Attualità, Persone & Idee

Editoriale - Strabismo di Stato

L'incoerenza al potere

Agli amici, agli ex compagni di liceo, ai compagni del quartiere: il Ministro Di Maio - stando ad alcune rivelazioni - è stato generoso e ha dispensato incarichi e nomine di prestigio. A rivelarlo un ex-5 stelle che, pur regolarmente eletto, non aveva potuto entrare in possesso del suo scranno,  perchè invitato a farsi da parte.
Ma la cosa che più fa arrabbiare sono le dichiarazioni sul caso Regeni. Chiede verità ai suoi omologhi egiziani, il Ministro degli Esteri. Ma intanto asseconda la vendita di due fregate all'esercito egiziano deliberata dal collega alla Difesa.

Ma non c'era embargo di merci e relazioni finchè non ci fosse stata verità sul caso Regeni? E allora quel che dà fastidio è lo strabismo di chi ci ha vinto le elezioni al grido di "Onestà!" e fa a finta di lottare per i privilegi ... privilegiarndo i propri amici. Di chi sventolava il vessillo dell'onestà ma dimostra di essere disonesto con la coscienza.

Mai l'Italia ha avuto tanta insipienza al potere.

Corona Perer
18 giugno 2020

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PERCHE' NON SIAMO CAPACI DI ESSERE SERI?

Durante il terremoto avvenuto a L'Aquila, già la notte stessa qualcuno si fregava le mani pensando agli affari che si sarebbero potuti fare. Con un balzo di un decennio arriviamo alla pandemia e viene a galla l'import sospetto di mascherine non a norma da parte di un ex-presidente della Camera grazie ad un appalto flash e milionario. E viene fuori anche che il plasma sintetico sarebbe un affare già nelle mani di un deputato del PD. E poi l'incredibile: nel pieno dell’emergenza sanitaria la Regione Lombardia (che aveva fatto pochi tamponi perchè mancavano i reagenti) in realtà aveva strutture private in grado di farli, naturalmente a pagamento. E per non farci mancare nulla c'è l'affaire dei camici, finiti (sempre secondo un'inchiesta di Report) nelle mani di famiglia: la moglie del Governatore della Lombardia.

Sorge spontanea una domanda: perchè gli italiani che governano l'Italia non sono capaci di essere seri? Quanto deve durare questa sofferenza che punisce, avvilisce, frustra, colpisce gli italiani onesti e la credibilità internazionale di un intero paese?

Corona Perer
8 giugno 2020

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E VABBE' STAREMO A CASA !

Ce lo siamo detti spesso: compriamo italiano, aiutiamoci. Facciamo turismo interno, diamoci una mano. Stiamo a casa e contempliamo il nostro paese che è il più Bello al Mondo.
Magari scopriamo quel castello che sta a pochi chilometri da noi, ma non lo abbiamo ancora mai visto. Oppure andiamo ad assaggiare quel formaggio così speciale che fanno solo lì.
Ora che arrivano le liste dei paesi promossi, di quelli bocciati, di quelli infetti, delle regioni che stanno bene e di quelle che stanno male, ora che si parla di patentini ci si azzuffa e ci si offende.
Non capisco: usciamo (si fa per dire) da una pandemia.
Stare a casa un'estate è proprio un problema?
Restare dentro i confini è proprio impossibile?
Semmai introduciamo buone e precise regole per chi dall'estero viene a fare vacanze in Italia, magari dopo averci misurato col metro del pregiudizio. Come quel politico che promise di non dare euro agli italiani.
E allora io direi: stiamo a casa e aiutiamoci. In Grecia ci andremo quando le cose saranno a posto per bene. Ma intanto ad alcuni turisti, spcie a qelli dall'Olanda alla Germania, facciamo pure pagare una tassa in più: la tassa per godere del Bel Paese.

Corona Perer
31 maggio 2020


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Cosa vuol dire tutelare il lavoro

1° Maggio festa del lavoro: lavoro che per molti è scomparso, a causa della crisi innescata dalla pandemia. E lavoro dove da inizio anno ci sono almeno 155 "scomparsi''.
Sono i medici morti in Italia per Covid-19. La Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) tiene la triste conta dei "caduti sul lavoro" a causa di errate o carenti  procedure di protezione. A dire il vero alla data odierna sarebbero 153, ma giunge notizia che anche in questo caso si tratta di dati da prendere con le pinze.
Saverio Andreula, presidente dell'ordine degli infermieri di Bari con un gruppo di lavoro, ha analizzato l'elenco dei medici deceduti apparsi sul sito della Fnomceo scoprendo che tra i deceduti ci sarebbero anche ...pensionati, professionisti che non erano tornati al lavoro durante l'emergenza (tra i nomi dei deceduti, infatti, c'è anche quello di un medico di 104 anni).
Ad ogni modo, se anche questa conta fosse errata per il 10, 20...30% del numero effettivo - non abbiamo gli strumenti per compiere verifiche -  non cambia la sostanza delle cose: nell'immediatezza della pandemia sono andati a morire senza difese, ossia sono andati alla guerra con la fionda, troppi professionisti. Sono caduti lavorando dentro un sistema impreparato classificato come "modello italiano" con troppa improvvida fretta,  e procedure certamente carenti (vedi l'immissone di malati post-ricovero nelle RSA).
Altrimenti non si spiega la virulenza di Covid19 in Italia.
Ai medici e agli infermieri caduti svolgendo il loro lavoro, il nostro doveroso omaggio, in questo 1° maggio 2020.

Corona Perer
1 maggio 2020

 

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Attenzione ai diritti e alle libertà!

In questi giorni abbiamo tempo per informarci per bene: facciamolo! Non è serio che si autoproclamino ''professionisti dell'informazione'' proprio coloro i quali ci hanno fornito bufale. Se avete del tempo destinatelo a leggere l'analisi che ospitiamo sul Covid 19 a cura di Manuel D'Elia : numeri calcolati per difetto, senza filtri oggettivi per la statistica (che certo è la più inesatta delle scienze esatte ma è pur sempre una scienza), giornalisti che si proclamano unici detentori della verità certificata (anche dopo aver spacciato bufale), controlli che violano libertà costituzionali. Attenzione si sta cercando di delegittimare le testate fuori dal sistema dei soliti noti. I "piccoli"  rischiano di essere travolti a tacitati. Attenzione... Attenzione. C'è in gioco qualcosa di importante per un paese che voglia continuare a dirsi libero e democratico
Tenete la mente desta, non abbiamo soluzioni e risposte pronte all'uso, ma solo domande e come voi cerchiamo risposte. Coltiviamo l'esercizio del dubbio e rivendichiamo la libertà di espressione.

Ma dobbiamo difenderla tutti insieme!

Corona Perer
14 aprile 2020

 

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La Pasqua 2020, resterà nella storia
Ricorderemo a lungo questi giorni

Ricorderemo a lungo questi giorni. Una Pasqua essenziale, ci coglie spogli di ogni orpello: la pandemia ci ha ritarati, riposizionati sulle priorità, spogliati di certezze e rivestiti di bisogni.  E' una Pasqua che  ricorderemo a lungo, insieme alle morti innocenti di tanti uomini e donne colpiti da un virus che ha dimostrato di non guardare in faccia a nessuno. Ora ci scopriamo tutti più vulnerabili e protesi su un ''dopo" inquietante e al momento lontano.

Il Papa in questi giorni, tristi e  carichi di sofferenza, si è posto come un faro autentico. Tanti i segni che resteranno nella nostra mente: ha donato la sua fede perchè potessimo credere, ha mostrato la sua preghiera come arma e chiunque, anche chi non crede è rimasto turbato.

Costretti ad una nuova vita, auguriamoci di scoprire ciò che è antico ma rende bella la vita. I valori veri, quelli della solidarietà e gli affetti cari, specie se lontani. Il Papa ce lo ha suggerito: riscopriamo lo spirito di servizio, la vita non serve se "non si serve". E quando sarà tutto finito, ci sarà molto da fare per ognuno di noi.

Buona Pasqua!
Corona Perer

10.4.2020

 

 

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Europa, il virus che divide e unisce
Ci scopriamo un unico popolo, senza esserlo
1 aprile 2020

Disse Winston Churchill: “L'ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità.”

Ora che l'Europa ha chiuso per virus, blindando non le frontiere interne, ma tutta l'area Schengen, diventiamo un popolo senza esserlo mai stato. E con le stesse divisioni di prima.

Nata da nobili pensieri (i trattati di Roma) e impantanata negli interessi nazionali (Germania e Francia), c'è stato bisogno di un piccolo insidioso virus, dalle nano-dimensioni, che toglie il respiro e spazza soprattutto i testimoni del nostro tempo (gli anziani), per capire una cosa: occorre agire con  strategie comuni.

C'è da sperare che prevalga l'ottimismo del mantra "andrà-tutto-bene". Diciamocelo francamente: non ci crediamo molto e le premesse non sono affatto buone: l'economia è crollata e ferma, ci vorranno anni per riprendere a camminare. Basta osservare - dentro i nostri confini la navigazione a vista del nostro governo che ha sfiorato più di un incidente diplomatico, ma l'attenzione mediatica era tutta sui numeri della crisi Covid19.

Ma l'ottimista vede l'opportunità in ogni pericolo. E così, alzando lo sguardo su confini più ampi, noi vogliamo essere ottimisti: forse diventeremo un popolo europeo. E se il destino è davvero comune, non è poco.
Oppure finiremo di esserlo, ma del resto non lo siamo mai stati veramente.

 

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