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Gino Strada ''Far la guerra è da stupidi''

''Non è mai la soluzione è sempre il problema''

Gino Strada lo aveva detto spesso nelle sue conferenze: ''Far la guerra è da stupidi''. Per lui, la guerra non era mai la soluzione, era sempre il problema. Lo ha ricordato la seconda moglie Simonetta in occasione delle esequie nel 2021. "Continueremo a coltivare l’utopia: continueremo a curare le vittime e a darci da fare per abolire la guerra”.

Gino Strada non perdeva occasione per ripeterlo. ''L'articolo 11 della Costituzione non è un optional. Quell'articolo dice che la Repubblica è nata ripudiando la guerra e garantendo alcuni diritti: come quello alla salute. E quell'articolo è stato tradito" ha detto più volte nei suoi rari (ma intesi) interventi.

Uomo coraggioso e grande medico, Strada non ha mai smesso di denunciare le contraddizioni del nostro paese e a richiamare il dettato Costituzionale.
“Gino era un chirurgo, di professione e per attitudine verso la vita. E da chirurgo, vedeva le cose in modo molto lineare. C’erano gli oleodotti, la geopolitica, le alleanze internazionali, certo, ma poi la guerra era una cosa molto più semplice: la differenza tra un corpo integro e uno ferito, tra la dignità dell’uguaglianza e la sopraffazione.
E per questo, la guerra non era la soluzione" sono ancora le parole della moglie.

Che Gino Strada risultasse "indigesto" al potere era chiaro. Lui non le mandava a dire. Godeva di una popolarità immensa e quando lo candidarono a Presidente della Repubblica rispose: "....lo prendo come un apprezzamento per il lavoro di Emergency, che è sociale e politico con la P maiuscola. Noi abbiamo scelto di curare le persone e non di ucciderle”. Di far politica a lui in realtà non gliene importava affatto: è stato tirato per la giacchetta tante volte. Il suo lavoro era fare il medico e lui lo ha fatto in tutto il mondo.

"Ci sono 21 cardiochirugie in Lombardia, in Africa ce n'è una: a Karthoum ed è la nostra".

Da medico diceva di accontentarsi di aver fatto una cosa "banale": curare gli altri, sforzandosi di portare l'eccellenza dove altri porterebbero qualche sporadico aiuto tanto per lavarsi la coscienza. "E' una vergogna che l'Africa sia nello stato in cui si trova, noi ci facciamo la Tac al primo mal di testa e a loro pensiamo che basti portare una scatola di medicine".

Gino Strada non taceva che in Italia nove milioni di cittadini non possono più permettersi cure. E denunciava: "Pretendere di fare profitto sulla salute è vergognoso. Ci sono troppi medici corrotti". Parole che continuava a dire ricordando che spendere per armarsi anzichè investire sulla salute era folle. ma la sua battaglia contro gli F35 rimase inascolata anche quando approdava sui palchi dell'intellighenzia e dei festival.

Si potrà obiettare che il governo li aveva ridotti della metà. "Vanno cancellati punto e basta", affermava categorico Gino Strada. "Non è possibile spendere quello che stiamo spendendo per le spese militari. E' tempo delle scelte. Tanto più che i software di cui sono dotati sono aggredibili da hacker, e i mezzi risultino difettosi e vulnerabili". Ma di F35 ormai, non parla più nessuno. "Più sanità meno armi: qualunque politico che creda ancora negli F35 e li voglia comprare è un cretino". Le parole di Gino Strada, il suo pensiero, il suo coraggio restano a ricordarlo.

Ma quello che più lo indignava era la gestione della sanità italiana. Il fondatore di Emergency giudicava un'indecenza la sanità pubblica basata sul profitto. "Una vergogna" affermava con franchezza. Gino Strada di ospedali di guerra ne ha costruiti parecchi, ha portato il diritto alla salute là dove era un sogno solo pensarlo e ha dovuto vedere che persino nel suo paese questo diritto non esiste più.

Gino Strada soffriva per l'Afghanistan come per l'Italia.
Che a nostro avviso non lo ha affatto mai digerito e mai ascoltato.
Che peccato, che vergogna.

 

Corona Perer

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Autore: Corona Perer

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