
Editoriale
La vita continua anche se siamo affacciati sull'orrore
1 aprile 2025 - ''Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant'' scrisse Publio Cornelio Tacito. Ovvero: "dove fanno il deserto, lo chiamano pace". La frase latina è contenuta nell'Agricola e l'autore la fa pronunciare al generale della Caledonia (l'odierna Scozia) Calgaco.
Il militare era a capo di una tribù, i Caledoni appunto, che nei primi anni '80 (siamo nel primo secolo dopo Cristo) si scontrano con i Romani arrivati in Britannia. Calgaco parla alle sue truppe prima della battaglia in cui vi è un'unica alternativa agli insaziabili dominatori venuti da Roma: o libertà o morte.
Tacito sembra prendere posizione. Lui che era sempre in servizio, era incaricato degli Annales: doveva raccontare le conquiste romane, segnare confini. Era il cronista del tempo e in mano aveva la storia. La frase appare quindi come una vera e propria denuncia contro l'imperialismo o, più in generale, contro ogni azione bellica.
Tracciare un parallelo con i giorni odierni, sospesi ormai sulla voragine del possibile rischio nucleare è fin troppo facile. I negoziati di cui Trump continua a parlare sembrano solo un bluff in attesa del colpo mortale che si sta preparando. L'Iran ha smesso da tempo di fidarsi degli americani e del resto come prendere sul serio chi afferma di trattare con qualcuno del quale non si sa nemmeno il reale potere?
La frase pronunciata il 31 marzo 2026 - al termine del primo mese di guerra - dal segretario di Stato Americano Marco Rubio appare eloquente: ''Gli Stati Uniti stanno negoziando con alcuni rappresentanti in Iran, ma non c'è certezza che abbiano una reale autorità''.
Della serie dilettanti allo sbaraglio. Solo che in mezzo c'è un mondo che rischia di andare in frantumi. Tacito docet.
(corona perer)
1 aprile 2026

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Oriente in fiamme
5 marzo 2026 - A cinque giorni dall'inizio di Epic Fury il mondo è in fiamme, affacciato sull'abisso della terza guerra mondiale. Trump domina le cronache: sbeffeggia la Spagna che nega i suoi spazi per le forze Usa, lui fa spallucce (''le useremo quando vogliamo''), lancia anatemi come fosse la guida suprema del mondo.
Trump, il Giustiziere, Trump il Nobel per la Pace mancato, Trump il Presidente della Pace. Questo lo dicono solo i suoi yes-man. I commentatori in contro tendenza sanno chiamare le cose col loro nome e la guerra scatenata in Iran si chiama in realtà: Epstein Fury. Trump sta cercando di distogliere i nostri occhi dai files che lo inchiodano e lo certificano come abituale frequentatore dell'isola degli orrori.
C'è qualcosa di folle nel tempo che stiamo vivendo e ci lascia impotenti ed affacciati sulla deriva. Senza parole e balbettanti. Con un Oriente in Fiamme. Nulla di buono verrà da questa guerra. L'uccisione di Khamenei che pare aver atteso la morte in casa sua come un giorno qualunque dopo aver preparato tutto persino il testamento politico, umano e personale, porta solo odio che pagheremo tutti in Occidente.
C'è una frase tratta da un'opera scritta quasi duemila anni fa dallo storico romano Tacito che ci fa riflettere. Sono parole di un capo britanno, Calgaco, mentre arringa i suoi uomini prima della battaglia: i Romani stanno conquistando la Britannia che oggi chiamiamo Gran Bretagna o Inghilterra. La campagna militare era condotta dal generale romano Giulio Agricola. ''La desolazione la chiamano Pace'' e ci viene in mente Gaza e il Board of Peace, le foto ricordo dei vertici della Pace (ai quali sedeva anche l'Italia!) dove la retorica vuota sbianchettava lo strazio e il dolore di centinaia di migliaia di vittime umane.
Le parole di Calgaco dovrebbero ricordarci come l'uomo al potere non sia essenzialmente cambiato in questi 2000 anni.
Corona Perer
marzo 2026

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Gli Orchi sono tornati
L'orrore degli Epstein Files
Secondo alcune fonti: sarebbe vivo e attualmente a Tel Aviv dove le cure ormonali per evitare gli impulsi della pedofilia lo avrebbero portato alla venerabile quota di 110 kg. Di certo c'è che il suo fantasma aleggia sul mondo e l'orrore inferto alle sue vittime è inenarabbile. Degli Epstein files in questo giornale non ne stiamo parlando perché lo abbiamo capito ormai tutti: negli Epstein files c'è solo orrore, orrore allo stato puro.
A questo orrore siamo esposti tutti, semplicemente scrollando il nostro cellulare: c'è chi si ferma e legge, e chi scrolla, guarda di sbieco e fila via verso il prossimo orrore. Ora pare persino che Epstein sia vivo, orrore degli orrori, l'orco sopravvissuto a se stesso.
Perciò c'è una ultima cosa da dire. Ed è quella che rispondo quando mi chiedono "...lei che ne pensa?".
Io rispondo. "Abbiamo capito che il mondo è fatto anche di orchi, terribili e schifosi. Ma evitate di andare a capire cosa facevano, evitate la morbosità di sapere, evitate di cercare fin dove può arrivare il Male. Il Male esiste. Ma lasciate il Male al Male. Tenetevi le mani pulite, non sporcate i vostri occhi, non sporcate le vostre menti. Lasciate che sia il Male ad occuparsi e ad avere orrore di se stesso".
Parole inutili? Forse.
Corona Perer
8 febbraio 2026

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L'era della volgarità
Questo inizio d'anno è stato di una volgarità enorme. Andiamo alle parole: volgarità significa cafonaggine, grossolanità, rozzezza, sguaiataggine, trivialità, maleducazione, villania. La volgarità è la mancanza di finezza, educazione, signorilità o buon gusto, manifestata attraverso modi, comportamenti o espressioni grossolane, triviali o offensive. Indica una rozzezza spirituale o sociale, o un'azione/frase sconcia (scurrilità, sguaiataggine). È l'opposto di eleganza e nobiltà due qualità che servono alla diplomazia, dove si impara a camminare come in un negozio di cristalli, dove non si deve urtare nulla, saper trovare la miglior via. In una parola mediare.
Abbiamo visto pirati sequestrare navi con un mandato presidenziale, e presidenti rubare petrolio, rapire arrestare e processare capi di stato, per poi minacciare mezzo mondo, e sbraitare per non aver ricevuto un premio per tutto questo, pestando i piedi e piantando bandiere tra i ghiacci con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Con l'AI ha pure camminato tenendo per mano un improbabile pinguino, animale che notoriamente vive solo al Polo Sud del Pianeta Terra.
La questione Groenlandia è molto più che uno scherzetto: è la cartina al tornasole della politica Usa: volere a tutti i costi un'isola dove alla fine gli Usa c'erano già con proprie basi militari.
A dire senza mezzi termini che l'ordine internazionale basato sulle regole è ormai una "finzione" che non funziona più è stato il Premier Canadese Carney il quale ha subito suscitato le ire dell'elefante nel negozio di cristalli: Trump gli ha ritirato l'invito a entrare nel Board of Peace il cosiddetto Consiglio per la Pace da lui creato, e presentato a Davos, dove suo genero (...si sa, sono affari di famiglia) Jared Kushner ha svelato la “nuova Gaza”: grattacieli, complessi residenziali lussuosi. Nella fantasia di Kushner, i palestinesi appaiono in assenza, sepolti sotto le macerie della vera Gaza. Una volgarità enorme.
Da incorniciare la dichiarazione del Primo Ministro spagnolo Sanchez che ha respinto l'invito a entrare nel "Consiglio per la Pace": "Dopo lunga riflessione, la Spagna ha deciso di non partecipare al cosiddetto Consiglio per la Pace. Ringraziamo per l'invito, ma lo decliniamo. Questo consiglio opera al di fuori del quadro delle Nazioni Unite e non include l’Autorità Palestinese. Il futuro di Gaza e della Riva Occidentale deve essere deciso dai palestinesi"
Tutt'altra cosa dalla prima imbarazzata dichiarazione di Giorgia Meloni che si è nascosta dietro la Costituzione per dire - senza dire - se entrarci o meno per poi aggiungere ''Ho fiducia in Trump spero potremo dargli il Nobel per la Pace''. Lo ha fatto mentre sfoderava un sorriso smagliante insieme a Friederich Merz con il quale ha siglato un'intesa per esportare più armamenti. Che tristezza. Che degrado.
Questo inizio d'anno è stato di una volgarità enorme. Siamo messi veramente male.
25 gennaio 2026

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BUON 2026, sperando vada meglio
Cari lettori, Buon Anno!
Inizia con qualche segnale inquietante: una chiesa che brucia e crolla ad Amsterdam, un attacco mortale di droni ucraini ad un hotel dove si festeggiava; morti e feriti. Fuochi anche lì, nelle tende di Gaza, ma per scaldarsi ...mentre Erode guarda i fuochi d'artificio nella casetta del suo miglior amico a Mar-a-Lago. Fuoco in una discoteca dove l'adrenalina della festa fa dimenticare il rischio.
Intanto soldati al fronte, costantemente costretti a guardarsi alle spalle. E pirati nei mari. Sì proprio così: pirati, corsari!
Questo tempo sembra andare indietro e non proseguire affatto! Il progresso è ormai parola desueta, carica di ipotesi poco credibili.
Il Capodanno non è solo una data sul calendario per tutti noi. È un momento di ripartenza interiore, quando c'è la convinzione che andare avanti sia possibile in qualsiasi circostanza, anche se il percorso promette di essere impegnativo.
Lo sappiamo. Sarà un anno più impegnativo degli altri.
A guardarci dalla Luna non sembriamo molto felici...
Ciò nonostante, a tutti, buon cammino!
Corona Perer
www.giornalesentire.it
1 gennaio 2026

Autore: Corona Perer
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