Scienza, Ambiente & Salute

Viva il peperone!

Il Peperone di Carmagnola (TO)

Sono  40 i produttori appartenenti al Consorzio che tutela il peperone di Carmagnola. Di varietà ne esistono svariate, almeno 5, dai colori verde rosso e giallo; le più pregiate sono il “quadrato” (dalla forma quadrata e dal sapore dolcissimo), “il corno di bue” (classica forma appuntita ed ottimo per la conservazione), “la trottola” (cuoriforme e molto adatto per cottura in forno), “il tumaticot” (più tondeggiante e schiacciato sui due poli, che risulta perfetto per conservazioni sott'aceto). E quando lo si prende in mano occupa un intero palmo da quanto  è grande.

Questo frutto della terra fa parte da sempre della tradizione gastronomica piemontese. La peruviana pianta del peperone giunse a Carmagnola all'inizio del 900 introdotta da un orticoltore, oggi Carmagnola è una delle capitali italiane del peperone che ha in questo prodotto ha una voce importante della sua economia.

Le qualità del peperone sono tante: ha una notevole presenza di vitamina C, di cui il peperone è più ricco anche rispetto agli agrumi (purchè mangiato crudo), proprietà antiossidanti, contiene betacarotene (soprattutto i peperoni rossi) e vitamine del gruppo B. Oltre alle vitamine, sono presenti molti sali minerali, principalmente potassio, ma anche ferro, magnesio, calcio.

Le poche calorie ne fanno un cibo consigliato in caso di diete ipocaloriche. Può creare qualche difficoltà di digestione (è sconsigliato a chi ha problemi gastrici, ma basterebbe eliminare la buccia) ed infine la notevole quantità di acqua e fibra che lo rende un naturale lassativo.

Il peperone di Carmagnola è stato adottato da Slow Food come uno dei presidi. La sede del Consorzio del Peperone di Carmagnola ha sede nell'Ufficio Agricoltura del Comune di Carmagnola. A celebrarne la bontà è la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola che si tiene a settembre di ogni anno e dove si elegge anche il peperone più grande grazie ad un concorso. Il vincitore va poi all'asta con ricavato destinazione in beneficienza. Per la Fiera, che richiama ogni anno 300 mila persone, il Consorzio ha anche inventato la valigetta 24 ore per poterlo acquistare e portare comodamente.

Negli ottimi ristoranti del territorio sono maestri nelle ricette tradizionali: lo propongono in bagna cauda come contorno di arrosti e bolliti, ripieno di carne, conservato sott'olio o sotto aceto. Consigliamo una sosta alla Trattoria della Vigna, locale tradizionale che va orgoglioso di aver cura della tradizione. Il locale ha il carattere della trattoria tipica ma la sua cucina è molto raffinata. Qui è possibile degustare ottime carni (ricordiamo che questa  la terra della Giora, una specialissima mucca di fine carriera dalla quale si traggono pezzi scelto per il buonissimo bollito piemontese) e dove si preparano piatti creativi, accostameti sfiziosi e  ricercati  (info > qui)

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)