foto Sputniknews.com
foto Sputniknews.com
Attualità, Persone & Idee

Conte, Di Maio e i golpisti del Mali

Le rotte dei migranti e i viaggi del ministro

10 maggio 2021 - Una serie di date ci dicono il senso dei recenti viaggi in Mali del ministro dei 5stelle Di Maio: davvero è andato in Mali per le rotte dei migranti? Il governo Conte ha infatti intrecciato forti rapporti con il governo del Mali: peccato che si tratti di un governo di golpisti.

Partiamo da qualche recente dato su Lampedusa che torna a scoppiare: in 24ore si sono registrati 20 sbarchi per un totale di 2.128 persone trasferite all'hotspot, una struttura pensata per 300 posti, che ne ha sempre sopportato in media 700. In una sola notte tra il 9 e il 10 maggio ne sono arrivati 635 da 4 barconi.

 

E torna il problema dei problemi: l'Europa si prende le sue quote o continuiamo a farcene carico noi?
Al tempo stesso bisogna chidersi: dialogare con Libia e Tunisia è servito a qualcosa o faremo ancora accordi bilaterali magari in cambio di moto-navi (italiane) da cui poi si sparerà verso nostripescatori? Certo, questa è una semplificazione giornalistica, ma è una traiettoria reale, che sul piano della storia recente c'è stata.

Eppur qualcosa si muove e francamente non ci pare che vada in un verso giusto, se è vero (come è vero) che il Ministro Di Maio, in forza di un accordo firmato dal Governo Conte, ad aprile di quest'anno faceva la sua seconda missione in Mali, nel tentativo di fermare le rotte di migranti che passerebbero per quel paese.

Occorre però fare un passo indietro: nella regione del Sahel in nome della “lotta globale al terrorismo jihadista” operano  militari italiani. La task force denominata Takuba, è stata decisa e finanziata dal Governo Conte  rimasto in carica dal 5 settembre 2019 al 13 febbraio 2021, per un totale di 527 giorni, ovvero 1 anno, 5 mesi e 8 giorni.

Ebbene, il ministro Di Maio ha rassicurato di recente nella missione ufficiale dell’8 e 9 aprile scorso che presto sarà nominato il primo ambasciatore italiano, il che significa che Italia e Mali intraprendono relazioni diplomatiche. Ma non può sfuggire che il  governo maliano sia un governo di transizione civile-militare nato da un golpe per mano militare avvenuto il 18 agosto 2020 da uomini guidati dal colonnello Assimi Goita, che aveva rovesciato e arrestato il presidente Ibrahim Boubacar Keïta e sciolto il governo e il Parlamento e successivamente insediato una giunta militare d’emergenza.

Giusto un mese prima del Golpe il governo Conte aveva proposto e fatto votare in parlamento (era il 16 luglio 2020) la partecipazione dell'Italia alla missione multinazionale interforze  denominata Task Force Takuba nata ufficialmente per assistere e addestrare il Mali (all'epoca democraticamente eletto) contro i gruppi armati jihadisti.

Un programma incardinato nella Coalizione per il Sahel a guida francese (con l’Opération Barkhane ela Force Conjointe du G5 Sahel) che coordina azioni tra Mali, Burkina Faso e Niger, paesi con i quali l’Italia ha sottoscritto accordi in materia di cooperazione militare (con il Niger nel 2017 e con il Burkina Fasonel 2019).

Come mai in tutti questi ultimi 3 anni non si è mai riusciti ad intercettare le rotte dei migranti verso la Libia che girano proprio da quelle parti?

Che la Farnesina annunci l’istituzione di un ufficio diplomatico nella capitale Bamako (il 21 ottobre 2020 era stato pubblicato il decreto del governo Conte che ne formalizzava l’apertura) e che Di Maio riconfermi gli impegni significa solo questo: che l'Italia collabora con i golpisti del Mali. Ma anche che durante il governo Conte e nonostante le missioni del "ministro" Di Maio non si è mai fatto il punto sulle rotte di migranti che passano per il Mali.  Indirettamente si conferma anche che i servizi segreti o funzionano poco o funzionano benissimo. Perchè l'accordo di luglio 2020 avviene un mese prima del golpe. Non lo sapevano? Oppure sapevano fin troppo, visto che  accade un mese prima del golpe.

18 agosto 2020 - Golpe in Mali arresti arbitrari ed uccisioni titolano le agenzie di stampa

E qui si passa all'aprile 2021 con la missione di due giorni in Mali del Di Maio, per ''confermare'' l'apertura di un’ambasciata italiana e (si legge nei comunicati) "indicare la volontà di rafforzare il partenariato bilaterale". Nelle cronache italiane si riferisce che il ministro degli Esteri italiano ha incontrato "il premier maliano Moctar Ouane" e nella due giorni ha incontrato presidente, vice presidente, ministro degli Esteri e ministro dei Maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana del Mali. Tutti o golpisti o espressione del governo militare autore del golpe.

Pochi giorni fa si squarciano i cieli:  il quotidiano LA STAMPA annuncia che è una giornata storica. Titolo: ''Il ministro Di Maio sostiene la sicurezza in Mali: firmato accordo storico con la comunità Tuareg''  > leggi qui

L'accordo mira a rafforzare la cooperazione in materia migratoria e di sicurezza, si legge. E il bilaterale arriva un mese dopo la visita del ministro Di Maio in Mali e, si legge ancora, "...costituisce un importante passo nell'ambito degli sforzi congiunti per rilancio degli accordi e i progressi nel processo di stabilizzazione, riconciliazione e contrasto ai flussi migratori clandestini nel nord del Mali, nel quadro degli sforzi di stabilizzazione profusi dal governo di transizione di Bamako".

I golpisti insomma lavorerebbero bene. Tutto torna.

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)

Articoli correlati