foto: Festival Economia Trento
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Addio a Gino Strada, il fondatore di Emergency

Sognava di diventare inutile: sempre contro la guerra, per una sanità più giusta

13 agosto 2021 - E' morto Gino Strada. Una vita spesa per gli ultimi, contro la guerra, per una sanità più giusta, una sanità senza profitti. Resta la sua lezione, che il suo stesso paese non ha saputo raccogliere.

Aveva 73 anni ed era malato da tempo, ma ciò che lo faceva star veramente  male era l'ingiustizia e in questi giorni era molto amareggiato per l'epilogo tragico (e il ritorno all'indietro) dell'Afghanistan.

Chirurgo, specializzato in cardiologia, e fondatore di Emergency ha speso tutta la sua vita per il diritto alla salute e contro le disuguaglianze. Ha creato strutture di eccellenza e si era messo a disposizione anche del nostro paese per la sanità in Calabria, dopo aver avviato servizi di emergenza anche per quegli italiani che erano senza salute. L'ultima delle sue battaglie.

Lo ricordiamo in questa pagina quando a Trento venne a dire: ''...sogno di diventare inutile".

Grazie Gino Strada, riposa in pace!

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Gino Strada e il sogno di diventare inutile

(18 novembre 2020) - Si comincia a lavorare: accordo tra Emergency e Protezione Civile in Calabria. Gino Strada ha fatto sapere che la sua organizzazione è pronta a partire subito su triage, ospedali da campo e Covid hotel.

"Oggi pomeriggio abbiamo definito un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all'emergenza sanitaria in Calabria. Inizieremo domani mattina a lavorare a un progetto da far partire al più presto. Ringrazio il Governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno" ha dichiarato Strada. 

Il coinvolgimento dell'associazione nel supporto alla regione Calabria é stato deciso nell'ambito di un accordo con il Dipartimento della Protezione Civile. Gestione degli ospedali da campo, supporto all'interno dei Covid Hotel e nei punti di triage negli ospedali, sono i compiti di cui si occuperà Emergency.

E pensare che Gino Strada aveva un unico desiderio: diventare inutile. "Vorrebbe dire che sogno di Einstein si sarebbe compiuto: l'abolizione di ogni guerra" disse a Trento quando al Teatro Sociale - in occasione del Festival Economia - gli venne chiesto di raccontarsi e di parlare di sanità in Italia. E lui non si tirò indietro nel dire la sua visione, con la solita proverbiale franchezza.

"Va costruito un sistema dove la sanità è uguale per tutti, non quello schifo che è oggi, pieno di profitto, di ruberie e di cose inutili. La sanità è un bene fondamentale: cosa ci vuole a fare una buona sanità di qualità  gratuita per tutti? Anche per quegli 11 milioni che non si curano più, 11 milioni di fantasmi. In molti posti italiani la sanità è indecente ma ci sono quelle cosidette eccellenze private che io chiuderei nell'arco di 24 ore".

Ricordando le parole della moglie e prima presidente di Emergency, Teresa Sarti Strada, emerge il credo di una famiglia valido per lui e la figlia come lo è stato per la moglie: ''combattere per cose giuste non è essere o voler essere eroi, ma tentare di fare il mondo migliore''.

"Lei aveva un'umanità straordinaria. Di fronte alle conseguenze della guerra, diceva che in quei bambini vedeva sua figlia. E questo le dava forza. Aveva sempre energia" - ricorda Gino Strada. "E non credeva negli eroi. Anzi: diceva che se ognuno facesse il suo pezzettino, ci ritroveremmo in un mondo migliore senza nemmeno accorgercene" disse Gino Strada.

E lui può dire di aver davvero fatto nei suoi progetti ciò che dice e predica: una sanità equa, gratuita, di qualità e socialmente responsabile che si prende cura anche delle famiglie di coloro che rimangono colpiti dai conflitti armati, si preoccupa dell'inserimento lavorativo delle donne in paesi dove non è scontato che accada.  Emergency è proprio questo, e con quanto raccoglie porta strutture e interventi di alto livello in tutto il mondo.

Ora gli viene chiesto di occuparsi di Calabria e lui detta la linea. "Si comincia a lavorare con la Protezione Civile per triage, ospedali da campo e Covid hotel". Circa la rete ospedaliera, gli acquisti di materiali (che sono i vero buco nero della sanità calabra) servono intese ulteriori.
Del resto il governo italiano procede per accordi ...salvo intese. E' la regola di Mr. Conte.

Staremo a vedere.

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