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Carmagnola, città mercantile

I primi cenni documentali sulla città risalgono all’anno Mille

L'’amministrazione comunale di Carmagnola, città di circa 29.000 abitanti, una trentina di km. a sud di Torino, ha una fiera antica, la Fiera di Primavera. Ma quest'anno la 556^ edizione della Fiera di Primavera è stata rinviata a causa di Covid19.

Considerata la "porta" tra Torino, le Langhe e il Roero, Carmagnola è per estensione la seconda città della provincia ed ha un grande patrimonio architettonico e culturale.

Di assoluto interesse il Castello che ospita la sede del Comune (XII sec.), l’Abbazia Santa Maria Assunta di Casanova (XII sec.) con chiesa, monastero e cripta di grande valore storico, Palazzo Lomellini - Civica Galleria di Arte Contemporanea (1600), l’antica Casa Cavassa (1400), il Ghetto Ebraico, la Sinagoga, molte chiese antiche e numerosi musei tra i quali l’Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa.

I primi cenni documentali sulla città risalgono all’anno Mille. Nel XII secolo si imposero sul territorio i marchesi di Saluzzo che dominarono sino alla metà del Cinquecento edificandovi il castello e dando un grande impulso ai commerci e alla vita culturale e artistica.

In seguito alla decadenza del Marchesato, tra alterne vicende la città venne contesa tra francesi e Savoia fino al 1691, quando Vittorio Amedeo II la portò definitivamente dentro l'orbita sabauda.

Da allora la città perse il suo ruolo militare e sviluppò la sua vocazione agricola, legata principalmente alla coltura e alla commercializzazione della canapa con manufatti esportati in grande quantità verso la Liguria e la Francia.

Ancora oggi l’agricoltura ha un ruolo fondamentale nell’economia locale e Carmagnola è divenuta nota per la coltivazione del peperone, introdotto circa un secolo fa e divenuto ben presto coltivazione di pregio.

Raccolto manualmente dalla fine di luglio rispettando il severo disciplinare di produzione del Consorzio dei Produttori, è apprezzato per caratteristiche uniche di qualità e genuinità che si prestano alle più svariate preparazioni nelle sue quattro tipologie morfologiche riconosciute: il quadrato, il trottola, il tumaticot ed il corno di bue, quest’ultimo incluso tra i presidi Slow Food e tra i Prodotti del Paniere della Provincia di Torino.

Dal secondo dopoguerra ha avuto inizio il lavoro di promozione del Peperone che è divenuto un vero e proprio marchio del territorio. Risale infatti al 1949 la prima mostra dedicata al peperone, all’interno della tradizionale Fiera Autunnale. La mostra assunse nel 1959 il nome di “Sagra del Peperone” e dall’anno 2010 si fregia del riconoscimento di “Manifestazione Fieristica di Livello Nazionale” da parte della Regione Piemonte.

Il grande lavoro svolto dall’amministrazione comunale ha fatto crescere esponenzialmente la Sagra in termini di dimensioni e qualità, trasformandola nella più grande Fiera italiana dedicata ad un prodotto agricolo, con 10 giorni di eventi gastronomici, culturali, artistici ed esperienze creative e coinvolgenti per tutti i sensi e per tutte le età. Dal 2017 la manifestazione è divenuta “Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola”.

Entrambe le ultime due edizioni hanno registro oltre 250.000 visitatori e una ricaduta economica sul territorio stimata in circa 4.900.000,00 euro nel 2016 e certificata da una qualificata ricerca universitaria; risultati che testimoniano come il Peperone e la Fiera costituiscano un potente motore dell’economia locale.

La manifestazione valorizza inoltre tutta l’agricoltura del territorio, promuovendo molti altri prodotti pregiati, selezionati nelle migliori aziende: canapa, ortaggi (porri, asparagi, pomodori), formaggi (tome, formaggi del fieno) e carni (bovine di razza piemontese, avicole e di coniglio).

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