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I decreti caducabili ...mai caduti

Per non dimenticare: i dpcm di Mr. Conte erano incostituzionali

Per non dimenticare, ricordiamolo almeno in cabina elettorale il 25 settembre 2022:  i dpcm di Mr. Conte erano incostituzionali.
Ma non lo si sa da oggi: lo si sa dal dicembre 2020, quando il Tribunale di Roma ha definito i decreti che limitavano le nostre libertà "viziati da molteplici profili di illegittimità": per questo  "caducabili", cioè da annullare.

Era il 24 dicembre 2020 e sembrava un regalo di Natale. Una data da segnare, dopo mesi di autocertificazioni, contraddizioni, proclami in diretta tv.

Il Giudice, chiamato a esprimersi su un contenzioso in cui è finito un esercizio commerciale da sfrattare per morosità a causa del mancato pagamento canoni per la chiusura imposta dai divieti nell'ambito dell'emergenza Coronavirus,  arriva alla conclusione che i Dpcm erano "...viziati da violazioni per difetto di motivazione" e "da molteplici profili di illegittimità".

Pertanto, in quanto tali, risultano essere "caducabili". Ovvero non producono effetti reali e concreti dal punto di vista giurisprudenziale, sono da annullare. I decreti con cui è intervenuto il governo non sono "di natura normativa" ma hanno "natura amministrativa". Quindi dovrebbero fare riferimento a una legge già esistente.

Staremo a vedere che succede...avevamo scritto nel dicembre 2020.
Ebbene: i caducabili sono poi caduti? No.
E' intervenuta la solita manina e in Corte Costituzionale Mr. Conte si salvò.

Ricordiamocene almeno in cabina elettorale e ogni volta che vedremo l'avvocato del popolo.

 

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