.
Avevamo una Costituzione, signora Meloni!
Avevamo un art.11 chiarissimo! E dice che l'Italia rifiuta la guerra, opera per la Pace e la Pace non la si fa con le armi.

Signora Meloni, fino a quando (e fino a cosa) e in nome di chi siete disposti a sacrificare ciò che i Padri Costituenti hanno scritto e ciò per cui hanno lottato?

maggio 2023

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Avviso : ci scusiamo per un baco che crea problemi nella digitazione della  ''esse''

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Il paese dove nulla accade

La palude che avvolge l'Italia, la nebbia che oscura il pensiero

Il paese dove nulla accade è il paese dove tutto accade senza che nessuno ne riporti le conseguenze. Senza che nessuno si rivolti. Il paese dove nulla accade è la terra di un popolo inane.

È il paese dove vengono pubblicati per filo e per segno i contributi che dalle case farmaceutiche sono arrivati ai virologi che in TV dovevano dire tutto il bene possibile dei sieri al grafene.

È il paese dove vengono pubblicate le chat tra chi doveva salvaguardare ad ogni costo (...poco importa che qualcuno  morisse), le sorti di una fiala avvelenata.

È il paese dove si sapeva ma si taceva, anzi si occultava. E dove non serve a nulla mostrare le prove in tv. Mario Giordano sbraita da mesi, è l'unico a farlo: nulla si muove.

E' il paese dove i governanti fanno di tutto per un paese estero in guerra dimenticando le emergenze del proprio territorio (ricordiamo che non è ancora mai stata del tutto avviata la ricostruzione dei paesi terremotati ma persino di quelli del lontano 1980).

E' il paese dove si crede di far la pace acquitando armi.

E' il paese dove anche un sindaco condannato per dolo appare come l'unico candidato credibile per andare a governare un territorio da sempre indicato come terra di buon governo: il Trentino.

Di tutte queste cose parliamo in questa lunghisssima pagina che raccoglie gli editoriali mensili.

Questa è l'Italia: e a chi lo scrive e dice ...ormai non resta che sventolare bandiera bianca. E ammettere che in Francia (chapeau!) sanno combattere.

5 aprile 2023
Corona Perer

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Rovereto, un fiore sul cannone
Una bellissima dimostrazione che la società civile esiste

In Olanda gli agricoltori sono in strada e assediano L'Aja.
In Francia i cittadini sono in strada contro la riforma delle pensioni.
In Germania a Berlino, ci sono oceaniche proteste contro la guerra.

E in Italia? In Italia, molti non digeriscono la folle spesa per la guerra, ma sono costretti a digerirla. Sono sul divano a vedere la tv, ad ascoltare magari i salottini imbecilli dove un uomo che si dice scienziato chiede scusa ai sorci per averli paragonati ai non vaccinati.

Ma chi ha spento da tempo la tv e ragiona con la propria testa, comincia a capire.

A Rovereto in queste ore c'è stata una bellissima dimostrazione che la società civile esiste. E quella che crede ancora alla Costituzione e a quell'art. 11 che dice L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA e anche all'altro che sancisce la libertà fra le persone e l'obbligo di rimuovere gli ostacoli che si frappongono a questo (ostacoli che nemmeno un Capo dello Stato ha rimosso). E quell'altro articolo che sancisce il diritto alla salute.

Dicevano che era la più bella Costituzione al Mondo. Poi han cominciato a dire che non era un totem e poteva essere modificata. E lo abbiamo visto. Eccome se è stata modificata nella prassi!

Nella piazza davanti al Municipio di Rovereto c'è da anni un cannone che ieri è stato riempito di fiori.
C'è ancora speranza. La vita del resto procede anche per piccoli resti.

Corona Perer
12 marzo 2023

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Contraddizioni del nostro tempo

La Corte Costituzionale si contraddice

Dopo aver sentenziato che era legittimo privare del lavoro chi rifiutava l'inoculo, la Corte Costituzionale con altra sentenza ha affermato la legittimità di tale rifiuto da parte dei militari.
Ergo esiste una categoria di cittadini diversa da tutti gli altri.
Errare umanum est. Perseverare ...è invece diabolico.

Ma attenzione: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. E un avvocato, si è accorta di una falla vistosa. Si tratta di Olga Milanese che ha verificato un errore sostanziale: nelle sentenze della Corte Costituzionale MANCA LA VERIFICA DEL RISPETTO DELLE NORME SULL'OBBLIGO ALLA COSTITUZIONE.

La Consulta non ha, quindi, adempiuto al compito che la Costituzione le attribuisce.
La Corte ha, infatti, valutato la conformità dell'operato del legislatore alla "scienza del momento" (peraltro errata) e non ai precetti costituzionali.
Sotto tale profilo le motivazioni sono INESISTENTI. E dunque la SENTENZA è di fatto...NULLA

12 marzo 2023

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Nesssuna chance per la Pace

Ursula Von Der Leyen afferma alla conferenza sulla sicurezza di Monaco di aver lavorato al pacchetto delle sanzioni verso la Russia due mesi prima che il conflitto scoppiasse quindi alla data di dicembre 2021 (e fa anche la data 24 dicembre, vigilia di Natale), perciò prima della ''aggressione alla Ucraina'' le sanzioni contro la Russia erano già pronte. Come dire: ''a prescindere''.
La responsabile commerciale di Pfizer Janine Small ha detto che il loro vaccino anti-Covid, il più diffuso nel mondo occidentale, “non è stato testato per prevenire l’infezione”, anche perché “nessuno ce lo ha chiesto” e comunque “non c’era tempo”.
La Corte Costituzionale italiana afferma che i vaccini hanno salvato dal contagio. E pertanto che per prevenire il contagio era certamente proporzionato e legittimo privar del lavoro chi avesse deciso di sottrarsi alla inoculazione.
Contraddizioni del nostro tempo che gridano vendetta a Dio e che ci fanno capire come i nostri destini siano in mano a un manipolo di decisori privi degli strumenti fondamentali di cui chi governa deve dotarsi: cautela, coerenza e saggezza.
Ma la contraddizione più assurda è quella del ministro Crosetto riassumibile nel concetto ''per avere la pace occorre andare più armi''. E difatti le azioni militari andranno avanti comunque "...c'è un male peggiore: che la Russia vinca" e a dirlo è il segretario della Nato.
Prova provata dell'irresponsabilità al potere.
Nesssun chance per la Pace dunque. Che parola odiosa deve essere ormai...

Corona Perer
19 febbraio 2023

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Italiani costretti a digerire la guerra
Il Governo manda armi nonostante il suo popolo

Gli italiani non vogliono, ma...il governo manda armi lo stesso e fomenta la guerra in barba all'ormai consunto articolo 11 della nostra Costituzione che vieta di partecipare ad una guerra invitando a contribuire con strumenti pacifici alle crisi internazionali.
Non solo: Crosetto svela che militari ucraini saranno addestrati in Italia: dunque siamo davvero paese palesemente in guerra.

Cosa resta allora agli italiani che non sono d'accordo e sono la stragrande maggioranza (se lo metta bene in testa chi governa: è la stragrande maggioranza)? Non resta che uno trumento ultimo: far sì che non usino i nostri soldi per la guerra, dunque lo sciopero fiscale.

Una proposta che non è stata avanzata su organi di informazione populisti, ma dal serissimo MANIFESTO e attraverso la voce altrettanto seria di Tonino Perna, economista, sociologo professore emerito di sociologia economica presso l'Università degli studi di Messina ed appunto editorialista del Manifesto, dopo ua breve esperienza da vicesindaco di Reggio Calabria (dal 29 ottobre 2020 al 19 novembre 2021). 

''Mandiamo al governo ucraino armi sempre più potenti e sofisticate, ne addestriamo le truppe, martelliamo i nostri concittadini con una propaganda bellica martellante. Guidiamo gli attacchi all’esercito russo dai nostri satelliti che spiano il fronte, e tutta l’area interessata al conflitto, 24 ore su 24. E stanno per chiederci di mandare le nostre truppe, secondo i generali in pensione Marco Bartolini, già a capo del Comando operativo interforze (Coi) e Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica'' scrive Perna uomini che conclude ''Siamo in guerra contro la Russia senza che sia stata ufficialmente dichiarata''.

Che fare di fronte a questa impotenza degli italiani? ''Possiamo ritornare a scendere in piazza, ma abbiamo visto che questa iniziativa non ha scosso di un millimetro l’appoggio alla guerra, all’invio di armi. Ma, se non facciamo niente siamo complici di questo massacro annunciato".

E allora visto che la corsa verso il baratro ha nel duo Meloni-Crosetto convinti sponsors, per uscire da un silenzio complice serve un gesto inedito e forte. "Personalmente credo che bisogna riprendere la battaglia contro le armi degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, attraverso l’obiezione fiscale. Semplicemente facendo sapere al governo in carica che si rimanda per quest’anno il pagamento di tasse e tributi finché saremo in guerra".

Ovvero: prendere le distanze con la formula del "not in my name", non in mio nome ma... nemmeno con i miei soldi !!

''Credo in uno sforzo collettivo per trovare tutti i modi possibili per opporci a questa assurda deriva dell’umanità. Perché di questo si tratta, non solo della nostra pelle. La guerra nucleare non è lo spauracchio usato dal governo russo come ci vogliono far credere, ma una possibilità concreta che nasce dalla convinzione che Putin sia proprio un dittatore spietato che pur di non essere cacciato dal potere è disposto a tutto. Così come Zelensky pur di vincere questa guerra è disposto a vedere rase al suolo le città dell’Ucraina e ridotto alla fame e alla miseria l’intero popolo ucraino".

Come dargli torto?
 

Corona Perer
27 gennaio 2023

> leggi l'articolo integrale su IL MANIFESTO

 

 

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La protezione contro l'infezione peggiora

Ci si ammala di più. E dunque?

I dati continuano ad arrivare, ad essere analizzati ed ostacolati. E' insomma una vera guerra di dati. Quelli dell’Istituto Superiore di Sanità/ISS del 4 gennaio 2023 continuano a mostrare, nei vaccinati con i vaccini a mRNA in uso, tassi di diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 maggiori rispetto ai non vaccinati.

Il dato emerge dal gruppo di studio composto dai professionisti dott. Alberto Donzelli, prof. Marco Cosentino, prof. Giovanni Frajese, dott.ssa Patrizia Gentilini, dott. Eugenio Serravalle, prof. Eduardo Missoni, dott. Sandro Sanvenero, al quale si è unito Panagis Polykretis, Ph.D. in biologia strutturale.

C'è una evidenza: l’effetto dei vaccini anti COVID contro l’infezione peggiora. I bambini di 5-11 anni si infettano il 45% in più; con booster i giovani-adulti di 12-39 anni il 44% in più, gli adulti di 40-59 anni il 67% più dei non vaccinati. Anche gli anziani fino ai 79 anni si infettano di più. Si registra quindi un ulteriore peggioramento dei dati rispetto al precedente Bollettino ISS.

Molti continuano a parlare di efficacia (ancorché parziale) dei vaccini nel prevenire l’infezione da SARS-CoV-2, con effetti utili alla comunità, ma i dati ISS raccontano altro, come appunto dimostrato dal più recente bollettino ISS. Solo nella fascia d’età di 80 e più anni i dati ISS mostrano nei vaccinati con booster meno infezioni dei non vaccinati, ma il monitoraggio nei mesi mostrerà se tale protezione si mantiene.

Si conferma che la protezione da ricoveri, accessi in terapia intensiva e decessi da COVID-19 resta migliore nei vaccinati (salvo che per i bambini di 5-11 anni, dove comunque i numeri sono molto piccoli). Si consideri, però, che il vantaggio si erode nel tempo (specie verso Omicron, l’unica variante con cui si debbano al momento fare i conti) negli adulti e in età pediatrica, benché più lentamente rispetto al vantaggio verso l’infezione. Ormai con la variante Omicron, che si è dimostrata meno letale di un’influenza stagionale, i rischi più gravi da COVID-19 sono grandemente ridotti, mentre i dati inglesi (dell’Ufficio Nazionale per le statistiche UK) relativi al 2022, mostrano un’allarmante tendenza all’aumento dei tassi di mortalità in tutte le fasce di età nei vaccinati rispetto ai non vaccinati, con grandi differenze rispetto al 2021, quando i tassi di mortalità totale dei vaccinati erano nettamente inferiori rispetto a quelli dei non vaccinati.

E così Panorama potrebbe riproporre paro-paro la copertina di un anno fa. Ve la mostriamo e vi fosse fuggita, qua sotto.

15 gennaio 2023

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Benvenuta realtà parallela

Un anno da dimenticare, ma non tutto è perduto: BUON ANNO!

Un anno da dimenticare: che ha visto gli italiani odiarsi tra loro, ammalarsi, morire. Un paese nella stretta degli obblighi. Un anno che ha visto venir meno diritti fondamentali e acquisiti, e che resterà nel ricordo delle menti libere come l'anno horribilis della libertà e il trionfo di propaganda e disinformazione.
L'anno era iniziato con un greenpass: senza non si poteva lavorare, fare sport o assistere un parente caro, entrare alla posta o andare in banca. Persino andare al ristorante.
A febbraio è invece scattato l’obbligo di vaccinazione per gli over 50 anni e il supergreenpass. Insegnanti, forze di polizia e militari non muniti di siero sono restati a casa.

Difendere la libertà  di disporre del proprio corpo, a molti è costato caro. E a marzo, quando l'emergenza avrebbe dovuto finire, ce la siam vista prorogare al 31/12. Nel frattempo la campagna vaccinale proseguiva nonostante cominciassero a verificarsi importanti e numerose reazioni avverse: taciute e negate. Panorama  titolava “Mal di Vaccino” mentre in tv si assisteva al peggio del peggio e la censura oscurava chi osava pensarla diversamente.

Ora scopriamo che le mascherine, contengono sostanze cancerogene, ma a giugno il solerte legislatore continuava a obbligarne l'uso, mentre  in piena estate si rinfocolava il contagio ed il protocollo ''tachipirina e vigile attesa'' prendeva la prima sonora sconfitta. In pieno agosto Draghi e Speranza venivano diffidati da ben 4 studi legali : ritirte il vaccino, richiesta, rimasta ovviamente inevasa.
L'autunno ha visto il venir meno dell'obbligo di mascherina nella scuola e anche sui mezzi di trasporto, ma permane ancora nelle strutture sanitarie dove la carenza di medici e personale sanitario ha distrutto la qualità anche in quelle aree del nord dove si è sempre goduto di alti standard assistenziali.  Il Ministero della Salute ha comunicato in questi giorni in una nota che entro il 31 dicembre verrà dismessa la Piattaforma  unica nazionale per la gestione del Sistema di allerta Covid-19 e la relativa applicazione".

Ma siccome il paese continua a stare male, non c'è da essere ottimisti.
Aveva ragione Mr. Robert Kennedy venuto a Milano a dirci una verità: occorre lottare per la libertà . Difficilmente i diritti tolti saran restituiti. Il 2023 potrebbe riservare altre sorprese.
Stupirsene dopo tutto quel  che è accaduto, sarebbe davvero da ingenui.
Ma non tutto è perduto.

Di fronte ad una realtà organizzata per fiaccare fino a deprimere lo spirito di iniziativa, dove spesso la dignità umana è stata calpestata un gruppo di professionisti ha deciso di unire le forze e tutte quelle persone attività produttive che sono state escluse o sospese ma che intendono gradualmente costruire quelle strutture parallele ora assenti, ma necessarie per fronteggiare la decadenza morale e civile del modello sociale italiano.

All'interno di questa realtà sociale ed economica, la persona e la sua unicità sono al centro. Queste persone hanno difeso la loro autonomia di pensiero d'azione. ''Abbiamo lavorato in scienze e coscienza, abbiamo In molti casi pagato per non aver piegato il capo. Dopo due anni di sospensione dei diritti fondamentali vogliamo ora costruire su questo cumulo di macerie un porto sicuro per tutti noi'' afferma Dario Giacomini che ha fondato ''Fiducia'' in cui sono radunati medici, odontoiatri, psicologi, nutrizionisti, operatori e negozi ed imprese che con la loro scelta hanno fatto la differenza.

E anche questo ci dice... che non tutto è perduto. Perciò: Buon Anno!

Corona Perer
28 dicembre 2022

Canale telegram: t.me/mondo_fiducia
dg.fiducia@gmail.com

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Il paese della cose ragionevoli

La sentenza della Corte Costituzionale

Ci sono state veglie in tutta Italia. Qualcuno dei giudici della Corte Costituzionale se ne sarà accorto?  Evidentemente no. Circa 70 città italiane vi hanno aderito.

La Corte Costituzionale ha dunque emesso il suo verdetto. Gli obblighi a cui gli italiani sono stati sottoposti ''non erano irragionevoli''. Cioè erano ragionevoli.

Alla vigilia tutti si aspettavano solo che gli ermellini giudicassero con la Costituzione in mano. No, dovevano fare altro.

"Dalla sentenza si deciderà se in Italia esistono ancora diritti intangibili ed inviolabili" affermava alla vigilia Olga Milanese (Umanità e Ragione e In cammino per la Costituzione).

Ora sappiamo con certezza una cosa: non è la Carta Costituzionale la nosta bussola. Ma la valutazione sulla ragionevolezza di chi ci governa e riteneva - ad esempio - che il virus fosse più pericoloso se al bar si stava in piedi o seduti. Sorvoliamo invece pietosamente su tutto il resto. 

Dunque è anche un bene sapere in che Stato viviamo e ... in che stato versi il nostro Stato.

La questione non era solo e soltanto la legittimità dell'obbligo vaccinale, così come è stato imposto, ma capire cosa valgano i diritti per lo Stato che con una aurea Costituente li aveva fissati, quei diritti che una volta depotenziati hanno reso ragionevole la sottrazione del lavoro, della retribuzione, e con essi del diritto alla salute, di accesso ai luoghi pubblici. Tutto ragionevole, cioè non irragionevole.

''Se la Corte Costituzionale dichiarerà legittime queste misure, significherà che quegli articoli che sono alla base della nostra Costituzione non saranno più considerati intangibili, ovvero superiori allo Stato'' si diceva alla vigilia.

Ora sarebbe bello che gli ermellini giudicassero quanto ragionevole sia la Costituzione o quanto ragionevole fossero stati i Padri Costituenti. Usando il metro giusto: quello loro, quello dei Giudici ragionevoli.

3 dicembre 2022

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Informare in Italia, un'impresa
Quando è una Università a fermare le idee

Informare in Italia, un'impresa! Il politecnico di Torino ha cancellato un convegno ritirando inspiegabilmente un patrocinio che si sostanziava nel concedere la propria sede, già accordata in precedenza.
In questo modo ha di fatto annullato un convegno internazionale multidisciplinare che poteva offrire approfondimenti scientifici ad altissimo livello in campi quali la biologia, medicina, bioetica, comunicazione, diritto.

Motivo? Si parla di virus, vaccini e libertà individuali. Durante i lavori i sarebbe discuso di quanto accaduto negli ultimi due anni di emergenza, con relatori di grande caratura come John Ioannidis e Peter Doshi.

Quando la censura arriva al sapere e al mondo accademico (cosa peraltro non nuova visto i docenti universitari sospesi) una società è davvero giunta al capolinea. L'Università non può essere luogo di propaganda e di censura.

Ma a questa vergogna continua ad accompagnarsi l'informazione "interessata'' dei media. E poco conta che i giornali siano ormai in caduta libera: c'è pur sempre lo Stato a sovvenzionarli. Con buona pace per gli ex-rivoluzionari: quei famosi 5 stelle che come prima cosa avrebbero cancellato gli aiuti all'editoria.

Vicende di uno Stato vergognoso.

cperer
20 novembre 2022

p.s. il convegno si è svolto poi ugualmente, in altra sede: le idee non si fermano!

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Bomba o non bomba
Le spese militari in Europa: cifra da capogiro

L'Unione Europea ha speso 22 milardi di euro in aiuti militari per l'Ucraina nel 2022. Cifra da capogiro, cifra che fa venire il mal di mare a chi ricorda che l'Europa nacque all'indomani della seconda guerra mondiale per assicurare pace e prosperità.

La cifra è stata fatta dall'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell che ha specificato "22 miliardi, esclusa l'assistenza miltare diretta dei membri dell'Ue". Il che vuol dire che in aggiunta l'Ucraina ha incassato aiuti (e milardi) anche stanziati da Italia, Francia, Germania e compagnia bella. Non è questa l'Europa che il cittadino medio europeo desidera. Ne siamo certi.Questi 22 miliardi sono andati a fomentare morte. E sorvolando sulla nostra Costituzione  e l'art.11 (del resto sorvola per primo chi governa l'Italia e per primo il Presidente Mattarella) ricordiamo che l’articolo 51 dell’ONU legittima la difesa anche armata di un paese sovrano aggredito, ma subito dopo stabilisce che "spetta alla comunità internazionale avanzare tutte le iniziative per ripristinare la pace attraverso il dialogo e il negoziato.”
E' ormai evidente che non si tratta solo di una guerra della Russia contro l’Ucraina, ma tra la Russia e la NATO.

"Alimentarla è da irresponsabili e avvicina il rischio di una catastrofe nucleare. La distruzione delle infrastrutture civili, ed un sempre più alto tributo di sangue" afferma in una nota di UPP, Un Ponte Per, che chiede diplomazia, negoziato, cessate il fuoco immediato, avvio di una conferenza di pace per la sicurezza comune. “Fermiamo la guerra mondiale a pezzi, svuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai”.

Appello che continua a restare inascoltato.
4 novembre 2022


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Notizie in due righe

''Dal 2 novembre i sanitari sospesi rientrano in servizio''.

La notizia si scrive in due righe: "dal 2 novembre i sanitari sospesi rientrano in servizio. Il decreto sarà firmato il 31 ottobre 2022".
Dopo due anni di ostracismi, di odio diffuso verso i resistenti e - dall'altro - di sanitari bravissimi (anche a ballare il charleston in corsia), di medici di base che si rifiUtavano di visitare i pazienti per non incorrere in sanzioni dell'Ordine... l'annuncio rasserena il cuore.

Molto resta da fare per la pacificazione del paese. Ma intanto bisogna dire che la prima decisione del Governo Meloni, getta un primo raggio di sole.
Ma due anni di odio profuso a piene mani non sarà facile da dimenticare e archiviare come la pagina più brutta della nostra vita "democratica". E infatti la notizia era stata appena  battuta che una delle menti astute che per mesi hanno occupato i talk show tv, si chiedeva "ammesso e non concesso che ci siano state emarginazioni, cosa farà il governo per chi intenda NON entrare in contatto con costoro?". Dove costoro sta per chi ha scelto di non farsi inoculare con un siero del quale la stessa azienda produttrice ha ammesso pubblicamente di non aver testato l'efficacia.
Un pietoso velo scenda sul nome dell'estensore del decerebrato pensiero. Non merita nemmeno di essere citato, benchè faccia parte del cosiddetto gotha del giornalismo italiano.

c.perer - 30 ottobre 2022


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Di scandalo in scandalo
Il peggio del peggio si è avuto in questi due anni di appalti e acquisti

Di scandalo in scandalo. E stavolta sarà Ursula Von Leyen a dare spiegazioni. Il peggio del peggio si è avuto in questi due anni di appalti e acquisti. Tra mascherine e banchi a rotelle se ne sono viste di tutti i colori in Italia, ma l'ultimo scandalo potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. La Procura Europea - si badi: europea - ha aperto un'indagine sugli acquisti di vaccini contro il COVID -19. Perchè sono state acquistate 4,5 miliardi di dosi a fronte di una popolazione comunitaria di 450 milioni di cittadini. Qualcosa non torna. La Procura europea (EPPO)  è la sede competente a indagare, perseguire e portare in giudizio tutti i reati a danno del bilancio dell'UE. L'eurodeputato croato Mislav Kolakušić afferma senza mezzi termini che siamo di fronte al più grande caso di corruzione della storia dell'umanità.

Intanto in Italia poco rilievo si dà alla notizia delle notizie: ovvero che Repubblica,  testata del gruppo Gedi pubblica notizie sponsorizzate da Pfizer,  la multinazionale del farmaco produttrice dei sieri anti-Covid19 a mRna. La premiata ditta finanzia uno dei quotidiani più diffusi in Italia, che pubblica una pagina con informazioni promozionali sui vaccini.

E dunque qual è il confine tra propaganda e informazione? Tra professionisti dell'informazione e bufalari? Tra giornalisti con la schiena dritta e marchettari? Che sta facendo la banda di Open ora che dovrebbe dire quale era la vera bufala?

E quindi come stupirsi se su Repubblica non c’è traccia dell’audizione shock al Parlamento europeo, dove è la stessa Pfizer ad ammettere di non aver fatto test sui vaccini? Del resto Pfizer paga, e questo serve ad un gruppo editoriale in perdita. I lettori stanno abbandonando il glorioso giornale a cui approdava il melieu del giornalismo italiano.

E aggiungiamo un dettaglio: anche a noi in questi mesi è arrivata una allettante offerta. Rifiutata.

ottobre 2022

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Disinformazia di Stato
La triste storia di un paese, senza più verità

Approda in tv, in prima serata, la questione del gasdotto che brucia nel Mar Baltico, il famoso ormai Nord Stream ed il Mainstream (stavolta e paroline quasi si toccano) va giù di fino. Secondo la signora del giornalismo italiano (così lei si ritiene) non vi è dubbio: il sabotaggio è russo. Il gasdotto che parte dalla Russia e raggiunge la Germania, ma porta il gas anche in tutta Europa sarebbe saltato per decisione di Putin. Nessun dubbio. Neanche una esitazione. Eppure a Putin sarebbe bastato girare la valvola e chiudere...l'utenza. Cui prodest?
E poco importa che ci siano state evidenti esplosioni sottomarine, segnalata persino da Svezia e Danimarca
“Sabotaggio russo, ovviamente” sentenzia Sora Lilli con una variante più elegante di quel "Ha stato Putin" che è ormai diventata barzelletta nei social. Il  cattivone poteva chiudere un rubinetto, destabilizzare i prezzi sui mercati del gas...No: lo ha fatto saltare.
E questo mentre emerge che già nel 2018 il gasdotto dava fastidio agli americani e si fa strada l'altra ipotesi: di un sabotaggio Nato.
 “E' fondamentale ora indagare sugli incidenti" afferma la von der Leyen, che evidentemente ha gli strumenti anche per questo, mentre studia quali usare per l'Italia (rea di aver votato una volta tanto).
Intanto il Mar Baltico bolle e qualcuno aspetta che la tensione aumenti, mentre nessuno crede che la siura di Bruxelles abbia ancora un briciolo di credibilità da spendere ancora.
Mala tempora currunt.

cperer - 28 settembre 2022

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Al voto, geneticamente modificati

La triste storia di un paese, delle sue libertà. E la storia dell'uomo

Sì siamo geneticamente modificati. Nella nostra costituzione c'erano articoli che parlavano di diritto al lavoro, diritto alla salute, ripudio della guerra, libertà e uguaglianza, libertà di espressione, libertà di circolazione. Siamo un paese che è stato geneticamente modificato. La Costituzione è ancora quella, solo è stata più volte calpestata. Responsabili di questo decadimento negli ultimi due faticosissimi anni, i governi Conte e Draghi. E quel presidenzialismo che senza essere entrato nel Dna degli italiani si è di fatto installato, proprio come una di quelle app che non vorresti, ma si installano nel tuo telefonino o nel tuo pc, e ti rallentano tutto. E poi ne capisci anche il perchè.

E siamo un popolo geneticamente modificato. Lo siamo tutti e a ogni latitudine  Il presunto siero anti-COVID ha dimostrato di modificare il DNA umano. Lo dice un nuovo studio svedese.

Il dottor Peter McCullough, internista, cardiologo e medico di spicco, uno dei medici più ascoltati negli Stati Uniti, avverte che questa alterazione potrebbe danneggiare le cellule riproduttive e portare a cambiamenti genetici nelle generazioni future: “il vaccino Pfizer, infatti, trascrive e installa il DNA nel genoma umano” scrive.

E non è il solo a dirlo. Secondo Markus Aldén, ricercatore principale dello studio svedese presso l’Università di Lund, il frammento di RNA messaggero del vaccino Pfizer ha causato “cambiamenti” nell’espressione del lungo elemento nucleare 1 (LINE-1), un componente del genoma.

Secondo invece i Centers for Disease Control, “i vaccini COVID-19 non cambiano o interagiscono con il tuo DNA in alcun modo”. Ma studi sulla biodistribuzione di un ente di regolamentazione giapponese sugli effetti del vaccino Pfizer confermerebbe l’idea che il DNA nelle cellule riproduttive umane può essere modificato.

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