Attualità, Persone & Idee

Editoriale - Mario Monti, parole inqualificabili

Ecco cosa pensa un senatore a vita. Siamo messi male

Scandaloso e inaccettabile. Di più... delirante!  Almeno per chi sia convinto che i popoli sono liberi e crescono liberi solo nella conoscenza. Ebbene Mario Monti, con non-chalance straccia la libertà d’espressione e d’informazione su La 7, davanti ad una giornalista che è stata per anni... ai vertici dell'Unità organo di informazione del PCI e che quindi dovrebbe avere nel suo dna dei fondamentali irrinunciabili per una giornalista.

Ebbene il senatore a vita ed ex premier ha affermato che è opportuno trovare “delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione”. Meno democratiche? E per di più somministrate? Da chi... di grazia? Parole inaccettabili dall'uomo che ha governato a Palazzo Chigi, bocconiano per formazione, ben introdotto nei salotti europei.

Concita De Gregorio, a dire il vero, ha sentito la decenza di fare una domanda: chi decida come dosare l’informazione. Monti ha risposto: “Il governo, ispirato dalle autorità sanitarie”. Ma poi nessun distanziamento, nessun sussulto di dignità giornalistica. Siamo proprio messi male. La7 del resto è una tv che si può tranquillamente darla per vista e per "letta" (...in tutti i sensi).

Dall'inglorioso siparietto deduciamo dunque che occorre dosare dall’alto l’informazione. E Perchè? Perché siamo “in guerra” (ovvio!) e la comunicazione di guerra chiede gente obbediente e informata secondo il regime.

Inqualificabile.
E ancora più inqualificabile il silenzio della categoria e delle istituzioni che la "governano" ovvero ordini, simdacati, federazioni.
“Mala tempora currunt sed peiora parantur” (Cicerone)

c.perer

Mario Monti in delirio senile?

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Il peggior furto: essere senza verità
Il caso dovrebbe dominare tutte le prime pagine: invece, silenzio

Se qualcuno non ha ancora occhi per vedere cosa succede nel mondo dell'informazione italiano è grave. Significa che anni di entertainment, di quiz, di talk-show in lustrini hanno ormai obnubilato la mente degli italiani. Sarà anche per questo che proprio in questi giorni è stata certificata la fuga dal prime-time tv: la televisione si guarda sempre meno e sta esplodendo l'informazione in Telegram dove le informazioni invece girano.

Prendiamo il caso della notizia bomba relativa al British Medical Journal, rimbalzata anche su Twitter e mai approdata nel mainstream. Ebbene la prestigiosa testata ha fatto parlare chi ha gestito gli studi clinici del siero Pfizer: i dati sono stati falsificati

"La società ha falsificato i dati, gli studi: non erano in doppio cieco, ha impiegato vaccinatori non adeguatamente formati ed è stata lenta nel seguire gli eventi avversi riportati nello studio cardine di fase III di Pfizer. Il personale che ha condotto i controlli di qualità è stato sopraffatto dal volume di problemi riscontrati" si legge. Ma ad aggravare il quadro è ciò che è accaduto al direttore regionale, Brook Jackson che, dopo aver ripetutamente informato i ricercatori di Ventavia ha inviato un reclamo tramite e-mail alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. E' stata brutalmente licenziata lo stesso giorno.

Jackson allora ha fornito il BMJ con decine di documenti aziendali interni, foto, registrazioni audio ed e-mail.

Lo ha raccontato Paul D Thacker nel suo articolo sul BMJ e i fatti risalgono all'autunno di un anno fa, dunque 2020, poco prima che Pfizer immettesse nel mercato il suo "siero" che ci si ostina a chiamare vaccino. Dunque per accelerare le somministrazioni si saltarono le fasi obbligatorie di sperimentazione. Se ne deduce solo questo (e peraltro lo si è sempre temuto): la sperimentazione sono i cittadini accorsi a farsi iniettare il siero miracoloso.

La notizia è passata e gira ovunque. Solo in Italia non è apparsa nel mainstream, niente Ansa, niente tv. Peggio: è stata bollata come una fake-news dal solito trenino di giornalisti ben posizionati, Parenzo e Mentana in primis.

C'è davvero da preoccuparsi. Altro che terza dose.

5 novembre 2021

 

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La logica del noi e del voi
La deriva in Italia è ormai un processo in atto. Si chiama ''cattiveria''

Credo sia il periodo peggiore per chi guarda per vedere e capire. La logica del "noi" e del "voi" ha ormai preso il sopravvento. La società è divisa e qualcuno ha scientemente agito per dividerla probabilmente memore della lezione (perversa) del ''divide et impera''. Potrà mai ritenersi un bravo governante chi ha fatto questo all'Italia? Lui, magari, allo specchio si risponderà che sì, è stato proprio bravo. Ma il suo fallimento è plastico e tangibile: sta nelle piazze italiane.

Al tempo stesso ci sono segnali importanti: la gente che diventa popolo. Le piazze che i giornali non rilevano, le folle che sfilano pacificamente, i "pericolosi" rivoluzionari che inneggiano alla non-violenza e svuotano la piazza per lasciare la Polizia a mani vuote, sono un segnale importante. Pensate che paradosso: ieri l'Italia era in piazza e l'unica piazza vuota e sgomberata era quella di Trieste, perchè Trieste era in piazza altrove dove tutti manifestavano in nome di Trieste! Puzzer li ha raggiunti per un messaggio di persona, è andato persino a ...Belluno!

Fanno intanto capolino le statistiche e i dati veri sulle morti per Covid: e benchè vengano certificati da organismi autorevoli come l'ISS si arriva a ridicolizzarli e silenziarli. Benchè siano portati a galla da autorevoli firme come Franco Bechis, si continua a rimestare nella disinformazione e nella applicazione di categorie sempre sbagliate: quelli che manifestano non han capito nulla, sono solo no-vax...orrore! Già che ci siamo chiudiamoli in casa come i sorci così svuoteremo anche le piazze. La deriva in Italia è ormai un processo in atto.Viene da chiedersi se fra gli ingredienti del siero miracoloso non ci sia anche qualche molecola di "rabbia canina".

E poco importa che un'altra Italia in ogni piazza faccia sentire la sua voce, e che persino i portuali di Danzica abbiano steso uno striscione per Trieste. Poco importa. I processi con la gente che sbraita si sono spostati in TV, mentre chi governa sta zitto: neanche una parola per chi inerme ha ricevuto la manganellata. E' capitato anche a degli studenti, non solo al porto di Trieste.

Ecco questa è l'Italia colta nel periodo peggiore per chi guarda per vedere, capire. E narrare.

C.Perer
24 ottobre 2021

 

NOTA BENE extra:  a quel lettore-stalker che schifa SENTIRE perchè è libero e indipendente, ma continua a leggerlo con la bava alla bocca, mandiamo un bonario avviso. Attenzione: le sue mail inutilmente classificate come spam, vengono repertate e all'occorrenza saranno esibite come prova di molestie. Non gli piace SENTIRE? Legga altro: ha il mondo a disposizione. Siamo anche noi per la non-violenza e stiamo lontani dai veri fascisti che ammorbano il mondo.

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I Giusti con la bava alla bocca
Ma chi sono i veri fascisti?

La fotografia perfetta l'ha scattata Cacciari in anticipo sui fatti di Trieste e delle stesse cariche della Polizia al porto di Trieste su gente inerme e pacifica tuttalpiù armata di un rosario in mano.

Nel paradosso italiano (in status di emergenza sanitaria pur registrando il minor numero di morti di sempre), sono due le dinamiche di questi ultimi giorni: strumentalizzazione e mistificazione della realtà, dove per mistificazione intendiamo quella alterazione della verità che viene operata con astuzia e sottigliezza di argomentazioni.

Ebbene il paradosso è un sindacato che abbandona i lavoratori e la madre di tutte le battaglie: la difesa del lavoro. Landini che si abbraccia con Draghi, l'allarme al fascismo di ritorno (quando tutti sanno che i veri responsabili delle devastazioni alla CGIL sono stati lasciati in piazza dove non dovevano nemmeno mettere piede...), tutto  ciò trova piena configurazione lessicale nelle parole di Massimo Cacciari che sono state chiarissime: "...questa è la fotografia perfetta di come i fascismi,  possano subdolamente emergere sulle onde di applausi e mobilitazioni di certi apparati che si proclamano antifascisti".

Nel caso del blocco al porto di Trieste e del pugno duro (anzi degli idranti) altra strumentalizzazione e altra becera mistificazione della realtà: molti si-green pass (e  si-vax) manifestano sui social i loro guduriosi orgasmi, lussuriosi e dimentichi di quando - da  persone di sinistra - facevano orgoglioso sfoggio della falce e del martello alle manifestazioni operaie, e cantavano Bella Ciao convinti di essere dalla parte giusta del mondo. Bene: per loro chi è al porto non ha capito niente della pandemia.

E sono loro che non han capito nulla: e cioè che è in corso una battaglia sul diritto al lavoro, contro ogni discriminazione, specie quella innescata da mesi di martellante infodemia. Loro "i giusti" stanno con la bava alla bocca, come pitbull e rottwailer assetati di sangue, ansiosi di sbranare la preda e di poter dire: "Alè!  Sbraniamoli, non avete visto? Sono brutti e cattivi". 
A noi tutto questo fa solo una enorme tristezza e genera una domanda: ma queste persone non sentono di essere proprio loro i primi e veri fascisti?

cperer
18 ottobre 2021


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Non è questa l'Italia che vogliamo
Le riforme di Draghi a colpi di fiducia  (5 in sole 48 ore)

''Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta''. Si era presentato così Mario Draghi.

Ma la luna di miele con l'economista, accademico e banchiere è finita. I decreti sul green pass, che hanno diviso il paese ed esacerbato gli animi, le riforme a colpi di fiducia che azzerano il dibattito parlamentare (5 in sole 48 ore) dicono che Mario Draghi non è più l'uomo che cammina sulle acque. E questo anche se oggi la Confindustria lo definisce "Uomo della Necessità".

Lo si dà per prossimo Presidente della Repubblica, e intanto governa da primo Ministro. Ma che possa diventare Capo dello Stato è già molto  improbabile e si fanno avanti nomi di persone che la Costituzione potrebbero difenderla davvero: Massimo Cacciari, ad esempio. Ma si fanno anche i nomi di Massimo Barbero e Rosy Bindi. Why Not?

E così, come Giuliano Amato resterà per sempre nella mente degli italiani per essere colui che rubò in una notte dai conti correnti degli italiani (che lo scoprirono al mattino), Draghi rischia di passare per quello che ha reso  una parte di italiani profughi...in patria.

Così non va. Non è questa l'Italia che vogliamo.
Non l'avrebbero immaginata così nemmeno i Padri Costituenti.

23 settembre 2021

p.s. scorrendo questa pagina, più sotto, c'è la lettera aperta che avevamo scritto a Draghi. Meriterebbe una lettura...specie per quanto l'ex presidente Cossiga ebbe a dire di Mario Draghi

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Gino Strada uomo controcorrente

13 agosto 2021 - E' una bella notizia la petizione per togliere l'intitolazione di Piazza Cadorna a Milano e assegnarla a Gino Strada. La petizione su Change.org ha già ricevuto una valanga di firme. Ricordiamolo: il generale Cadorna mandò  migliaia di giovani alla morte, come carne da macello. Gino Strada invece odiava la guerra e la combatteva da medico.

Un grande uomo e un grande medico. Una vita sempre a fianco delle vittime di guerra. Un sognatore: voleva una sanità più giusta.
Che Gino Strada risultasse "indigesto" al potere è chiaro. Lui non le mandava a dire. "L'articolo 11 dice che la Repubblica è nata ripudiando la guerra e garantendo alcuni diritti: come quello alla salute. E quell'articolo è stato tradito" ha detto più volte nei intensi interventi.

Strada godeva di una popolarità immensa e quando lo candidarono a Presidente della Repubblica rispose: "....lo prendo come un apprezzamento per il lavoro di Emergency, che è sociale e politico con la P maiuscola. Noi abbiamo scelto di curare le persone e non di ucciderle”. Di far politica a lui in realtà non gliene importava affatto. Il suo lavoro era  fare il medico e lui lo ha fatto in tutto il mondo.

"Ci sono 21 cardiochirugie in Lombardia, in Africa ce n'è una: a Karthoum ed è la nostra".

Da medico diceva di accontentarsi di aver fatto una cosa "banale": curare gli altri, sforzandosi di portare l'eccellenza dove altri porterebbero qualche sporadico aiuto tanto per lavarsi la coscienza. "E' una vergogna che l'Africa sia nello stato in cui si trova, noi ci facciamo la Tac al primo mal di testa e a loro pensiamo che basti portare una scatola di medicine".

Il fondatore di Emergency giudicava un'indecenza la sanità pubblica basata sul profitto. "Una vergogna" affermava con franchezza.
Un grande uomo, un grande medico. Riposa in Pace, Gino Strada. Emergency porterà sicuramente avanti le tue battaglie.

Corona Perer
13 agosto 2021

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 L'incredibile silenzio sulla morte di De Donno
A parlare per lui sono gli applausi di chi è guarito con la sua terapia al plasma

Il silenzio della televisione, le notizie lapidarie se non svogliate dei giornali, ovvero l'oblio: chi ha decretato che un medico, tenacemente impegnato a cercare una via alternativa al Covid, con risultati positivi peraltro, dovesse essere dimenticato in un paese che ha deficit di memoria da sempre? Silenzio sulle indagini per istigazione al suicidio, silenzio sui funerali.

Eppure ieri a Mantova la chiesa era gremita di gente. Lo scrive ANSA in una notizia che non è in homepage ma va cercata nelle cronache regionali: "....tanto gremita  che è stato consentito di tenere aperti i ponti che danno su piazza Mantegna, dove altre centinaia di persone, anche provenienti da fuori provincia, si sono radunate per rendere l'ultimo saluto alla contestata terapia del plasma iperimmune per la cura del Covid".

Rileggiamo: ''...si sono radunate per rendere l'ultimo saluto alla contestata terapia del plasma iperimmune per la cura del Covid". Alla terapia o all'uomo che aveva individuato la terapia? Ma al di là del possibile refuso, quantomeno un lapsus freudiano che elimina la persona, quali sono i motivi per dire che fu una "contestata terapia"? Semmai ci fu uno studio, con molte ombre sul metodo che lo stesso De Donno ebbe il coraggio di denunciare.

ANSA, cioè la principale agenzia di stampa italiana prosegue segnalando che ai funerali c'era "...Molta compostezza e commozione tra i presenti e nessuno striscione o cartello dei no vax che avevano assunto De Donno come icona del loro movimento". Anche questo lo dice Ansa, ai funerali c'erano  i pazienti da lui guariti !

Ma come stupirsi di questo? Nei giorni, dando notizia della scomparsa ANSA scrisse che "il medico era molto attivo nei social dove discuteva con se stesso anche attraverso profili falsi". Incommentabile, parla da sè. Frase che si ritrova nei siti che rilanciarono "paro-paro" il lancio citando la fonte  come ad esempio "Stato Quotidiano": eccola (> qui), ed è citata anche la fonte.


E come si legge fin dal primo lancio sulla morte, è già chiaramente esplicitato che De Donno non voleva srumentalizzazioni no-vax, per cui perchè fermarsi a rilevare che ai funerali non c'erano gli striscioni no vax?

Nessun rispetto, solo oblio.
Questa è l'Italia.
Questa è l'informazione ripiegata su veline, a loro volta piegate al sistema.
Povera Italia, povera patria.

Corona Perer
3 agosto 2021

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Errare umanum est perseverare diabolicum est
Seconda condanna della Corte dei Conti per il sindaco Francesco Valduga

8 luglio 2021 - Ricordate la notizia del sindaco di Rovereto che elevò a dirigente generale un funzionario di terzo livello che non aveva i titoli per diventare tale? La transustazione avvenne trasformandolo in dirigente e, lo stesso giorno, in dirigente generale. Una performance in sole 24 ore che rappresenta un record italiano. Bè, se ricordate la notizia, merita una veloce ribattuta, cioè un aggiornamento, che potete leggere qui.
Noi infatti non spenderemo neanche una riga in più: da cittadini amministrati ci siamo già fatti un'idea sufficientemente ampia sul saper-fare del Sindaco che si candidò...per fare bene.


Corona Perer
luglio 2021

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Poveri sindaci, non possono amministrare
La levata di scudi a favore di un sindaco che (dicono i giudici) trucca un concorso

(27 giugno 2021) - Quello che si è visto in quest'ultimo mese a Rovereto, nel ricco e civile Trentino fa pensare. La notizia è nota ai più: un sindaco (quello di Rovereto, seconda città del Trentino) viene condannato dai Giudici della Corte dei Conti di Trento per una nomina. Nel caso specifico trattasi di una persona ai massimi vertici senza che questa persona avesse a suo tempo i titoli per ricoprire l'incarico e in barba ad altri che i titoli... li avevano.

Si fa presto a fare la sintesi sui silenzi: è rimasto zitto l'interessato ed è rimasto zitto (o quasi) anche il PD alleato di governo di quel sindaco. Sono rimasti zitti anche i competitors di quella selezione. Erano in tutto 26, compreso il funzionario di terzo livello elevato a direttore generale.

E c'è chi invece ha preso la parola per una difesa del sindaco, ora esplicita e ora implicita. Così, approfittando del recente caso di Crema (dove il primo cittadino di quel Comune è stato ritenuto responsabile di un infortunio accaduto ad un bambino), il caso 'trentino' ha beneficiato di una colossale rimozione del problema. E così non si è affatto parlato del caso in ispecie (un concorso evidentemente alterato), ma si è parlato d'altro, con nell'ordine:

- il sindaco condannato a sottolineare il peso di chi amministra, ma anche la confusione dei giudici e della loro sentenza (sic!)
- i sindaci del territorio a solidarizzare con il collega: perchè troppe regole non aiutano a governare!
- il presidente del consorzio (che raduna i sindaci) ad accorrere in soccorso con parole più o meno sulla falsariga di quelle usate dai sindaci, in ordine sparso, ma tutti solidali con il sindaco condannato;
- un assessore provinciale agli enti locali a ulteriormente ribadire il peso sulle spalle di chi amministra;
- dulcis in fundo: un avvocato del Foro (iscritto del Pd) ad auspicare lenzuolate di riforma sugli strumenti a suo dire obsoleti in mano alla magistratura contabile (!).

Che si trattasse del caso relativo ad una nomina di persona senza titoli, chiamata ad amministratore una macchina complessa come quella di un Comune, in presenza di altri candidati muniti di titoli e controtitoli era ormai  un dettaglio. Che poi quella persona amministri ancora, senza averne titolo e sotto lauto compenso, poco importerebbe.

E allora dobbiamo porci qualche domanda: anzitutto sulla (in)decenza di chi tace, e sul livello di percezione di un termine come legalità.  Come stupirsi che manchi legalità in Italia, in un sistema che beneficia gli amici, premia gli amici degli amici, e compie il sistematico sfregio delle regole, contando sulla altrettanto sistematica  opportunità di ribaltare nei gradi di giudizio le verità  che diligenti magistrati hanno ricostruito?

Questo non è uno Stato, ma uno "stato di demerito". Uno 'stato' conclamato di mancanza di regole.
E oltre che cornuti dobbiamo dirci mazziati: perchè se è così ... probabilmente ce lo meritiamo.
Perchè la scorciatoia è la regola, l'abitudine, la naturale propensione all'italico vizio di trovare sempre una soluzione alle leggi. Quelle leggi e quelle regole che costituiscono l'impalcatura dello stato. Obsolete dirà qualcuno.

Poveri Sindaci, Povera Patria. Ci sono troppe regole: non possono amministrare.
Da nord a Sud, da Sud a Nord, quel Nord che ci teneva tanto a portare alta la bandiera del buongoverno, delle buone pratiche. Melassa che ormai non incanta più nessuno, produce solo nausea.
Colpa delle regole.

Corona Perer
27 giugno 2021

 

 

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La cura delle parole, della musica, dei silenzi

La scomparsa di Franco Battiato, un maestro

Cantava "Povera Patria". Ma ci ha curati con la sua musica, ci ha donato poesia e orizzonti infiniti come quando vagava in quei campi bianchi del Tennessee: come era arrivato, chissà.

Franco Battiato non era solo musica: lo racconto qui. Ci ha donato poesia, ci ha lasciato pensiero e silenzi in musica. In una delle sue canzoni sul frastuono della vita: "....E quando si trattava di parlare aspettavamo con piacere" (Prospettiva Nievsky).

Era un uomo di pensiero e di idee, uomo in perenne mutamento. Per cui chi cercasse coerenzxa tra il primo e l'ultimo Battiato sbagerebbe strada. Un uomo cambia, ebbe a dire.

«Cambiare idea è un dovere e una necessità, e non un capriccio o una debolezza; è una crescita evolutiva. Un uomo deve cambiare idea, se non è contento di quello che è. Spesso ci sono persone contente di quello che sono perché non si sono affatto analizzate: magari uno è uno stronzo e continuerà a restare tale. È quando entra in campo la consapevolezza che subentra anche la crisi» diceva Franco Battiato.

La meditazione era quindi la sua dimensione più autentica. Credo stia sperimentando la vera vita che voleva, la vera luce che cercava, la vera libertà che sperimentava nelle sue meditazioni.

Grazie e Buon viaggio Franco. Troverai quella luce che cercavi.

Corona Perer
18 maggio 2021

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La notte del Garante dei garantisti
Grillo e la vergognosa sfuriata in tv per difendere il figlio

Un padre difende il figlio accusato di stupro di gruppo. “C'è un video, si sono solo divertiti” sbraita lui utilizzando il suo canale video nel quale non usa nemmeno una parola per la vittima, per la possibilità che non si tratti di una bravata e che violenza ci possa essere stata.

''C'è il video'' urla e si accapiglia. Ebbene già il fatto che ci sia un video basta a dire che violenza c'è stata ! Quel video è già violenza.

Si stupisce (invece) che la denuncia ci sia stata dopo 8 giorni. Dimenticando le dinamiche di una vittima di violenza: che deve elaborare, decidersi, superare la vergogna. E' davvero inqualificabile la difesa d'ufficio del padre. Lesiva, soprattutto: per il figlio. Non meno vergognosa le parole della madre, a rincarar la dose.

Per il garante dei garantisti (...che come lui a caldo non hanno usato una parola per la ragazza rimasta in balia di Ciro e dei suoi amici), è la notte. E forse anche la fine. Perché non si può dimenticare che lui è anche un uomo pubblico, in questo momento impegnato a tirare la volata all'ex capo del governo, avvocato Conte. Un uomo che fornisce di sé la peggior versione.

Un padre pieno di rabbia? No, un uomo violento, pure lui. E per questo inqualificabile e vergognoso.

Corona Perer
20 aprile 2021

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La poltrona che non c'è
Il machismo di Erdogan e la figuraccia di Michel

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel su FB scrive dello sgarbo di Erdogan verso Ursula von der Leyen: a suo dire "...frutto di un'interpretazione rigorosa da parte turca delle norme protocollari" che "ha prodotto una situazione sconfortante: il trattamento differenziato o addirittura diminuito della presidente della Commissione europea".
Lui però non si è alzato: vergognoso. Non meno vergognoso del Sultano, il quale ci dimostra ancora una volta che la Turchia non ha nulla a che spartire con la cultura europea. Forse questa è la vera pietra tombale sul possibile ingresso in Ue da parte della Turchia (peraltro a suo tempo caldeggiato dalla Merckel e da Prodi...).

Quindi: di un Erdogan che poco prima di essere rieletto fece passare una legge che depenalizzava i matrimoni a 9 anni  e recentemente ha messo una croce sulla dichiarazione di Instabul che sancisce i diritti delle donne contro la violenza, non ci scandalizziamo. A suo modo coerente, di quel machismo tipico della cultura islamica e che ovviamente ci fa ribrezzo assoluto. E bene a fatto il presidente del Consiglio Mario Draghi a chiamare le cose col lor nome:  lo ha iscritto di fatto alla categoria dei "dittatori".
Di Charles Michel invece ci stupiamo. E molto. A quale categoria dovremmo iscriverlo?
Dovrebbe dimettersi, punto e a capo.


Corona Perer
9 aprile 2021

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La città Vuota
Ferdinando Camon commenta il tempo sospeso

Le città sono morte. Le fontane sono deserte, non solo non ci sono turisti a guardarle, ma non ci sono neanche colombi. Non siamo soltanto noi “umanità” a fuggire la vita e rifugiarci nella solitudine, ma è anche tutta la “natura”: gabbiani o colombi che passeggiano indisturbati sul selciato sembrano così stupefatti per la loro solitudine che pare stiano lì a discuterne. Noi uomini siamo spaventati, ma gli animali più di noi. È tutto assurdo e innaturale.

Ormai siamo abituati a uscire di casa con la mascherina, girare per i negozi, se incontriamo qualcuno non capiamo bene chi è ma cerchiamo d’indovinare. Però qualche foto di noi per la strada con indosso la mascherina finirà nei testi di storia fra qualche decennio, nelle pagine dove si parlerà dell’epidemia, e i nostri nipoti le guarderanno con meraviglia. A me la foto che mette più tristezza è quella dell’aula scolastica vuota.

Ferdinando Camon
scrittore

 

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Lettera aperta a Mario Draghi

Egregio Presidente,

Molti italiani salutano con sollievo il suo arrivo, ma solo perchè ha mandato a casa l'uomo dei DPCM che ha il "merito" di aver cominciato lo sporco lavoro di spazzare via i diritti degli italiani.
Ci auguriamo quindi che userà la ramazza per le primule e la marmaglia che anzichè aprire scatolette di tonno ha pensato di risolvere il problema della pandemia con un'enorme commessa di banchi a rotelle (senza mai rispondere su quelli buttati via). Gente che ci ha portato a comprare siringhe in Cina al doppio del loro prezzo, a società che peraltro erano italiane e si costituivano 5 giorni prima della commessa. Teste di cuoio che hanno importato mascherine non conformi, oppure ne ha affidato la produzione a gruppi industriali ex-italiani (FCA) che fanno tutt'altro ed infatti hanno sfornato presidi importabili perchè puzzolenti di petrolio.
L'uomo dei Dpcm non ci mancherà. Lei però faccia un buon lavoro. Un lavoro serio.
Se è così sorvoleremo che anche lei non è stato eletto. E anche su quanto il presidente emerito della Repubblica Italiana Francesco Cossiga ci disse sul suo conto, mettendoci in guardia.
Staremo quindi a vedere.

Corona Perer
10 febbraio 2021
 

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10 febbraio, Giornata del Ricordo
La tragedia degli infoibati

Erano colpevoli solo di essere italiani, caddero per mano del regime comunista del maresciallo Tito, e molte istituzioni hanno ricordato questi eventi. Lo ha fatto anche la Città di Trento.
Il Sindaco Franco Ianeselli ha fatto arrivare alla stampa il suo pensiero (lo ringraziamo per questa attenzione che altri enti locali fautori di processi di pace non hanno...) e conoscendone la formazione bisogna ammettere che alcuni passaggi ci hanno stupito.
Nel prologo il Sindaco di Trento inquadra correttamente la vicenda e le divisioni che ha prodotto, ostacolo ad una memoria condivisa. Poi in un passaggio ricorda l'omaggio nel 2020 a Basovizza da parte del nostro capo dello stato Mattarella e del suo omologo sloveno Pahor. Un omaggio, mano nella mano,  ricordando  "...gli antifascisti sloveni fucilati dal regime di Mussolini e i duemila morti italiani, tra militari e civili, scaraventati nel famigerato pozzo sull’altopiano carsico". Punto.
Ci sia consentita di aggiungere una 'nuance' a questo veloce affresco. Se davvero si vuole una memoria "... intera, fondata sullo studio serio e rigoroso dei documenti...che sa distinguere torti e ragioni, che prevede la pietà per tutte le vittime" - come Ianeselli scrive - occorre dare un nome alle cose. Come diceva la filosofa Rose Luxemburg: dare il giusto nome alle cose è un atto rivoluzionario.
E al regime di Mussolini che colpì gli antifascisti sloveni, fece da contraltare il regime comunista di Tito che colpì e infoibò gli italiani. L'aggettivo "comunista" non compare nel bel discorso di Ianeselli.
Entrambi si macchiarono di quei delitti che ci conducono oggi a fare memoria. Ma occorre dare alle cose il loro nome. E nel discorso di Ianeselli compare il regime fascista, non quello comunista.
Per ricordare davvero, non si può avere paura delle parole.


10 febbraio 2020

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Caso Regeni, se la Memoria...è corta
Rovereto, Uno striscione e parole di circostanza: per lavarsi la coscienza

"Tra il dire e il fare c'è di mezzo il coraggio" ebbe a dire un giorno un signore che si riconoscerà in queste parole. Bella frase. Ma possiamo optare per un più sbrigativo "Meglio tardi che mai". Uno striscione è stato steso per #GiulioRegeni da Palazzo del Podestà a Rovereto, città della Pace. La presidente del consiglio Cristina Azzolini ha anche rilasciato una dichiarazione: “Con questo manifesto a nome dell’intero Consiglio comunale abbiamo voluto dare un segnale e manifestare la nostra vicinanza a tutti coloro che stanno lavorando per far sì che possa emergere la verità." Brava nulla da dire.
La mia domanda è: avrebbe detto queste stesse parole anche al ministro che ha incontrato al Cairo, quando è andata in Egitto a promuovere un libro... a fumetti nel 2019?
Da notare: prima di lei ci era andato ''l'assessore alla cultura" nel 2017 in piano embargo dei rapporti Italia-Egitto: Giulio Regeni era morto da un anno.
A mio avviso non ci sono oltraggi alla memoria minori o maggiori. Ci sono solo gli oltraggi alla memoria: che si vendano navi o si promuovano fumetti. 
Non riteniamo di pubblicare la foto dello striscione, alla quale le testate locali hanno subito abboccato. Ma merita uno spazio la foto della delegazione ufficiale, pagata ovviamente da denaro pubblico, con il Ministro egiziano e l'ambasciatore italiano Cantini del quale i Regeni, e molte forze politiche italiane, hanno sempre chiesto il ritiro.
Che sogno immaginare che la città di Rovereto ne avesse aprofittato per farsi portavoce di un messaggio per la verità su Regeni !
Ma...non era il caso (dirà qualcuno).

Corona Perer
25 gennaio 2021



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Siringhe per il vaccino: tutto a posto?

Dalle prime indiscrezioni giornalistiche sull'acquisto delle siringhe, vien da chiedersi se si ritenga gli italiani così fessi ed anche se gli italiani non siano ''davvero'' fessi visto che accettano che si proceda di scandalo in scandalo. Prima le mascherine, poi i camici e ora potrebbe esserci (il condizionale è d'obbligo) il caso siringhe.
La ditta alla quale il Commissario Arcuri avrebbe fatto partire l'ordine è una ditta di Hong-Kong costituitasi 5 giorni prima dell'apertura del bando e riconducibile ad una società milanese. A scriverlo il quotidiano La Verità. Di più al momento non si sa sono solo indiscrezioni giornalistiche. Va detto che tutto potrebbe essere regolare anche se anche in questo caso il condizionale è d'obbligo. Di certo c'è che il supercommissario  dalla voce metallica deve assicurare l'acquisto delle siringhe monouso, del diluente e degli aghi necessari per avviare entro gennaio, come programmato, la campagna di vaccinazione anti-Covid.
Servono  oltre 100 milioni di siringhe per la somministrazione del vaccino e oltre 5 milioni di fiale del diluente salino necessario alla somministrazione. La speranza è che Capitan Ranucci monitori anche questo capitolo di spesa e ci informi. Se è tutto a posto saremo i primi a gioirne.

19 dicembre 2020

 

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Eccellenze e Miserie
La Scala di Milano e i padiglioni a primula

"...A riveder le stelle", lo spettacolo  realizzato dalla Scala e andato in onda in diretta su Rai1 e in streaming mondiale è stato visto in televisione da una media di 2 milioni 608 mila spettatori con uno share del 14,7% con il picco di 3 milioni 160 mila telespettatori alle 19.45 per il finale. Raggiante il sovrintendente della Scala Dominique Meyer che aveva dovuto rinunciare alla programmazione non avendo più pubblico: in programma c'era la Lucia di Lammermoor con la regia di Yannis Kakkos e le voci di Lisette Oropesa e Juan Diego Florez. Come si ricorderà un focolaio Covid19 costrinse a cancellare. Ma La Scala ha dimostrato di sapere inventare e per la prima volta la prima di Sant'Ambrogio è stata davvero popolare: niente pellicce e lustrini, vip e mondanità. La Scala era nella casa di tutti, e tutti hanno provato gioia ed orgoglio.
Quel coro costituito dai lavoratori del teatro - coro, orchestra, macchinisti, maestranze - che  esegue l'Inno di Mameli ha fatto venire i brividi. Poi 24 fra i maggiori cantanti lirici del mondo - da Vittorio Grigolo a Ludovic Tezier, da Marianne Crebassa a Francesco Meli, fino alla star Placido Domingo - hanno cantato arie famose con scenografie diverse introdotte da brani di prosa, forse la parte meno riuscita dello spettacolo ma è innegabile che sia andata in onda l'eccellenza e che l'Italia abbia potuto mostrare cosa è capace di fare.
Ecco: una settimana dopo l'Italia ha ricordato che nonostante ciò, resta pur sempre quella che è: il paese delle assurdità, dell'operetta.
A dimostrarlo sono stati i gazebi a primula per vaccinarsi...con stile.

Servono altri commenti? No.


Corona Perer
13 dicembre 2020
 

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ORFANI DI VERITA'
''La conoscenza rende liberi''

C'è una parola che sembra aver perso del tutto il suo fascino e la sua potenza: progresso. Un po' perché ci sembra di regredire, anziché andare avanti, e un po' perché 20-30 anni fa parlare di progresso era collocarsi dentro una dinamica “possibile”. Oggi sembra ardita.
Tornano alla mente le parole della giornalista che svelò lo scandalo di Cambridge Analytica.  Ricordando che 100 anni fa erano i canarini a scendere per primi nelle miniere di carbone del Galles per rilevare presenze di gas mortale e invisibile (e se tornavano stecchiti, era meglio non scendere) aveva fatto un parallelo. “Noi britannici siamo come quei canarini. La nostra democrazia è in crisi, le nostre leggi non funzionano più”  disse, indicando nei fondi oscuri, che hanno pianificato e accompagnato il referendum su Brexit, una vera sovversione della democrazia.
E che oggi si viva in deficit di democrazia è ormai una evidenza. In questo periodo di emergenza vale tutto e il contrario di tutto. Ma vince il pensiero unico. Le voci che si alzano a porre domande peraltro legittime (come si calcolano i morti, di cosa sono morti, i tempi per un vaccino davvero sicuro) vengono zittite da chi, già piegato al potere del pensiero unico, ti dà del complottista per esserti posto domande ed aver cercato risposte. Ed è accaduto anche ad un virologo del calibro del prof. Crisanti, ma ci era già passato il dr. De Donno, il medico che aveva sperimentato i benefici della cura al plasma: rimosso dai media.
Ritrovarsi a dover maneggiare un mondo senza sapere da che parte stia la verità, fare i conti con larghe fette di cittadini inconsapevoli di tutto questo, e tra loro persino i politici, rende tutto più complesso anche per chi spera ancora nel ritorno di una buona politica, nella possibilità che la parola ''progresso'' ritrovi cittadinanza.
Ma siamo qui a parlarne perché lo riteniamo ancora possibile.
Anche Anna Frank nonostante quello che aveva sotto gli occhi, credeva nella intrinseca bontà dell'uomo. Nonostante tutto.


Corona Perer
20 novembre 2020


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VIVERE IL TEMPO SOSPESO
L'annus horribilis che tutti voremmo chiudere

Di lockdown in lockdown c'è un'unica vera chiusura che tutti vorremmo fare: quella di questo Annus Horribilis che ha resettato incontri, relazioni, rapporti, spostato priorità e certezze, allontanato le persone e intristito le città.
Tutti siamo diventati  deboli, esposti e precari.
C'è chi ha chiuso, altri ci stanno guadagnando: fra questi anche la Fiat che ha sempre fatto macchine ma grazie ad un accordo col governo, improvvisamente si butta nel mercato delle mascherine: 26 milioni al giorno secondo le intese Conte-Elkann.
Quello che non riusciamo a capire è come dall'altra parte del mondo, in Cina, dove tutto iniziò (ma non si sa ancora come), la vita sia invece ripartita. Lì anzi galoppa. Se prima il Pil era a -6%, ora galoppa a +4%. Dieci punti di balzo: poche mascherine e ritrovato ottimismo.
Era il 6 gennaio quando in Italia arrivava la notizia di 59 "misteriose mort" per polmonite, in Cina (leggi qui)
Da noi si naviga a colpi di Dpcm, di  annunci stampa e di reiterati richiami alla drammaticità dell'ora.
Una navigazione a vista che ci rende ancora più insicuri.
Una situazione che sta facendo emergere anche le prime proteste  di strada e continua a silenziare le voci autorevole. Il Virologo Giorgio Palù tenta di spiegarlo da tempo senza trovare cittadinanza nei salotti tv del cosidetto mainstream: "essere positivi non vuol dire essere malati". E quindi i numeri potranno anche alzarsi in rapporto ai tamponi (che sono molti di più della scorsa primavera) ma se troviamo positivi sani...non chiamiamoli contagiati. Il contagio è altro: ascoltatelo > qui.
 

Corona Perer
25 ottobre 2020

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VI SIETE FATTI QUESTA DOMANDA ?
Perchè ravanare nel naso se il virus è a portata di mano

(di Manuel d'Elia) - Ogni giorno è record di tamponi eseguiti. Non posso fare a meno di farmi qualche domanda. Qual è il tasso di affidabilità di questo test diagnostico?
Quanti falsi positivi riscontra? Riesce a distinguere tra il covid-19 e il comune raffreddore? Perché occorre andare a cercare il virus nel profondo delle cavità nasali, quando dall'altra parte si sostiene che il rischio è nei droplets che rilasciamo con la saliva, molto più a portata di mano?
Il personale che esegue questo trattamento notevolmente invasivo è stato adeguatamente formato? Come interpretare l'allarme degli otorini, che lamentano l'insorgenza di lesioni sui bambini? Per quale motivo in Italia viene ora richiesto un doppio tampone negativo prima di tornare a scuola, dopo aver avuto sintomi anche leggeri, mentre nella vicina Svizzera i bambini possono andare a scuola anche con raffreddore e mal di gola, e il tampone è considerato solo l'ultimissima risorsa in caso di sintomi gravi?
E infine, quanto ci costa, in termini di risorse umane ed economiche, questa corsa al tampone? Tra inutili (e dispersi) banchi a rotelle, mascherine targate FCA e tamponi di dubbia efficacia, siamo sicuri che non ci siano modi più intelligenti per spendere il denaro pubblico?
Magari qualcuno è rimasto ancora senza monopattino, per esempio.

MANUEL D'ELIA
30 settembre 2020

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STRABISMO DI STATO
L'incoerenza al potere

Agli amici, agli ex compagni di liceo, ai compagni del quartiere: il Ministro Di Maio - stando ad alcune rivelazioni - è stato generoso e ha dispensato incarichi e nomine di prestigio. A rivelarlo un ex-5 stelle che, pur regolarmente eletto, non aveva potuto entrare in possesso del suo scranno,  perchè invitato a farsi da parte.
Ma la cosa che più fa arrabbiare sono le dichiarazioni sul caso Regeni. Chiede verità ai suoi omologhi egiziani, il Ministro degli Esteri. Ma intanto asseconda la vendita di due fregate all'esercito egiziano deliberata dal collega alla Difesa.

Ma non c'era embargo di merci e relazioni finchè non ci fosse stata verità sul caso Regeni? E allora quel che dà fastidio è lo strabismo di chi ci ha vinto le elezioni al grido di "Onestà!" e fa a finta di lottare per i privilegi ... privilegiarndo i propri amici. Di chi sventolava il vessillo dell'onestà ma dimostra di essere disonesto con la coscienza.

Mai l'Italia ha avuto tanta insipienza al potere.

Corona Perer
18 giugno 2020

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PERCHE' NON SIAMO CAPACI DI ESSERE SERI?
L'affaire dei camici

Durante il terremoto avvenuto a L'Aquila, già la notte stessa qualcuno si fregava le mani pensando agli affari che si sarebbero potuti fare. Con un balzo di un decennio arriviamo alla pandemia e viene a galla l'import sospetto di mascherine non a norma da parte di un ex-presidente della Camera grazie ad un appalto flash e milionario. E viene fuori anche che il plasma sintetico sarebbe un affare già nelle mani di un deputato del PD. E poi l'incredibile: nel pieno dell’emergenza sanitaria la Regione Lombardia (che aveva fatto pochi tamponi perchè mancavano i reagenti) in realtà aveva strutture private in grado di farli, naturalmente a pagamento. E per non farci mancare nulla c'è l'affaire dei camici, finiti (sempre secondo un'inchiesta di Report) nelle mani di famiglia: la moglie del Governatore della Lombardia.

Sorge spontanea una domanda: perchè gli italiani che governano l'Italia non sono capaci di essere seri? Quanto deve durare questa sofferenza che punisce, avvilisce, frustra, colpisce gli italiani onesti e la credibilità internazionale di un intero paese?

Corona Perer
8 giugno 2020

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Covid19 - Le restrizioni i confini dei paesi amici

Ce lo siamo detti spesso: compriamo italiano, aiutiamoci. Facciamo turismo interno, diamoci una mano. Stiamo a casa e contempliamo il nostro paese che è il più Bello al Mondo.
Magari scopriamo quel castello che sta a pochi chilometri da noi, ma non lo abbiamo ancora mai visto. Oppure andiamo ad assaggiare quel formaggio così speciale che fanno solo lì.
Ora che arrivano le liste dei paesi promossi, di quelli bocciati, di quelli infetti, delle regioni che stanno bene e di quelle che stanno male, ora che si parla di patentini ci si azzuffa e ci si offende.
Non capisco: usciamo (si fa per dire) da una pandemia.
Stare a casa un'estate è proprio un problema?
Restare dentro i confini è proprio impossibile?
Semmai introduciamo buone e precise regole per chi dall'estero viene a fare vacanze in Italia, magari dopo averci misurato col metro del pregiudizio. Come quel politico che promise di non dare euro agli italiani.
E allora io direi: stiamo a casa e aiutiamoci. In Grecia ci andremo quando le cose saranno a posto per bene. Ma intanto ad alcuni turisti, specie a quelli dall'Olanda alla Germania, facciamo pure pagare una tassa in più: la tassa per godere del Bel Paese.

Corona Perer
31 maggio 2020


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Cosa vuol dire tutelare il lavoro
1° Maggio festa del lavoro

Festa del lavoro che per molti è.... scomparso, a causa della crisi innescata dalla pandemia. Da inizio anno ci sono almeno 155 "scomparsi''.
Sono i medici morti in Italia per Covid-19. La Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) tiene la triste conta dei "caduti sul lavoro" a causa di errate o carenti  procedure di protezione. A dire il vero alla data odierna sarebbero 153, ma giunge notizia che anche in questo caso si tratta di dati da prendere con le pinze.
Saverio Andreula, presidente dell'ordine degli infermieri di Bari con un gruppo di lavoro, ha analizzato l'elenco dei medici deceduti apparsi sul sito della Fnomceo scoprendo che tra i deceduti ci sarebbero anche ...pensionati, professionisti che non erano tornati al lavoro durante l'emergenza (tra i nomi dei deceduti, infatti, c'è anche quello di un medico di 104 anni).
Ad ogni modo, se anche questa conta fosse errata per il 10, 20...30% del numero effettivo - non abbiamo gli strumenti per compiere verifiche -  non cambia la sostanza delle cose: nell'immediatezza della pandemia sono andati a morire senza difese, ossia sono andati alla guerra con la fionda, troppi professionisti. Sono caduti lavorando dentro un sistema impreparato classificato come "modello italiano" con troppa improvvida fretta,  e procedure certamente carenti (vedi l'immissone di malati post-ricovero nelle RSA).
Altrimenti non si spiega la virulenza di Covid19 in Italia.
Ai medici e agli infermieri caduti svolgendo il loro lavoro, il nostro doveroso omaggio, in questo 1° maggio 2020.

Corona Perer
1 maggio 2020

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Attenzione ai diritti e alle libertà!

In questi giorni abbiamo tempo per informarci per bene: facciamolo! Non è serio che si autoproclamino ''professionisti dell'informazione'' proprio coloro i quali ci hanno fornito bufale. Se avete del tempo destinatelo a leggere l'analisi che ospitiamo sul Covid 19 a cura di Manuel D'Elia : numeri calcolati per difetto, senza filtri oggettivi per la statistica (che certo è la più inesatta delle scienze esatte ma è pur sempre una scienza), giornalisti che si proclamano unici detentori della verità certificata (anche dopo aver spacciato bufale), controlli che violano libertà costituzionali. Attenzione si sta cercando di delegittimare le testate fuori dal sistema dei soliti noti. I "piccoli"  rischiano di essere travolti a tacitati. Attenzione... Attenzione. C'è in gioco qualcosa di importante per un paese che voglia continuare a dirsi libero e democratico
Tenete la mente desta, non abbiamo soluzioni e risposte pronte all'uso, ma solo domande e come voi cerchiamo risposte. Coltiviamo l'esercizio del dubbio e rivendichiamo la libertà di espressione.

Ma dobbiamo difenderla tutti insieme!

Corona Perer
14 aprile 2020

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La Pasqua 2020, resterà nella storia
Ricorderemo a lungo questi giorni

Ricorderemo a lungo questi giorni. Una Pasqua essenziale, ci coglie spogli di ogni orpello: la pandemia ci ha ritarati, riposizionati sulle priorità, spogliati di certezze e rivestiti di bisogni.  E' una Pasqua che  ricorderemo a lungo, insieme alle morti innocenti di tanti uomini e donne colpiti da un virus che ha dimostrato di non guardare in faccia a nessuno. Ora ci scopriamo tutti più vulnerabili e protesi su un ''dopo" inquietante e al momento lontano.

Il Papa in questi giorni, tristi e  carichi di sofferenza, si è posto come un faro autentico. Tanti i segni che resteranno nella nostra mente: ha donato la sua fede perchè potessimo credere, ha mostrato la sua preghiera come arma e chiunque, anche chi non crede è rimasto turbato.

Costretti ad una nuova vita, auguriamoci di scoprire ciò che è antico ma rende bella la vita. I valori veri, quelli della solidarietà e gli affetti cari, specie se lontani. Il Papa ce lo ha suggerito: riscopriamo lo spirito di servizio, la vita non serve se "non si serve". E quando sarà tutto finito, ci sarà molto da fare per ognuno di noi.

Buona Pasqua!
Corona Perer

10.4.2020

 

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Europa, il virus che divide e unisce
Ci scopriamo un unico popolo, senza esserlo
 

1 aprile 2020 - Disse Winston Churchill: “L'ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità.”

Ora che l'Europa ha chiuso per virus, blindando non le frontiere interne, ma tutta l'area Schengen, diventiamo un popolo senza esserlo mai stato. E con le stesse divisioni di prima.

Nata da nobili pensieri (i trattati di Roma) e impantanata negli interessi nazionali (Germania e Francia), c'è stato bisogno di un piccolo insidioso virus, dalle nano-dimensioni, che toglie il respiro e spazza soprattutto i testimoni del nostro tempo (gli anziani), per capire una cosa: occorre agire con  strategie comuni.

C'è da sperare che prevalga l'ottimismo del mantra "andrà-tutto-bene". Diciamocelo francamente: non ci crediamo molto e le premesse non sono affatto buone: l'economia è crollata e ferma, ci vorranno anni per riprendere a camminare. Basta osservare - dentro i nostri confini la navigazione a vista del nostro governo che ha sfiorato più di un incidente diplomatico, ma l'attenzione mediatica era tutta sui numeri della crisi Covid19.

Ma l'ottimista vede l'opportunità in ogni pericolo. E così, alzando lo sguardo su confini più ampi, noi vogliamo essere ottimisti: forse diventeremo un popolo europeo. E se il destino è davvero comune, non è poco.
Oppure finiremo di esserlo, ma del resto non lo siamo mai stati veramente.

Corona Perer
1 aprile 2020

 

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